Il nuovo decreto legge

Super green pass, dai prefetti controlli a tappeto. Forze di polizia mobilitate già nel week end

L’input del presidente del Consiglio, Mario Draghi, è esplicito: potenziare a tutto campo le verifiche. Riunioni in tutte le prefetture per definire i piani di intervento

di Marco Ludovico

Draghi: "Non vogliamo rischi, normalità deve continuare"

3' di lettura

Basta esitazioni sui controlli. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, lo ha detto in Consiglio dei ministri durante l’approvazione del decreto legge sul super green pass. Consapevole di una narrativa vera o presunta, ma diffusa, su una certa leggerezza nel rispetto delle norme anti Covid-19. Lo sanno tutti. I furbetti non mancano mai. Una certa superficialità, non per forza casuale, spesso in provincia, si aggiunge frequente. Il premier manda anche un segnale politico senza più equivoci o sfumature. Chi non si vaccina e, di seguito, non ha il certificato verde, se ne deve assumere tutte le conseguenze. Adesso tocca ai prefetti.

Prefetture mobilitate

L’indicazione di Draghi, iscritta nell’articolo 7 del decreto legge, diventa priorità di urgenza assoluta per il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. La norma, in vigore non appena pubblicata, nella bozza già scandisce i tempi operativi. Brevissimi: entro tre giorni dal decreto legge i prefetti convocano i comitati provinciali ordine e sicurezza pubblica. Li presiedono e riuniscono il questore, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, più, nel caso - stavolta di certo - il sindaco e insieme, o su sua delega, il comandante della polizia locale. Il ritmo impartito dal decreto legge segna la necessità politica di governo nell’immediatezza nella risposta. Segnale esplicito a No Vax e No Pass.

Loading...

Controlli svolti in modo «costante»

Dopo la riunione del comitato provinciale massimo in due giorni , il prefetto «adotta un piano per l’effettuazione costante dei controlli». L’aggettivo «costante» è la misura dell’indirizzo politico inviato da palazzo Chigi ai rappresentati del governo sul territorio. Le prefetture sono investite di una responsabilità essenziale per la lotta al Covid-19: ce l’avevano già, ma Draghi l’ha rinnovata e rilanciata. Non ci possono essere più verifiche occasionali. Magari sì, dice il testo, «anche a campione». Ma l’input strategico al Viminale e ai responsabili della sicurezza pubblica nazionali e locali è di mostrare senza più dubbi o incertezze continuità e regolarità nell’azione svolta a garantire il rispetto del green pass e, da ora, del super green pass. Introdurlo e non assicurare la regolarità di questo strumento sarebbe una beffa.

L’impegno del Viminale

È probabile arrivi a brevissima scadenza un’indicazione generale ai prefetti sul territorio dal ministero dell’Interno: una raccomandazione, qualche indicazione operativa più esplicita, un segno ulteriore di sostegno del ministero Interno ai prefetti sul territorio. Ma la norma ormai è nota, la rincorsa dei contagi è conclamata e le attese della burocrazia stavolta diventano inammissibili. Le convocazioni delle riunioni dei comitati provinciali stanno già partendo. L’azione da mettere in campo, del resto, fa parte ormai di processi consolidati fin dall’inizio della pandemia. I prefetti hanno seguito giorno per giorno l’emergenza Covid-19 fin dall’inizio. Con i drammi delle chiusure fino al lock down, il confronto con gli imprenditori, il dialogo con i sindaci per il controllo sanitario nei centri urbani. Molti protocolli operativi sono già definiti. Ma la sfida adesso è più ampia.

I segnali in arrivo nei prossimi giorni

È probabile già nel fine settimana un incremento dei controlli delle forze dell’ordine. Ogni provincia è chiamata a dare una risposta subitanea e concreta. Fioccano le proposte - a Milano come a Roma - per ripristinare la mascherina in pubblico. Gli assembramenti saranno ancora più nel mirino. Più articolato è il controllo sul green pass in tutti i luoghi dov’è obbligatorio. Il confronto tra forze dell’ordine di Stato e polizia locale, in prefettura, è decisivo. C’è una ripartizione di risorse, compiti e risultati, tutt’altro che facile. Anni e anni di rimpalli e contrasti lo dimostrano. Ma il prefetto non ha scelta: deve portare a casa risultati. Fino all’obbligo, previsto dal decreto legge, di inviare al ministero dell’Interno ogni settimana i risultati dei controlli fatti. Ormai c’è poco da mediare, rinviare o esitare. L’indicazione di Draghi è esplicita: sui controlli, agire subito.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti