Ex Rockwool

Sulcis, riconversione e sgravi 30%

L'investimento green San Lorenzo-Renovo di 30 milioni: incubatore, pannelli in fibra verde, biomasse

di Davide Madeddu

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Energia. La centrale a biomasse produrrà energia elettrica e termica, per autoconsumo, e non solo: la quota eccedente sarà venduta alle imprese localizzate nella stessa area industriale

L'investimento green San Lorenzo-Renovo di 30 milioni: incubatore, pannelli in fibra verde, biomasse


3' di lettura

Lo sgravio fiscale del 30% sul costo del lavoro concesso dal governo alle imprese del Sud punta a favorire investimenti e assunzioni. Per ora si contano pochi casi, ma potrebbe trattarsi di una prima linea.

In Sardegna, parte la conversione del vecchio sito industriale che produceva pannelli in lana di roccia con quella che viene definita la “svolta green” e con un piano di investimenti che supera i 30 milioni di euro, una quarantina di assunzioni e un progetto per produrre energia termica ed elettrica e pannelli in fibre vegetali. È la sfida industriale della San Lorenzo, cooperativa di Iglesias a cinquanta chilometri da Cagliari, che con il gruppo Renovo Bioedil (di cui fa parte la modenese Imal e un gruppo russo) porta avanti il progetto di conversione degli impianti che sino ai primi anni del 2000 e sotto l’egida della Rockwool producevano pannelli in lana di roccia.

Superato lo scoglio delle autorizzazioni, e definito l’ingresso di nuovi capitali all’interno della Renovo, ora il programma di interventi nel distretto del Sulcis Iglesiente, comincia a prendere corpo. E punta ad avviare la produzione prima di un anno.

A dare una spinta agli investimenti e al progetto l’aspetto legato alla parte del cosiddetto “sconto fiscale del 30 per cento”. «Questo è un aspetto molto importante che ci permetterà di migliorare ulteriormente il progetto che era già avviato – dice Gianmarco Eltrudis, vice presidente della San Lorenzo – e davanti a un’agevolazione di questo tipo è chiaro che anche il programma potrà essere rivisto in positivo. La possibilità di ridurre il costo del lavoro è importante sopratutto in fase di avvio di una nuova attività».

Il punto sui lavori. «Diciamo pure che siamo passati alla fase operativa, con l’avvio del cantiere che dovrà sistemare le strutture già esistenti come i vecchi immobili e la centrale che in parte è già stata costruita – spiega il manager – realizzare il nuovo capannone e procedere poi all’allestimento e quindi accensione degli impianti».

Gli interventi, che vedono la San Lorenzo operare a cavallo tra “l’incubatore d’impresa” e “ il cuore pulsante dell’intero progetto”, si sviluppano seguendo due direttive che viaggiano parallelamente ma poi si incrociano. Da una parte la fabbrica per la produzione di pannelli in fibre legnose e dall’altra la centrale energetica a biomasse. «La centrale produrrà energia elettrica per autoconsumo – argomenta ancora il manager– e energia termica che servirà per far funzionare gli impianti ma non solo. Perché quella in eccedenza sarà venduta a prezzi vantaggiosi alle imprese vicine presenti nella zona industriale».

Il percorso, avviato nel 2013 e sostenuto anche dal “ Piano Sulcis” ora comincia a delinearsi. «L’obiettivo è una vera e propria svolta green che passa per la valorizzazione di una risorsa importante come il sughero – argomenta ancora Eltrudis – ciò ci consentirà di fare rete con il sistema produttivo locale e regionale fatto di tantissimi operatori. Ci candidiamo a essere il primo stabilimento d’Italia che produrrà pannelli in fibre vegetali. Non solo materia prima appena tagliata dagli alberi ma anche gli “scarti di altre lavorazioni, come per esempio i tappi». Definito anche il programma di investimenti e il piano di inserimenti lavorativi all'interno del sistema. «Per mandare avanti l'intero progetto saranno spesi 30 milioni di euro - prosegue - una parte di questi viaggerà utilizzando prestiti a tasso agevolato come previsto dalla Regione».

Il cronoprogramma prevede il completamento delle opere entro sei mesi e l’avvio degli impianti nel 2021. «Una volta accesi gli impianti e realizzati i primi pannelli potremo dire di aver portato a termine il programma di riconversione dell’intero sito industriale – conclude Eltrudis – seguendo un percorso che punta alla valorizzazione delle risorse naturali creando occupazione e impresa».

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