ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDiario di bordo dell’economia - centro studi tagliacarne

sul territorio il 57% delle imprese kosovare

2' di lettura

In un contesto di generale flessione del numero di iscrizioni di nuove imprese presso le Camere di Commercio, che ha segnato un calo del 5,8% a livello nazionale tra il terzo trimestre del 2022 e lo stesso periodo dell’anno precedente, il tessuto imprenditoriale del Nord-Est ha mostrato una migliore tenuta in termini di dinamica, contenendo la contrazione al -2,6%. Ad incidere è stato soprattutto l’andamento del Veneto (-3,9%), a fronte di una sostanziale stagnazione che ha interessato le altre due regioni dell’area. Nonostante il tasso di natalità del Nord-Est riferito ai primi nove mesi dell’anno risulti del tutto in linea con la media nazionale (4,01 imprese ogni 100 esistenti a fine 2021, in entrambi i casi), alcune aree si distinguono per una migliore performance. A partire dal Trentino-Alto Adige che, con un indice pari a 4,29, si colloca al secondo posto della graduatoria delle regioni a più elevata natalità nei primi tre trimestri del 2022. Seguito da Trieste (5,25) e Gorizia (4,86), rispettivamente seconda e quinta nella relativa classifica provinciale. Sempre con riferimento allo stesso arco temporale, l’analisi dei tassi di natalità conferma poi una maggiore vitalità dei comuni sopra i 5mila abitanti rispetto a quelli di minore dimensione. Nel Nord-Est questo differenziale è superiore a quello medio nazionale e si traduce in un valore di 4,16 nei comuni eccedenti la soglia e di 3,52 in quelli al di sotto della stessa. Il Trentino-Alto Adige ed il Friuli-Venezia Giulia sono tra le regioni che mostrano la forbice più ampia in Italia (delta pari a 1,32 e 0,85 punti, rispettivamente). Trieste, Bolzano, Trento, Gorizia e Pordenone compaiono tra le prime 15 province italiane che presentano un maggior differenziale tra i grandi e i piccoli comuni. L’analisi della componente imprenditoriale straniera, anch’essa realizzabile a partire dai dati del Registro delle Imprese, restituisce un quadro del Nord-Est a fine 2021 sostanzialmente in linea con quanto riscontrato a livello nazionale. Il 10,9% dell’intero tessuto imprenditoriale dell’area è, infatti, rappresentato da imprenditori provenienti dall’estero, a fronte del 10,6% a livello di sistema Paese.

Incidenze più elevate si rilevano in Friuli-Venezia Giulia (12,9%), che si colloca al quinto posto tra le regioni italiane a maggior presenza straniera. Si tratta di un’imprenditoria relativamente più strutturata rispetto alla media nazionale con un peso del 17,8% delle imprese straniere registrate sotto forma di società di capitale (contro il 16,9%). Quanto alla provenienza di coloro i quali intraprendono iniziative individuali, nel Nord-Est, le quote più elevate di imprenditori stranieri si riscontrano con riferimento a Cina, Romania, Marocco e Albania, ricalcando sostanzialmente il quadro nazionale.

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Mentre a caratterizzare il tessuto imprenditoriale dell’area è la presenza di kosovari: esistono 1.306 imprese detenute da nativi del paese balcanico, ovvero il 57,4% del totale Italia, con una fortissima vocazione settoriale, operando in quasi 9 casi su 10 in campo edile e si concentrano particolarmente in Veneto.

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