IT Consulting

Sulla scia di Olivetti: arte, natura e formazione aiutano a lavorare meglio

Reti è la prima B Corp di piazza Affari, specializzata in big data
L'ad Paneghini: il nostro campus è una fucina di talenti e coinvolge gli Its

di Cristina Casadei

Benessere. Negli spazi aziendali si trova una parte della Collezione Paneghini d'arte contemporanea e una palestra che sono aperte anche ai cittadini

4' di lettura

Il bello di andare al lavoro può anche essere attraversare una galleria che espone le opere di una collezione per raggiungere il proprio ufficio. O concedersi una pausa per il pranzo o per un caffè all’ombra di un melo. O magari fare una partita a ping pong. «Sono tanti modi per avvicinare l’azienda ai lavoratori e per fare del posto di lavoro anche un posto di amicizia e socialità - racconta il presidente e amministratore delegato di Reti, Bruno Paneghini -. Questo periodo di isolamento ha messo in evidenza un forte problema di socialità tra i lavoratori. Nel nostro caso le persone hanno continuato a frequentare la sede, rispettando le percentuali di occupazione degli spazi. Mediamente si lavora da casa 3 giorni alla settimana, fatta eccezione per la piccola quota di full remote workers che rappresentano circa il 5% della nostra popolazione aziendale e vengono in azienda saltuariamente per gli allineamenti necessari. Sullo smart working, però, il vero problema è stato convincere i clienti. La nostra è una società di consulenza e i clienti sono sempre stati abituati a vederci nelle loro sedi. La pandemia, tra le tante cose, lascerà la possibilità di lavorare con i clienti da remoto risparmiando i tempi di trasferimento che nel nostro caso sono mediamente un’ora ad andare e altrettanto a tornare».

La fase pandemica, per Reti, ha segnato una forte effervescenza del business, al punto che nel 2021 la società aprirà le porte a 70 giovani che vanno ad aggiungersi ai 50 entrati in azienda nel 2020. Costituita nel 1994 da un’idea di Bruno Paneghini, Reti è tra i principali player italiani nel settore dell’IT Consulting, specializzata nei servizi di System Integration. Come racconta lo stesso Paneghini è «un’azienda giovane, dove l’età media è intorno a 30 anni e si fa un lavoro piuttosto nuovo, quello del system integrator, il cui compito è principalmente risolvere situazioni dove ci sono sistemi che non si parlano tra loro o salti di tecnologie. Cerchiamo di capire come funziona il passato e progettare il futuro. Nonostante siamo in puro ambito digitale non è un lavoro rigido perché nel nostro caso specifico cerchiamo di trovare soluzioni che magari nessuno ha mai trovato. Quindi serve molta flessibilità mentale e fantasia».

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Reti supporta le medie e grandi aziende di settori cosiddetti «IT spending», come possono essere banche, assicurazioni, telecomunicazioni o il manifatturiero, nella trasformazione digitale, con l’obiettivo di competere in scenari sempre più globali. «Nel corso degli anni abbiamo allargato i settori in cui siamo operativi: all’inizio eravamo concentrati su banche e assicurazioni, poi abbiamo raggiunto altre aree, dalla moda, al medicale, ai gioielli e ai trasporti - continua Paneghini -. Il nostro mercato con la pandemia ha conosciuto una forte effervescenza e oggi possiamo dire che gli specialisti di cyber security, i conoscitori dell’intelligenza artificiale, gli esperti di cloud e big rappresentano il vero futuro. La vera ricchezza sono i dati che permettono alle aziende di capire dove stanno performando meglio». Tutti i servizi offerti avvengono attraverso le principali Key Enabling Technologies, dalla cyber security, ai big data, all’artificial intelligence, all’internet of things, al cloud. Dal punto di vista societario si tratta del primo It consulting italiano quotato all’AIM che è diventato società benefit e B Corp, una certificazione a cui lo stesso Paneghini attribuisce molto peso perché «significa anche avere nelle proprie corde l’etica, la professionalità, la sostenibilità ambientale, oltre ad avere a cuore il benessere delle persone».

Per capire cosa significhi avere a cuore il benessere delle persone bisogna andare nella sede della società che si trova a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Qui, Paneghini ha realizzato un vero e proprio campus, riqualificando e restaurando gli spazi di un ex cotonificio storico che era un’icona della città di cui occupava una vasta area centrale, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria. La struttura è stata rigenerata per offrire all’azienda spazi innovativi che aiutino le persone a crescere, professionalmente e umanamente. Tutto seguendo la particolare visione di Paneghini che ha iniziato la sua storia professionale in Olivetti. Negli spazi si trova anche una parte della Collezione Paneghini d’arte contemporanea e una palestra che sono aperte anche ai cittadini. «Reti nasce da me che arrivo da un’esperienza in Olivetti che mi ha segnato come mentalità e come attenzione ai valori verso le persone e la loro crescita - racconta Paneghini -. Quando parlo di people come uno dei pilastri del nostro gruppo, parlo di apprezzamento della qualità e della vita delle persone per le quali abbiamo anche creato un nostro sistema di welfare, tutto realizzato in house».

Di questa attenzione alle persone e al loro stare bene c’è traccia un po’ in tutto il campus «dove ci sono opere d’arte disseminate in ex spazi industriali che sono stati ripensati come luoghi dove le persone devono essere a loro agio, circondati dall’arte, ma anche dal verde e dalla natura. Il contesto è stato creato con l’obiettivo di rendere la vita lavorativa più bella e stimolare così le idee», spiega l’imprenditore. All’interno è stato costituito anche un campus con l’obiettivo di far crescere i giovani che entrano in Reti ma anche di accogliere gli studenti esterni che frequentano gli Its del territorio. La formazione rappresenta un aspetto prioritario nella storia della società e, soltanto nel 2020, sono state erogate oltre 13mila ore. «L’azienda, che oggi ha oltre 400 dipendenti, è sempre cresciuta con una filosofia che non è mai stata quella di prendere professionisti a destra e a sinistra, ma di far crescere le persone internamente - dice Paneghini -. Il nostro campus si può considerare a tutti gli effetti come una fucina di talenti, dove vengono coinvolti anche i ragazzi che frequentano gli Its di cui siamo fondatori, ossia l’Its Incom di Busto Arsizio e il Tech talent factory di Milano. Sono due entità strategiche dove siamo da subito entrati in maniera operativa, con i nostri supertecnici che vanno a tenere lezioni ai ragazzi e i ragazzi che vengono in azienda ad imparare. Li ospitiamo sempre in maniera molto interessata, cerchiamo di capire le loro caratteristiche e di portarli a bordo perché trovare professionisti nel nostro ambito è sempre molto difficile».

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