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Sulle alpi friulane il 15% degli albergatori prevede di chiudere in inverno

Gli imprenditori pensano di sospendere l’attività fino all’arrivo della primavera perché caro energia, inflazione e il clima d’incertezza rendono più conveniente chiudere

di Enrico Netti

(Pixelshop - stock.adobe.com)

2' di lettura

Costi sempre più insostenibili e nelle località montane del Friuli Venezia Giulia un albergatore su 6 con prevede di tenere chiuso il proprio hotel durante la stagione invernale. ATrieste la stessa decisione è stata presa da una ventina di imprenditori dell’ospitalità. A dare l’annuncio sono Paola Schneider, presidente di Confcommercio Federalberghi Fvg, e Guerrino Lanci, presidente di Federalberghi Trieste. Il motivo è lo stesso: caro energia, inflazione, il clima d’incertezza rendono più conveniente chiudere termporaneamente. «Non si fanno preventivi per i primi mesi del 2023 - spiega Lanci - proprio per l’incertezza del momento» Anche Pordenone, il presidente locale Gianpiero Zanolin, è preoccupato: «Anche da noi qualche collega ha annunciato una possibile sospensione dell’attività da novembre a primavera». La questione è quella del caro bollette dell’energia, con importi quattro-cinque volte e più superiori a quelli degli anni precedenti. Nasce così il fenomeno delle chiusure temporanee annunciato dai responsabili territoriali di Confcommercio Federalberghi. «Una situazione insostenibile, che ha conseguenze anche sull’acquisto di beni, a partire da quelli alimentari, e servizi - sottolineano i presidenti delle territoriali di Federalberghi - in presenza di altri costi fissi. Ovviamente non si possono caricare nell’immediato sulla clientela i rincari sulle bollette, e quindi è evidente l’impasse in cui si trova la categoria, costretta suo malgrado a ragionare sull’interruzione del lavoro, visti in particolare i rincari di una delle risorse chiave per fornire un servizio all’altezza. Tutto questo determinerà effetti purtroppo negativi pure sull’obiettivo destagionalizzazione condiviso con Promoturismo Fvg e sull’occupazione». Il Friuli è l’unica regione dell’arco alpino che quest’anno non ha aumentato i prezzi degli skipass.

La situazione non è molto diversa per gli imprenditori con hotel sulla costa. In una estate con un caldo da record i costi per la climatizzazione sono quadruplicati mettendo sotto pressione i margini delle imprese. Una possibile via d’uscita? Secondo Federalberghi Fvg è quella fornita dalla recente legge sulle comunità energetiche, un’opportunità per gli alberghi che, mettendosi insieme, potrebbero risparmiare sui costi. «Quello che mancano - spiega l’associazione - sono i decreti attuativi. Non resta che auspicare, con il nuovo parlamento, che la politica sia consapevole di quanto sta accadendo e intervenga prima possibile per contenere i danni pesantissimi sull’economia».

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