la proposta di carney

Super valuta digitale, la strada è in salita

di Pietro Reichlin


default onloading pic

3' di lettura

L’intervento del governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney al Simposio di Jackson Hole solleva diverse questioni già ampiamente dibattute negli anni scorsi: il ruolo delle banche centrali, la funzione del dollaro come valuta di riserva internazionale, l’impatto della globalizzazione finanziaria e la diffusione della moneta elettronica. Ciò che ha maggiormente colpito gli osservatori è l’idea di sostituire il dollaro come valuta di riferimento per il sistema dei pagamenti internazionali e le attività delle banche centrali a favore di una valuta elettronica basata su un paniere delle principali monete, simile al modello Libra di Facebook. Ma quali sono le principali preoccupazioni di Carney? E qual è il motivo di introdurre tali innovazioni?

La globalizzazione finanziaria e la perdita di peso delle economie occidentali nel commercio mondiale hanno determinato profondi cambiamenti nel sistema finanziario internazionale modellato dagli accordi di Bretton Woods. Tali cambiamenti non hanno scalfito la dominanza del dollaro come valuta di riferimento per i commerci e per la composizione dei portafogli delle banche centrali. Le crisi finanziarie che si sono succedute negli ultimi quarant’anni, sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli avanzati, hanno generato una crescente domanda di attività a basso rischio a scopo precauzionale (o assicurativo) e avanzi di saldi delle partite correnti nelle economie emergenti. Poiché il mercato finanziario Usa è in posizione di vantaggio rispetto ad altri mercati in relazione ai livelli di rischio, ampiezza, liquidità e solidità (anche fiscale), la domanda di attività a scopo assicurativo dei Paesi emergenti si manifesta prevalentemente come acquisto di titoli denominati in dollari. Si deve aggiungere che la scelta di una particolare valuta di riferimento (il dollaro) per impiegare gli avanzi di partite correnti aumenta la convenienza a utilizzare la stessa valuta anche per effettuare pagamenti internazionali e per la denominazione del debito estero. Dunque, a dispetto di chi vede il ruolo del dollaro insidiato da altre valute, come l’euro e il renminbi, gli Stati Uniti rimangono una specie di banca (si indebitano a basso costo e investono in attività rischiose) sia per le economie dei Paesi emergenti sia per quelle avanzate.

Tuttavia, questo sistema genera alcune gravi distorsioni. Carney ne cita due. La prima è che la domanda (a scopo precauzionale) di titoli a basso rischio offerti dal mercato finanziario Usa ha portato i tassi d’interesse a livelli eccezionalmente bassi. Questa “trappola della liquidità” ha depotenziato le politiche monetarie e ridotto la capacità delle banche centrali di portare l’inflazione sopra il 2 per cento. La seconda distorsione è che l’apprezzamento del dollaro tende ad aumentare i prezzi dei prodotti d’importazione anche nei Paesi nei quali gli Stati Uniti non sono il principale partner commerciale. Anche questo fenomeno è una conseguenza dell’uso del dollaro come mezzo di pagamento e (secondo uno studio di Boz, Gopinath e Plagborg-Møller) contribuisce a frenare il commercio mondiale. Ad esempio, se l’economia statunitense è in espansione (cosicché il dollaro si apprezza e i tassi Usa aumentano), tutti i Paesi tendono a “importare” inflazione e subiscono un peggioramento delle condizioni finanziarie.

L’idea di sostituire il dollaro con un paniere di valute con il ruolo di riserva internazionale non è nuova, e le preoccupazioni di Carney sono ampiamente condivise. In particolare, il governatore della Banca d’Inghilterra vorrebbe rafforzare la capacità del Fondo monetario internazionale di offrire liquidità ai Paesi colpiti dalle crisi finanziarie, aumentando il volume delle riserve comuni, in modo da indurre i Paesi emergenti a ridurre gli avanzi delle partite correnti e liberare risorse per la crescita economica. Tuttavia, Carney non ritiene che ciò sia sufficiente, e approda al tema della moneta digitale come strumento di pagamento internazionale e riserva di valore. Anche questo è un tema già al centro del dibattito tra esperti ed economisti.

Per ora, la moneta digitale è stata introdotta da entità private, ha una circolazione ancora limitata ed è detenuta principalmente a scopo speculativo. Ma il tema della possibile sostituzione del circolante e dei depositi bancari con la moneta elettronica e digitale pone importanti interrogativi in merito agli strumenti della politica monetaria, alla sopravvivenza della moneta a corso legale come unità di conto e alla stabilità finanziaria. Una moneta digitale pubblica (complementare al circolante e alle riserve bancarie) può essere una scelta obbligata nei prossimi anni, in coincidenza con i rischi connessi alla diffusione di sistemi di pagamento privati in concorrenza tra loro. Carney vorrebbe che tale strumento fosse il frutto di un coordinamento tra le principali banche centrali, anche per disfarsi della dominanza del dollaro e per aumentare l’offerta di attività a basso rischio. Ma la strada è tutta in salita. Come reagiranno le banche e i governi?

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...