educazione finanziaria

Super Bowl, a rischio povertà un giocatore su sette

di Marco lo Conte


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L’esultanza di Tom Brady dei New England Patriots a fine gara - Foto Lapresse

3' di lettura

Grossi, ricchi e candidati al fallimento finanziario. Almeno per un giocatore su sette sceso questa notte in campo. I protagonisti del Super Bowl, l'evento sportivo e mediatico che blocca una volta l'anno gli statunitensi davanti alla tv per la finale del campionato di football americano della Nfl, sono gli eroi del momento: da Tom Brady, il quarterback dei New England Patriots protagonista di una rimonta storica contro gli Atlanta Falcons, fino alle riserve che hanno calcato il campo da gioco su cui la notte scorsa si sono accesi i riflettori del mondo. Ascolti tv simili alla Champions League, con oltre cento milioni di cittadini a stelle e strisce incollati agli schermi per vedere la partita e per assistere allo show musicale dell'intervallo (Lady Gaga in forma strepitosa, una performance da urlo), per non parlare del messaggio di saluto prima dell’incontro addirittura del Papa.

In campo, al centro della scena, i migliori campioni del football Usa che si sono contesi la palla lunga un piede (da qui il nome dello sport, per chi non lo sapesse), ingaggiati a milionate di dollari dai team e coccolati dagli sponsor: obiettivo dell'ammirazione e talvolta dell'invidia di milioni di giovani e meno giovani fan, questi giocatori hanno toccato il cielo con un dito ma per molti di loro ora si prepara un declino economico pesante, visto che la percentuale di costoro che finisce in malora è davvero alta.

A fare i conti in tasca agli atleti più pagati d'America Annamaria Lusardi, ricercatrice italiana ma da decenni negli Usa dove insegna alla George Washington University, una delle massime esperte di alfabetizzazione finanziaria al mondo, e Colin Camerer, neuroscienziato e docente di Economia comportamentale. Sotto la loro lente l'attitudine di oltre duemila campioni del football ad amministrare il denaro guadagnato in pochi anni di attività; obiettivo non semplice, vista la carenza di dati trasparenti su remunerazioni e gestione del patrimonio.

La statistica
Ma un dato appare chiaro ed evidente in questa inchiesta pubblicata l'anno scorso in American Economic Review: 12 anni dopo il ritiro dalle gare, oltre il 15% degli atleti ha dichiarato bancarotta, e il dato è ancor più interessante – dal punto di vista dell'educazione finanziaria - se si considera che a finire in malora non sono solo gli atleti che hanno guadagnato poco ma anche quelli più ricchi. Il che testimonia dell'impreparazione dei campioni dello sport ad affrontare la “vita reale” una volta spenti i riflettori dello sport business.

I New England Patriots vincono il quinto Superbowl

I New England Patriots vincono il quinto Superbowl

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Provenienti non di rado dalle classi di reddito meno abbienti, con un'istruzione sufficiente a superare (in qualche modo) gli esami per essere ammessi alle squadre di football del college, per molti di questi ragazzi lo sport è l'occasione per l'emancipazione economica propria e della propria famiglia. Ma di fronte a questi obiettivi arrivano spesso impreparati. Non a caso, le più evolute società professionistiche di football, così come nel basket o nel baseball professionistico, offrono al momento dell'ingaggio degli atleti, minicorsi per la gestione della propria immagine, delle relazioni sociali e della gestione del denaro.

Dodici anni dopo il ritiro dalle gare, oltre il 15% degli atleti ha dichiarato bancarotta. A finire in malora non sono solo gli atleti che hanno guadagnato poco ma anche quelli più ricchi

Un'esigenza che si fa sempre più crescente, mentre altre conferme sulla predisposizione alla bancarotta giungono da nuove statistiche. «Diamo tre consigli agli sportivi per salvaguardare il proprio successo finanziario dopo il Super Bowl – dicono Camerer e Lusardi -: applicarsi nel conoscere le basi dell'educazione finanziaria per comprendere non tanto il funzionamento dei tassi di interesse e dei mercati finanziari, ma soprattutto per abituarsi a risparmiare per il proprio futuro. È utile acquisire un po' di consapevolezza prima di firmare i contratti e guadagnare molti soldi: questa è la migliore medicina per la salute finanziaria di questi giovani professionisti strapagati. Inoltre conoscere il funzionamento della gestione del denaro è il modo migliore per trattare i bonus».

I consigli degli esperti
«Particolarmente utile può esser prendere d'esempio l'allenamento fisico con quello finanziario, per comprendere l'effetto del tempo su una somma investita, come amministrare un budget gestendo i rischi, scegliendo fra le diverse soluzioni così come si scelgono gli schemi di gioco in partita. In definitiva – aggiungono i due studiosi – per riuscire nella gestione del proprio denaro sono necessarie le stesse qualità che servono in campo: allenamento, costanza e capacità di superare le battute d'arresto. Infine una raccomandazione: scegliete bene il consulente giusto e considerate con attenzione le proposte che vi fa. È necessario capire quale reddito annuo può corrispondere la distribuzione di grosse somme ma su un orizzonte temporale lungo: il che è utilissimo per resistere alla tentazione di spendere tutto subito».

@maloconte

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