Interventi

Sulla liberalizzazione dell’energia gradualità per evitare la giungla

di Francesco Macrì

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(Š SCIENCE PHOTO LIBRARY)


2' di lettura

Il processo di liberalizzazione del mercato energetico è al centro di un acceso dibattito degli operatori e stakeholder di settore sulle modalità più efficaci per il suo completamento. Sono diversi i nodi da sciogliere in vista della tappa obbligata di luglio 2020 che determinerà il termine ufficiale del mercato tutelato per luce e gas.

Tra le questioni più urgenti sul tavolo, c'è la necessità di assicurare meccanismi di concorrenza effettivi e la pluralità di fornitori e offerte alla clientela. Sarà indispensabile in questa fase favorire un'adesione consapevole al mercato libero, in particolare da parte dei clienti del mercato retail, che necessitano di un'informazione chiara e trasparente e di un contesto regolamentare quanto più possibile ordinato e coerente.

Per gestire la transizione verso la liberalizzazione, occorre introdurre una gradualità di azione e prevedere un prolungamento del percorso verso il completamento del mercato libero. È necessario, al contempo, evitare modelli di riforma dall'alto di tipo “on/off” che possono compromettere la stabilità del sistema non tenendo conto della reale situazione del mercato. Non si stratta di una proposta isolata “italiana”, ma pienamente in linea con quanto espresso dalla Direttiva comunitaria n. 944/2019 e con la recente proposta dell'Arera (Doc. di consultazione n. 397/2019/R/eel).

Il mercato non è infatti ancora maturo per la conclusione della riforma, penalizzato così come è dall'elevato peso degli oneri generali di sistema in bolletta oltreché dall'assenza di un albo venditori che preveda dei requisiti minimi di accesso a tutela degli operatori della filiera e dei clienti finali. Oggi infatti agiscono sul mercato oltre 700 venditori di cui circa 300 sono reseller, solitamente aziende piccole e non strutturate.

I clienti finali domestici non sono sufficientemente pronti e informati su tempistiche e modalità della riforma. È questo quanto emerge con evidenza anche da una recente indagine commissionata dall'Arera, condotta da Research Hub: dal sondaggio risulta come il 48% degli intervistati non conosca né il funzionamento né le opportunità del mercato libero.

L'ipotesi dell'applicazione di meccanismi di asta per le utenze non risulta una soluzione praticabile in quanto priverebbe il cliente della libertà di scelta sul gestore e non sarebbe operativamente possibile entro la scadenza di luglio 2020, richiedendo tempi più lunghi per la predisposizione delle procedure.

In questo scenario, è quindi preferibile posticipare la fine del mercato di tutela per i clienti domestici. Dal mercato di tutela sarebbero escluse le microimprese con più di 10 dipendenti e fatturato superiore ai 2 milioni di Euro che non avrebbero diritto a tutela di prezzo.

In conclusione, per guidare il passaggio al mercato libero è fondamentale prevedere interventi legislativi chiari e organici in modo tempestivo che attualizzino e completino la normativa italiana in continuità con gli indirizzi espressi a livello comunitario.

Vicepresidente di Utilitalia e Presidente di Estra S.p.A

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