Summit a palazzo Chigi

Ok a terza dose dopo cinque mesi. Pressing Regioni: meno restrizioni ai vaccinati

Pubblicata la circolare che prevede l’anticipo della dose booster. Le minori restrizioni chieste dalle Regioni potrebbero scattare in zona arancione o rossa. Tra le misure comunque e in arrivo l'anticipo della scadenza dell'attuale green pass (da 12 a 9 mesi) e l'obbligo della terza dose ai sanitari e ai dipendenti delle Rsa.

di Andrea Gagliardi

(EPA)

4' di lettura

Dare certezze alle categorie produttive e all’economia invernale premiando i cittadini che si sono vaccinati prevedendo per loro minori restrizioni, in zona arancione o rossa. È quanto chiesto dalle Regioni nell’incontro svoltosi alle 18 con il Governo a palazzo Chigi, per mettere a punto ulteriori misure per fronteggiare la quarta ondata del Covid. A palazzo Chigi erano presenti i ministri degli Affari Regionali e della Salute, Mariastella Gelmini e Roberto Speranza, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli. Assente il premier Mario Draghi. Altra richiesta arrivata dalle Regioni al governo è stata quella di aumentare i controlli alle frontiere con gli altri Paesi.

Nuovo incontro mercoledì

Il governo, dal canto suo, si è detto disponibile ad avviare una riflessione sul “super green pass”, con maggiori restrizioni per i non vaccinati. E ha condiviso la necessità di prendere subito decisioni. Si dovrebbe tenere mercoledì, secondo quanto si apprende, un nuovo incontro tra Governo e Regioni sulle misure da mettere in campo per fronteggiare la quarta ondata. Il nuovo faccia a faccia servirà per informare i Governatori delle decisioni che palazzo Chigi intende assumere nel Consiglio dei ministri che dovrebbe riunirsi il giorno dopo.

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Pubblicata circolare, terza dose a 5 mesi da ciclo primario

Inoltre il ministro Speranza riferito che «dopo l’ultimo parere di Aifa sarà possibile fare la terza dose dopo 5 mesi dal completamento del primo ciclo» invece di sei. Il via libera è arrivato in serata. L’ok all’anticipazione della dose booster è stato dato dall’Aifa in «un’ottica di massima precauzione», considerando che la circolazione virale è aumentata. Il tutto è stato ratificato da una circolare del ministero della Salute in Gazzetta martedì e in vigore da mercoledì.

Verso apertura terza dose anche a under 40

Non solo. L’indicazione emersa dall’incontro tra Governo e Regioni è quella di aprire alla terza dose anche per gli under 40.

Il summit governo-regioni

Il summit a palazzo Chigi è stato fortemente voluto dalle Regioni, che spingono per misure più stringenti. L'idea è di limitare la validità del green pass con i tamponi solo all'accesso al lavoro o ai servizi essenziali (come treni e aerei). I “no vax” sarebbero perciò esclusi dai luoghi di ritrovo, aggregazione e socialità, come cinema, teatri ristoranti o stadi, che resterebbero accessibili sono a vaccinati e guariti. Le restrizioni, con il doppio tipo di green pass, avrebbero comunque effetto solo in caso di cambio di colore delle regioni. Questa per lo meno è la richiesta della maggior parte dei governatori. Ma tra loro c’è anche chi, come il governatore della Calabria Roberto Occhiuto, propone di anticipare il super green pass subito, indipendentemente dai colori.

La misura potrebbe decollare «all'inizio di dicembre», come ha anticipato il ministro della Pa Renato Brunetta, confermando che l'ipotesi di «premiare» i vaccinati ormai «si sta facendo strada nel Governo». Resta invece congelata l'ipotesi dell'obbligo vaccinale (se non come extrema ratio).

Fontana a Governo: super-Green pass per vaccinati e guariti

Provvedimenti rapidi, limitati a una determinata fascia di persone. Un Green pass che consenta attività solo a chi vaccinato o guarito. Non deve esserci inerzia: l’importante è tutelare la sicurezza delle aperture, la continuità delle attività commerciali e imprenditoriali e tutelare chi ha fatto proprio dovere, rispettando richieste dello Stato. Questo, in sintesi, l’intervento e le richieste del governatore lombardo, Attilio Fontana, durante l’incontro delle Regioni con il Governo.

Le restrizioni allo studio per i no vax

Quella del super Green pass è una decisione che, ha spiegato il presidente della conferenza delle Regioni (nonché governatore del Friuli Venezia Giulia) Massimiliano Fedriga, potrà da un lato «convincere anche gli ultimi indecisi» e dall’altro «dare certezza alle imprese, alle quali non possiamo dire “vediamo in che zona sarete e se terrete aperto o no”». «Se noi non interveniamo - ha sottolineato - il risultato è che se una Regione passa in zona arancione o rossa è chiuso a prescindere per tutti». Le regole in vigore infatti prevedono la chiusura di bar, ristoranti, cinema, teatri e palestre in zona arancione. E anche dei negozi in zona rossa.

Super green pass in zona arancione e rossa

Il governo sembra muoversi nella stessa direzione chiesta dalle Regioni. «Qualora ci dovesse essere un passaggio in arancione di qualche Regione, siccome questa misura prevederebbe in automatico tutta una serie di restrizioni come la chiusura dei ristoranti alla sera oltre che cinema e teatri, in questo caso dobbiamo mettere in atto un sistema che dia la possibilità a chi si è vaccinato di poter continuare a usufruire di queste libertà» ha anticipato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa a Rainews24.

Le modifiche in arrivo questa settimana

Se il super green pass potrebbe scattare a dicembre, già questa settimana il governo dovrebbe approvare nuove misure anti-Covid. In programma c’è una Cabina di regia e successivamente un Consiglio dei ministri, che (probabilmente giovedì) emanerà il decreto con le nuove regole. Tra queste: l'anticipo della scadenza dell'attuale green pass (da 12 a 9 mesi); l'obbligo della terza dose (da oggi prenotabile per tutti gli over 40) ai sanitari e ai dipendenti delle Rsa e forse di altre categorie a partire dalle forze dell'ordine, i dipendenti della Pa a contatto con il pubblico e gli insegnanti; la riduzione dei tempi di validità dei tamponi (i molecolari da 72 a 48; i rapidi da 48 a 24 ore). Acclarato l'anticipo della terza dose a partire dal quinto mese per accelerare ulteriormente la copertura vaccinale.

No a restrizioni sui mezzi pubblici

La stretta non si applicherà ai mezzi pubblici, come pure si era ipotizzato, estendendo l’obbligo di certificato verde anche a tram, bus e metropolitane. L’idea è stata cassata anche dai sindacati di categoria, secondo i quali senza personale ad hoc i controlli sarebbero “impossibili”.

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