storico sorpasso

Sull’onda del Dieselgate palladio più caro del platino (ma i prezzi sono vulnerabili)

di Sissi Bellomo


default onloading pic
(Marka)

3' di lettura

L’onda lunga del Dieselgate continua a farsi sentire non solo sul mercato dell’auto, ma anche su quello dei metalli preziosi. Il palladio – impiegato nei catalizzatori per motori a benzina (oltre che per gli ibridi) – dalla settimana scorsa vale più del platino, che invece viene utilizzato per le marmitte dei veicoli a gasolio.

Il sorpasso, che non si verificava da 16 anni, è avvenuto negli stessi giorni in cui i dati sulle immatricolazioni certificavano il passaggio di testimone tra i due carburanti in Europa: nel primo semestre le auto a benzina hanno riconquistato il primato delle vendite nella Ue-15, che avevano perso dal 2009, arrivando al 53,6% del totale.

Quello del palladio non è un exploit recente. L’ascesa delle quotazioni del metallo è cominciata da un paio d’anni ed è proseguita quasi ininterrotta fino a superare brevemente la soglia di 1.000 dollari l’oncia, a inizio settembre: un picco che resisteva dal 2001.

Il metallo ieri scambiava intorno a 918 $, in rialzo di oltre il 35% quest’anno (e del 70% da gennaio 2016), una delle migliori performance in assoluto tra le materie prime. Il platino invece è rimasto fermo al palo: i prezzi, soggetti ad ampie oscillazioni, sono oggi agli stessi livelli di un paio d’anni fa, intorno a 910-915 $/oncia.

A determinare le sorti dei due metalli è stato anche – ma non solo – l’impatto psicologico dello scandalo sulle emissioni dei diesel, che ha investito Volkswagen nel 2015. Negli Stati Uniti e in Cina peraltro il mercato dell’auto è da sempre dominato dai motori a benzina. E in entrambi i Paesi c’è stato un boom di immatricolazioni negli ultimi anni.

Il settore delle marmitte catalitiche, per quanto importante come fonte di domanda (specie per il palladio), non è comunque l’unica bussola per i prezzi. Il mercato del palladio è in deficit da cinque anni, con un gap tra domanda e offerta avviato a superare un milione di once secondo Nornickel. La società russa, maggior produttore mondiale del metallo, si aspetta consumi al record storico di 10,8 milioni di once.

Il platino invece, dopo sei anni di deficit, è tornato in eccesso di offerta, per 75mila once nel secondo trimestre, stima il World Platinum Investment Council. Le miniere non hanno adeguato la produzione ai consumi, che si sono fatti più deboli, non tanto nell’automotive, quanto soprattutto nel settore della gioielleria in Asia.

Sul mercato c’è comunque anche tanta speculazione, che secondo alcuni analisti ha esasperato la divergenza di prezzo tra platino e palladio, tanto che ora entrambi scambiano su livelli che non rispecchiano più i fondamentali.

«Nel breve termine pensiamo che il platino sia sottovalutato, quindi il prezzo potrebbe riguadagnare un leggero premio rispetto al palladio», sostiene Robin Bahr di Société Générale. «Pensiamo che il platino costi troppo poco e che il palladio sia caro», concorda Georgette Boele di Abn Amro.

Il palladio in particolare rischia una forte correzione. Il metallo sarebbe addirittura «sull’orlo di un precipizio», secondo Cpm Group. «Un sacco di nuovi investitori sono entrati nel mercato, attratti dalla forte e prolungata salita dei prezzi – afferma la società di consulenza – È probabile che molti di questi investitori se ne vadano con la stessa rapidità con cui sono arrivati».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...