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Sulle aliquote una manovra «selettiva»

di Marco Mobili e Salvatore Padula


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2' di lettura

«Bloccare gli aumenti dell’Iva». Obiettivo chiaro. Anche a tutti i costi? Certo, i numeri sono impietosi - 23,1 miliardi di clausola di salvaguardia per il 2020 e, in caso di rinvio, ben 28,7 per il 2021 - e fanno capire perché la sterilizzazione dei rincari Iva sia considerata una priorità. Ci si deve però chiedere se questa sia l’unica strada possibile. È ovvio che oltre 23 miliardi di maggiore Iva spaventino tutti. Ma se il conto fosse più ragionevole? Valutando bene il problema – come il ministero dell’Economia certamente sta già facendo – si potrebbe scoprire che esistono spazi per una manovra parziale sull’Iva, in moda da ridurre l’impatto della correzione necessaria per evitare gli aumenti “integrali” (e anche per ridurre l’impatto della clausola residua per il 2021). Le risorse risparmiate potrebbero essere utilizzate in chiave crescita, per esempio, rendendo ancora più ampia la riduzione dell’Irpef sui redditi da lavoro. In questo modo, si farebbe anche un passo verso lo spostamento della tassazione dalle imposte dirette (le persone) alle indirette (i consumi), che Ue e Ocse chiedono da tempo. Una manovra sull’Iva, puntuale e selettiva, servirebbe anche a eliminare alcune storture. Due suggestioni: le aliquote sono quattro (4, 5, 10 e 22%) e, pur tra vincoli e tabelle europee da rispettare, avrebbero bisogno di una razionalizzazione. Più volte sono state segnalate situazioni al limite della bizzarria: l’origano secco paga il 5%, quello in vaso il 22. La bibita ordinata al bar sconta il 10%, la stessa bibita acquistata al supermarket arriva al 22. Inoltre, non si contano i regimi speciali, le esenzioni, le esclusioni (da ultimo quella di circa 2 milioni di soggetti che hanno scelto il forfait per ricavi e compensi fino a 65mila euro, dall’anno prossimo fino a 100mila euro): un vero ginepraio che colloca l’Iva tra le imposte che maggiormente beneficiano di agevolazioni. Forse non tutte sono ancora necessarie.

Leggi “LE 5 SFIDE DEL NUOVO FISCO”
1. Iva: sulle aliquote una manovra “selettiva”
2. Tax expenditures: tagli mirati per alleggerire la stessa Irpef
3. Cuneo fiscale: buste paga più pesanti in tre opzioni
4. Lotta all'evasione: controlli mirati (non il carcere) contro l'illegalità
5. Imprese: norme certe per rilanciare gli investimenti

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