VEICOLI CONNESSI

Sulla gestione dei dati regole ancora confuse

Il nodo della privacy

di Claudia La Via

default onloading pic

Il nodo della privacy


3' di lettura

La mobilità aziendale post coronavirus è destinata a cambiare sotto molti aspetti, non solo perché colpita dalla riduzione degli spostamenti e da un ripensamento della gestione delle flotte, ma anche perché pone al centro una questione chiave legata alla gestione e all’utilizzo dei dati generati a bordo.

I veicoli connessi, infatti, sono oggi più che mai fondamentali per recuperare informazioni strategiche anche in ottica sicurezza, ma sulla gestione di tutta la mole di dati e informazioni che questi veicoli producono, oggi ci sono ancora poche regole chiare e condivise.

Per cercare di dare qualche risposta concreta anche a livello internazionale, da qualche tempo si sta muovendo l’Ue, consapevole che le disposizioni sulla privacy nate dal nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) non sempre sono applicabili con chiarezza al settore automotive. Per questo l’European data protection board ha da poco pubblicato delle linee guida in termini di sicurezza, gestione dei dati e privacy a bordo. L’obiettivo è fare in modo che i veicoli connessi possano avere al più presto una cornice normativa adeguata. L’Italia partecipa già da qualche tempo al dialogo europeo in questa direzione grazie alla divisione Digital Automotive nata lo scorso anno all’interno di Aniasa, l’associazione che riunisce operatori dell’industria automobilistica e dell’autonoleggio. «Lo scopo è tracciare un quadro normativo chiaro e completo sul delicato tema della gestione dei dati condivisi tra i vari soggetti», precisa Pietro Teofilatto direttore Area Fisco ed Economia di Aniasa e coordinatore della divisione Digital Automotive.

«Si tratta di un tema fondamentale soprattutto per le flotte dove gli attori coinvolti sono tanti e a diversi livelli: dall’azienda a cui fa capo il parco auto, agli operatori Nlt a cui le aziende si affidano per gestire il noleggio e i contratti, fino alle compagnie assicurative, le società che erogano soluzioni di telematica a bordo e gli utilizzatori stessi del veicolo», spiega Edwin Colella, Chief Marketing Officer di Octo Telematics società fornitrice di servizi telematici.

Oggi la telematica ha due obiettivi prioritari: proteggere le risorse aziendali e incrementare il livello di sicurezza e di sostenibilità dei veicoli. Ma, sostengono i membri della divisione Digital di Aniasa, è fondamentale che il loro utilizzo abbia un consenso esplicito da parte dell’utilizzatore del veicolo. Secondo un recente studio condotto da LeasePlan a livello internazionale, un driver su due è preoccupato dalla tipologia di dati che possono essere ricavati dalle proprie auto e per quale scopo. Per questo è necessario coinvolgere anche i fornitori di tecnologie, per creare un rapporto trasparente tra tutte le parti.

«Anche quest’esperienza emergenziale vissuta con il coronavirus ha messo in risalto il contributo che - con un quadro normativo più chiaro - gli analytics e i dati generati dai veicoli potrebbero fornire a supporto della gestione di flotte per la logistica, i trasporti e i servizi di pubblica utilità impiegati per situazioni di sicurezza ed emergenza», sottolinea Teofilatto e con lui molti membri della divisione Digital Automotive. In questa direzione, per esempio, Octo Telematics insieme a Infoblu ha lanciato un sito che utilizza la connettività a bordo per rendere disponibili dati attendibili sui flussi di mobilità durante questa emergenza. «Un esempio di come non sia più immaginabile fare a meno dei dati», spiega Colella.

Insomma, stabilire delle regole chiare è fondamentale per poter sfruttare l’enorme vantaggio della telematica anche per garantire sempre maggiore sicurezza nella mobilità. Sicurezza alla quale non è più possibile rinunciare.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti