infrastrutture

Sul Terzo valico scontro tra Fs e Cinque Stelle

di Marco Morino


(Fotogramma)

3' di lettura

Sul Terzo valico, la nuova linea ad Alta velocità ferroviaria per traffico passeggeri e merci da 6,2 miliardi di euro attualmente in costruzione tra Genova e il Piemonte (Novi Ligure-Tortona), scoppia un caso politico. Un muro contro muro tra i sostenitori dell’opera (realizzata in gran parte in galleria) e il Movimento 5 Stelle, che considera il Terzo valico inutile e dannoso e chiede di bloccarne i lavori. Il casus belli è il nuovo collegamento Frecciarossa Genova-Milano-Venezia che Trenitalia ha presentato, ieri, alla stazione Centrale di Milano. Nasce così un servizio giornaliero che unisce Genova Principe a Milano Rogoredo in un’ora e 19 minuti, a Milano Centrale in un’ora e 30 minuti e a Venezia Mestre in 3 ore e 53 minuti.

Un’opera strategica
Un assaggio di quel che accadrà a partire dal 2022, quando grazie all’apertura del Terzo valico la nuova linea veloce tra la Liguria e la Pianura Padana consentirà di collegare Genova con il copoluogo lombardo in circa un’ora. E quando sarà ultimata anche la tratta ad Alta velocità da Brescia a Venezia, Nord-Ovest e Nord-Est saranno attraversati da un unico sistema Av che dal Mar Ligure si spingerà fino alla Laguna. In questo scenario il Terzo valico costituisce un’opera strategica di valenza europea, non solo per i passeggeri ma anche per le merci, perché consentirà di potenziare i collegamenti tra i porti liguri (Genova, Savona) con le principali linee ferroviarie del Nord Italia e con il resto d’Europa, favorendo l’aggancio dell’area più sviluppata del Paese al corridoio Reno-Alpi e ai ricchi mercati del centro e nord Europa.

«I lavori del Terzo valico (sei lotti costruttivi, ndr) sono interamente finanziati, ci sono già gli appalti e quindi non credo proprio ci saranno interruzioni» risponde l’amministratore delegato di Ferrovie Italiane, Renato Mazzoncini, a chi gli chiedeva un parere sulle idee espresse dai 5 Stelle. «Il Terzo valico è un’opera fondamentale per la Liguria - aggiunge Mazzoncini - e per il suo sistema dei porti e cambierà per sempre i rapporti tra la regione e la Lombardia. Sono convinto che quando metteremo sul tavolo tutti i motivi che hanno giustificato la realizzazione di quest’opera, penso ci sarà una presa di consapevolezza anche da parte del M5S che il collegamento da Genova verso Milano e il resto d’Italia richiede necessariamente il quadruplicamento dei binari».

Duro il sindaco di Milano, Giuseppe Sala (Partito Democratico), presente all’arrivo del Frecciarossa da Genova. Secondo il sindaco la posizione sul Terzo valico dei grillini «è totalmente una follia perché è un’opera assolutamente indispensabile. In certi momenti fanno gli ambientalisti ma non considerano il problema del traffico auto che non si risolve con i bei pensieri ma si risolve facendo delle opere. Alla fine la ferrovia è assolutamente l’infrastruttura che aiuta di più». Polemico anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti (Forza Italia): «Il nuovo Frecciarossa - dice Toti - porta Genova e la Liguria verso il futuro, in attesa del Terzo valico, un’opera completamente finanziata che va portata a termine. In Svizzera quando gli abbiamo detto che in Italia c’è qualcuno che vuole fermare i cantieri ci guardavano come dei marziani».

Grillini all’attacco
I grillini però non arretrano. Alberto Zolezzi, ex capogruppo M5S in commissione Ambiente alla Camera e ora vicecapogruppo, dichiara al Sole 24 Ore: «Il Movimento non è contro tutte le grandi opere: è contro le grandi opere inutili. Come, appunto, è il Terzo valico. A fronte di una sostanziale inutilità, perché i minuti guadagnati sarebbero pochi - sostiene Zolezzi -, ci sarebbe la devastazione ambientale del territorio e una montagna amiantifera pericolosa da bucare. O forse Sala, Toti e Mazzoncini sono allineati con quanto dissero i funzionari intercettati nel procedimento penale in piedi, cioè che l’amianto non è un problema tanto la gente si ammala tra 20 anni?».

Anche i grillini della commissione Trasporti della Camera si fanno sentire: «È evidente - ribattono - che M5S e Mazzoncini hanno idee opposte su cosa significhi un’opera importante. Il Terzo valico è un’infrastruttura devastante per l’ambiente e le casse dello Stato che, a fronte di un risparmio di percorrenza di pochi minuti, costerà complessivamente 16 miliardi di euro di soldi pubblici e distruggerà il territorio. Per questo l’abbiamo inserita tra le grandi opere inutili da abolire. Insomma, ancora una volta, chi ci guadagna quindi non sono i cittadini ma solo le lobby del cemento». Per il Movimento l’unica grande opera è la messa in sicurezza del territorio e il potenziamento del traporto pubblico locale e regionale, puntando al trasferimento del trasporto merci da gomma su ferro, alla conversione all’elettrico e allo sviluppo della mobilità sostenibile

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