tutela dei dati

Super sanzione del Garante a Tim: 28 milioni di euro per telemarketing selvaggio

È la sanzione più alta mai comminata dall’Autorità. La società, oltre a dover pagare, ha sei mesi per adeguarsi alle misure di protezione dei dati

di Antonello Cherchi


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(Maksim Kabakou - stock.adobe.com)

2' di lettura

Quasi 28 milioni di euro. Mai era arrivata così in alto una sanzione del Garante della privacy. A farne le spese è Tim, colpevole, secondo un articolato provvedimento dell'Autorità, di aver violato in maniera persistente ed estesa numerose norme sulla tutela dei dati personali.

Violazioni ripetute e protratte nel tempo
Telemarketing selvaggio (effettuato anche nei confronti di chi è iscritto nel registro delle opposizioni o di chi aveva esplicitamente detto di non voler essere disturbato), scarsa vigilanza sui partner che si sono occupati delle campagne promozionali, raccolta del consenso indifferenziata senza possibilità per l'interessato di scegliere, conservazione delle informazioni oltre misura, inidonea gestione dei data breach.

Milioni di numerazioni
Una lunghissima serie di infrazioni che ha colpito numerosissimi utenti, se si considera che Tim ha una lista di 50 milioni di numerazioni e le 650 campagne di telemarketing effettuate nel periodo luglio 2018-febbraio 2019, oggetto dell'indagine dell'Authority, hanno raggiunto una buona fetta di quel database. In particolare, secondo quanto dichiarato dalla società al Garante, di quelle 650 operazioni promozionali, 484 sono state rivolte a clienti e hanno coinvolto 15 milioni di numerazioni e 166 si sono, invece, indirizzate a 13 milioni di non clienti, raggiungendo circa 5,2 milioni di numerazioni. Sono risultati casi in cui uno stesso numero di telefono è stato contattato, nell'arco di un mese, fino a 155 volte ed è risultato censito in diverse liste di contattabilità.

Il provvedimento del Garante

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Centinaia di reclami
Il Garante si è mosso dopo aver ricevuto negli ultimi due anni alcune centinaia di segnalazioni e reclami e a luglio 2019, dopo le ispezioni presso Tim svolte anche con l’ausilio del nucleo speciale privacy della Guardia di finanza, ha avviato il procedimento che ha portato alla sanzione plurimilionaria. L’Autorità guidata da Antonello Soro ha deciso di effettuare «un intervento ad ampio raggio (inibitorio, prescrittivo e sanzionatorio)» indotto dalla politica adottata da Tim «in grave difformità» alle norme sulla privacy e che conferma l’ «allarmante contesto in cui deve inquadrarsi il fenomeno delle chiamate promozionali indesiderate». Un fenomeno che, nonostante gli interventi del legislatore e del Garante, non si è per nulla attenuato.

Tim recidiva
I meccanismi sanzionatori introdotti dal Gdpr hanno portato ai 27,8 milioni della sanzione amministrativa, sulla quale hanno pesato altri fattori, oltre alla violazione delle regole: il fatto che Tim non sia nuova a simili comportamenti che nel recente passato hanno dato origine a numerosi altri provvedimenti del Garante e che la società telefonica ottenga da tali iniziative «rilevanti vantaggi economici».

Sei mesi per adeguarsi
Oltre al pagamento entro 30 giorni dei quasi 28 milioni di euro, l'Autorità della privacy ha imposto a Tim di metter mano, entro sei mesi, a tutta una serie di misure per evitare in futuro altre violazione nel trattamento dei dati personali di abbonati e non.

Per approfondire:
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