60 mln per la riconversione

Super villaggio per sport e turismo, la nuova vita della ex centrale di Porto Tolle

Il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, e l'amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, hanno annunciato l'avvio dei lavori per la trasformazione dell'impianto del quale, alla fine del processo, resterà solo la ciminiera. «L'edificio non in acciaio più alto del paese», ha commentato Starace. Il nuovo villaggio sarà inaugurato con la stagione turistica del 2023

di Laura Serafini


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2' di lettura

Si chiamerà Delta Farm e sarà la nuova porta turistica d'accesso al delta del Po, ospiterà un grande villaggio all'aperto, con 2mila piazzole per camper e case mobili, un grande centro per sport all'aperto, un altro per pescaturismo e ittiturismo e sarà in grado di attirare 8mila turisti al giorno. La ex centrale termoelettrica di Porto Tolle, 2.640 megawatt di potenza istallati lungo le rive del fiume nel comune di Rovigo, entro tre anni subirà questa metamorfosi.

Il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, e l'amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, hanno annunciato l'avvio dei lavori per la trasformazione dell'impianto del quale, alla fine del processo, resterà solo la ciminiera. «L'edificio non in acciaio più alto del paese», ha commentato Starace. Il nuovo villaggio sarà inaugurato con la stagione turistica del 2023.

Sessanta milioni in tre anni
La realizzazione di Delta Farm richiederà 60 milioni di investimenti da parte della società che, attraverso una gara, si è aggiudicata la realizzazione del progetto, Human Company. «La nostra azienda è leader nel settore di questo tipo di villaggi - ha detto Marco Galletti, ad della società - abbiamo un fatturato di 130 milioni di euro, anche se ad oggi la gran parte delle nostre attività è all'estero. Ma Delta Farm diventerà un'attrazione importante e sarà realizzata nel rispetto dell'habitat naturale, della sostenibilità e del risparmio energetico». Il nuovo complesso occuperà un'area di 110 ettari; il sito della ex centrale complessivamente ne occupa 380. Oltre al villaggio all'aperto, il centro sportivo e per la pesca è previsto anche un food center.
Il percorso annunciato ieri prevede l'avvio di una fase di caratterizzazioni preliminare per decidere come condurre le demolizioni della centrale esistente, poi da inizio del prossimo anno prenderà il via lo smantellamento degli impianti esistenti assieme alla costruzione del nuovo. Il tutto, in base al programma, richiederà 36 mesi.

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Da "cadavere eccellente" a modello da esportare
«Posso dirlo, questa è la storia di un cadavere eccellente - ha commentato Zaia -. E abbiamo fretta di vedere riconvertita questa centrale. Un esempio positivo che potrà essere emulato, un modello da esportare anche nelle altre zone del Polesine». Il Governatore ha accennato al tentativo, mai decollato, di convertire Porto Tolle a centrale a carbone - un inter iniziato oltre 10 anni fa - e poi definitivamente abbandonato con l'arrivo di Starace. I costi delle demolizioni saranno a carico dell'Enel, per un esborso calcolato in circa 35 milioni di euro. Una volta completato il nuovo villaggio, Enel cederà l'area della centrale a Human Company per un valore di 3,5 milioni. «Porte Tolle è la seconda centrale per dimensioni in Italia - ha detto Starace -. Mi ricordo quando nel 2014 annunciammo alla commissioni parlamentari la decisione di chiudere 23 centrali termoelettriche. Non avevano più un futuro e per quel avevamo deciso di lanciare un percorso per riqualificarle: quel progetto oggi si chiama Futur-E. Porto Tolle fa parte di questo processo».

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