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Sulla manovra è stallo in Parlamento: esame in Aula solo da venerdì

di Marco Mobili e Marco Rogari

Manovra, trovate le coperture per il 2,04%

2' di lettura

L’Aula del Senato può attendere. Almeno fino a venerdì. Così hanno deciso i capigruppo della Commissione Bilancio di Palazzo Madama dopo che di prima mattina, all’indomani dell’accordo di Governo sulla risposta da dare a Bruxelles per evitare l’avvio della procedura di infrazione, il Governo ha chiesto al presidente della commissione Bilancio del Senato, Daniele Pesco (M5S), la sospensione dei lavori e la sconvocazione delle tre sedute in calendario per oggi (ore 10, 15 e notturna dalle 20,30).

Il tutto «per assicurare il buon andamento dei lavori» che dovranno concentrarsi non solo sulla risposta a Bruxelles e sulle decisioni prese nel vertice di Palazzo Chigi di lunedì sera. Sul tavolo della maggioranza il Governo domenica sera ha portato un’altra quarantina di emendamenti eterogenei e provenienti dai differenti uffici legislativi dell’esecutivo. Si va dalla Funzione pubblica alla Salute, dal Lavoro agli Affari esteri dall’Istruzione all’Agricoltura. Emendamenti su cui oggi il governo proseguirà la sua istruttoria , coperture incluse, e poi dovrebbe depositare ufficialmente in Commissione.

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La commissione Bilancio del Senato riprenderà i lavori sulla manovra domani alle 9,30, chiedendo lo slittamento dell’Aula, dove il testo era atteso alle 17 di domani. L’idea di fondo è quella di prendersi 48 ore di discussione in commissione e rinviare l’approdo in Aula del Ddl di Bilancio a venerdì prossimo. «Abbiamo esigenza di lavorare almeno due giorni pieni», ha sottolineato Pesco al termine della riunione dei capigruppo. L’obiettivo, non dichiarato, è quello di arrivare all’esame dell’Assemblea con un testo votato dalla commissione e su cui il Governo chiederà il voto di fiducia.

Un maxi-emendamento che includa le correzioni dei saldi della manovra come chiesti dalla Commissione europea, gli emendamenti del Governo e quelli di maggioranza e opposizione su cui si sarebbe trovata un’intesa. Si va dalla proroga al Sisma bonus fino al 2024 e a quella dell’ecobonus, alla tassazione agevolata al 7% per i pensionati che dall’estero spostano la loro residenza nelle regioni del Sud, dalle misure per le aree calamitate di Genova e del terremoto del Centro Italia al personale sanitario e in particolare al tournover soprattutto alla luce delle possibili uscite con l'arrivo di quota 100 sul fronte delle pensioni. Ci sarebbero poi misure ad hoc per i comuni.

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