Fonti alternative

Sulle Alpi svizzere fiorisce il fotovoltaico d’alta quota

di M.Cristina Ceresa

3' di lettura

Hanno trasportato con gli elicotteri tutti i 4.872 pannelli fotovoltaici a 2.500 metri d’altezza. Così come tutta l’attrezzatura necessaria alla costruzione del più avveniristico impianto solare in quota. Non è stata una passeggiata: immaginatevi una gru appesa a un elicottero e i container dove hanno vissuto gli operai che hanno costruito AlpinSolar, il parco fotovoltaico alpino da 2,2 megawatt di capacità installata, probabilmente a oggi il più alto d’Europa. Di sicuro della Svizzera.

La firma dell’opera è di Axpo Group e Iwb (Industrielle Werke Basel, il fornitore di energia della città di Basilea). Sono stati necessari più di 2mila tragitti d’aeromobile. L’elicottero parte dalla base a 800 metri e si incanala in una gola per circa mille metri per poi salire verso la cima del monte Tödi. Non più di cinque minuti di volo. Tragitti che continueranno fino a quando l’impianto - che dovrebbe generare 3,3 Gwh di elettricità pulita all’anno - entrerà in funzione. A breve.

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Siamo nel Canton Glarona, dove Axpo ha già un’importante centrale idrica di pompaggio che insiste su due dighe: la Limmern e la Muttsee. Sistema di pompaggio che, oltre a creare energia verde dall’acqua, ha permesso di “ospitare” anche la struttura dell’impianto che non dovrebbe andare in letargo neppure durante il lungo inverno alpino. Anzi, dai calcoli degli ingegneri proprio la metà di quei 3,3 milioni di chilowattora saranno generati durante i lunghi mesi freddi, soprattutto grazie alla bianca neve che rifletterà a suo modo luce per creare energia.

Settimana scorsa, dopo intensi lavori condotti negli scorsi mesi estivi – che hanno sfidato la pandemia, ma anche la crisi del canale di Suez con il conseguente rallentamento della consegna dei moduli fotovoltaici -, è stato inaugurato il capo fotovoltaico adagiato su circa un chilometro della diga Muttsee.

La costruzione si deve a Planeco, controllata di Iwb. Il che rende AlpinSolar un’opera doppiamente avveniristica da 7,2 milioni di euro il cui pay back è calcolato attorno ai tre anni (sempre che i dati sulla carta vengano rispettati e confermati dagli andamenti delle condizione atmosferiche, ma anche dal mercato).

La tecnologia scelta permette di ricevere sia l’irradiamento solare, sia quello riflesso dalla neve. Che qui ha già fatto capolino settimana scorsa, per poi sciogliersi a giugno. Ma forse Axpo punta sul cambiamento climatico a favore di un sole sempre più splendente. Di sicuro i 2.500 metri sul livello del mare assicurano di superare la nebbia che spesso si crea nelle valli alpine durante i mesi autunnali. E che fino a oggi ha limitato il diffondersi di ampie opere fotovoltaiche nei Cantoni.

Con quest’opera, la Svizzera, che non è la Regione più fotovoltaica del mondo (a oggi le installazioni producono meno del 6% del fabbisogno nazionale), ha scelto di osare. Ne è convinto anche Christoph Sutter, l’uomo delle rinnovabili in Axpo che anticipa l’interesse per altre aree, Italia, Spagna e Portogallo in primis.

I vertici di Axpo non nascondono che sia «rischiosa» dal punto di vista finanziario: di fatto è un test sul campo per raccogliere dati scientifici e dimostrare - anche alla politica - che i grandi impianti solari si possono fare con buoni risultati.

L’operazione è coperta da un contratto con la catena di negozi Denner, catena elvetica di supermercati discount, che ha già opzionato l’acquisto dell’energia elettrica verde proveniente da AlpinSolar per i prossimi 20 anni. Il prezzo – assicurano in Axpo – sarà comunque inferiore al prezzo di mercato.

Anche in Svizzera – lascia intendere Christoph Brand, Ceo di Axpo Group - la legge sull’energia deve migliorare, riferendosi alle sovvenzioni alle rinnovabili. Sono soprattutto le condizioni quadro per i grandi impianti che richiedono nuovi e immediati ragionamenti. Anche alla luce dei problemi geopolitici. Per Axpo sarebbe necessario introdurre un premio di mercato fluttuante basato su standard internazionali. Ma nei desiderata delle utility svizzere spicca anche il mercato libero (ora se lo contendono più di 600 compagnie, praticamente ogni comune ha la sua) che ancora non c’è.

Intanto, si fa di tutto per rendere veramente sostenibile l’operazione AlpinSolar. Anche dal punto di vista ambientale. Gli stessi viaggi in elicottero saranno compensati da soli tre mesi di produzione di energia verde di AlpinSolar.

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