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Sulle vele belle e possibili torna l’impronta marinara

L'eleganza e il design non prendono il sopravvento sul carattere della barca. Anche le piccole non rinunciano alla cura dei particolari con interni accoglienti

di Antonio Vettese


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Swan 48

3' di lettura

Bisogna chiarire subito un concetto: il mercato delle barche a motore vive un momento molto favorevole e i cantieri che si dedicano alla doppia produzione, vela e motore, esprimono nel secondo settore le crescite migliori. Questo non significa però che il mercato delle barche a vela non mostri un progresso, sia in termini di numeri che di qualità e design.

Il colosso e il trend setter resta il gruppo francese Beneteau, che non “dimentica” la vela e che anzi reinveste, dopo un periodo in cui quasi tutte le risorse in termini di innovazione erano dedicate al motore e si è vista la nascita di gamme di prodotto non sempre riuscite. Con l’arrivo al vertice dell’azienda di Gianguido Girotti è iniziato un rinnovo della gamma, con la missione di occupare una posizione importante puntando su clienti orientati a prodotti più rifiniti. Il paragone, per quanto ardito, può essere fatto con il gruppo Volkswagen, che, tra i suoi marchi, colloca Audi nella fascia alta, ma non irraggiungibile.

La barca con cui l’azienda inizia ad assolvere a questa missione è il First 53, esposto al Salone di Genova, che nasce da una gara vinta da un team italiano, formato dallo studio di Lorenzo Argento, per l’architettura generale e gli interni, e da Roberto Biscontini, per la carena. Al First 53 probabilmente seguirà un 57 piedi. Il pricing del 53 è altamente competitivo con i suoi concorrenti diretti ma sale un poco rispetto agli abituali standard dell’azienda. «Il layout degli interni - sottolinea Argento - propone delle novità: abbiamo ridotto lo spazio dedicato alla dinette, dove nella realtà si sta molto poco». Insomma, una “lezione” di tendenza: la dinette grande è sempre stata considerata dai cantieri un driver d’acquisto. Anche se occupava mezza barca.

Nella fascia 50 piedi, l’altra grande novità, anche questa ormeggiata a Genova, è lo Swan 48: una misura che ha costruito la leggenda del cantiere finlandese, quando avere un 15 metri era lusso vero. È bene ricordare che 40 anni fa questa barca, che adesso è l’entry level della sua gamma (che arriva a quasi 40 metri), aveva l’impatto di un 24 metri di oggi. Lo Swan 48, piaciuto subito soprattutto in Nord Europa, è disegnato dall’argentino German Frers, che ha mostrato ancora una volta la sua capacità di realizzare strutture eleganti e di stile, ma sempre con un’impronta “marina”: in un mondo spesso dominato dalla novità a tutti i costi si unisce il gusto per le finiture agli spazi pensati per le manovre. E se questa è una barca ancorata al navigare blue water, Nautor’s Swan propone anche il piccolo 36 piedi monotipo da regata, molto particolare e dedicato alla velocità grazie alle derive foiling, disegnato da Juan Kouyoumdjian. Anche l’ammiraglia a vela del salone è uno Swan, di 78 piedi (25,66 metri).

Gli italiani? Presenti e consistenti al Salone di Genova: il cantiere del Pardo, ad esempio, completa la gamma Long Cruise con un Grand Soleil 42 piedi ben studiato, con misure interessanti soprattutto nelle cabine di poppa, dove di solito i progettisti sono in difficoltà.

Mylius, da parte sua, ha appena varato un 60 piedi racer con canting keel (la chiglia che si sposta da un lato all’altro per migliorare la potenza sotto vela) che farà parlare di sé sui campi da regata. Italia Yachts, il cantiere creato da Franco Corazza a Chioggia, ha lanciato il nuovo 11,98, molto filante e veloce, tanto che ha già vinto in regata.

Chi ama le piccole barche potrà osservare al Nautico il Dehler 30: un monotipo per regate d’altura (del tipo che verrà usato in doppio alle Olimpiadi), oltremodo curato nei particolari per essere una barca di serie per regate hard. Offre, tra l’altro, degli interni ragionevolmente accoglienti, con cui chi dispone di “piede marino” potrà fare anche crociera.

Per quanto riguarda il settore grandi taglie, Perini Navi (quest’anno non presente a Genova) è autore di un grande sforzo di rinnovo della gamma delle navi a vela, voluto dalla gestione di Lamberto Tacoli e dalla famiglia Tabacchi, azionista di riferimento. Ha attualmente in costruzione sette scafi, tra cui due progetti innovativi di 42 e 47 metri. «Stiamo investendo – dichiara Tacoli - con successo. Il fatturato del 2017 era di 35 milioni, siamo arrivati a 66 nel 2018 e nel 2019 dovremmo raggiungere 80-85 milioni».

Wally Yachts, entrato nel gruppo Ferretti, ha presentato il progetto di un 101 piedi (30 metri). E Southern Wind, che pur costruendo in Sudafrica gestisce il cantiere da Genova, ha varato tre 105 piedi disegnati con la collaborazione di Nauta Design.

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