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Sulle Madonie un hub dell’agroalimentare

Pronto a partire a Castelbuono nel palermitano un investimento di 10 milioni dell’azienda Fiasconaro: dal 2021 non solo panettoni ma anche pane

di Nino Amadore

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Pronto a partire a Castelbuono nel palermitano un investimento di 10 milioni dell’azienda Fiasconaro: dal 2021 non solo panettoni ma anche pane


2' di lettura

Un investimento da 10 milioni per creare entro la fine del 2021 a Castelbuono sulle Madonie in provincia di Palermo un hub dell’agroalimentare che coinvolgerà un network di aziende della filiera locale. È l’iniziativa della famiglia Fiasconaro, il cui marchio è ormai noto nel mondo per la produzione dei panettoni.

Motore dell’azienda è Nicola, il maestro pasticciere nominato Cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: la cerimonia di consegna, fissata per venerdì, è stata rinviata causa Covid-19.

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Per Nicola la nomina è il suggello di una storia personale e familiare: «Ha un significato profondo - dice -: è un’onorificenza che racchiude l’intera storia della nostra azienda, giunta alla terza generazione. La storia della mia famiglia e dei miei fratelli Fausto e Martino, che hanno portato avanti con passione la visione di Mario, nostro padre». Un’azienda che nel 2019 ha fatturato 21 milioni con una crescita a due cifre sui principali mercati: l’incidenza dell’export sia nel 2018 che nel 2019 è al 20% del fatturato, con una stima di crescita del 22% nel 2020. Tra i principali Paesi esteri a maggior redditività per Fiasconaro ci sono Usa , Francia, Svizzera, Germania, Spagna, Gran Bretagna e Australia. Mentre tra i nuovi mercati, ritenuti strategici per l’azienda, figurano l’Asia e in particolare Singapore, gli Emirati Arabi (Dubai) e, nell’ultimo anno, Venezuela, Grecia e Romania. La strategia dell’azienda è di reinvestire il 45% del fatturato per sostenere lo sviluppo di altre aziende siciliane con l’approvvigionamento delle materie prime e la fornitura dei prodotti, come il miele, i torroni e le marmellate.

Nell’attuale laboratorio di duemila metri quadrati di Castelbuono lavorano oltre 140 persone: da qui è uscito subito dopo il lockdown il nuovo lievitato Fiasconaro alle rose e fichi d’India, che rappresenta la novità per il Natale 2020. «Questo panettone è figlio del lockdown e nasce da un lavoro fatto nel periodo di chiusura. Stiamo lavorando a pieno ritmo alla produzione - racconta Nicola - certo nelle condizioni in cui si trova il mondo non possiamo immaginare di raggiungere i livelli record dello scorso anno con oltre un milione di chili di panettoni ma c’è entusiasmo: abbiamo fatto tutti i passi giusti per fare bene».

Il progetto di Nicola, che si concretizzerà l’anno prossimo, è di produrre pane con grani autoctoni siciliani e venderli su una piattaforma e-commerce. «In questa fase - dice Nicola - si soffre ma chi ha un’attività di queste dimensioni deve continuare a migliorare, capire il mondo che cambia, avere visione e crederci. Piangersi addosso non serve». Due le fasi previste per la creazione dell’hub dell’agroalimentare: in una prima fase l’impianto passerà a 4.000 metri quadrati con la costruzione di laboratori per la produzione di pane e panettoni; in una seconda fase saranno costruite due strutture destinate alla logistica e altre strutture per il welfare aziendale.

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