Lotta al Covid

Superare il sistema dei colori, le Regioni in pressing studiano le misure

«Di fatto è superato dalla realtà», dice il presidente emiliano Bonaccini. Nella prossima riunione le proposte da avanzare al Governo per non deprimere le attività

di Nicola Barone

Coronavirus: bollettino del 16 gennaio 2022

4' di lettura

Procedere a una revisione del sistema delle norme anti-Covid in ambiti diversi come quarantene, scuola e trasporti. Puntando anche al superamento delle fasce dei colori, presupposto delle restrizioni in base all’andamento dei contagi e delle ospedalizzazioni. È la prospettiva a cui lavorano le Regioni, che nella prossima riunione discuteranno di una serie di eventuali proposte da avanzare al Governo. L’obiettivo è quello di permettere il più ampio margine di mobilità e di esercizio delle attività economiche.

Bonaccini: richiesta di semplificazione arriva dal Paese

Dopo il no del fronte scientifico alla richiesta di modifica del conteggio dei ricoveri Covid, i governatori lavorano a una serie di ipotesi in vista della prossima Conferenza delle Regioni. «Il sistema dei colori di fatto è superato dalla realtà. Il rischio è andare verso restrizioni relative alla situazione di qualche mese fa, anziché attuale. Adesso serve una fase nuova, bisogna sempre più correre a vaccinare le persone, anche perché a tamponare milioni di persone si rischia di ingolfare il lavoro delle Asl». Delle istanze si fa portavoce il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. «Noi - spiega accennando alla piattaforma di autotesting che sarà lanciata mercoledì 19 - cerchiamo di dare un senso alla richiesta di semplificazione che arriva da tutto il Paese. Quando si superano le centinaia di migliaia di positivi è chiaro che non c’è nessun sistema di tracciamento che possa reggere».

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«Super Green pass cambia lo scenario»

Una sponda arriva dall’esecutivo con il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, per il quale «siamo di fronte a scenario diverso» della pandemia e dunque «è giusto aprire un dialogo con le Regioni» riguardo al superamento del sistema a colori. «Il nostro è un intendimento di base - spiegano fonti delle Regioni - per garantire la massima possibilità di spostamento e la tutela delle attività economiche, evitando chiusure. Ed è una valutazione fatta alla luce dell’introduzione del Super Green pass nei diversi ambiti della vita sociale e lavorativa». Resterebbero comunque da stabilire i tempi di un simile provvedimento e, se il sistema dei colori dovesse effettivamente essere azzerato, cambierebbe in ogni fascia di colore la percentuale di capienza sui mezzi di trasporto pubblico mentre in zona arancione cadrebbe il divieto di spostamento tra Comuni per chi non ha il certificato verde rafforzato.

Più in alto capienza di bus e treni locali

Il cambiamento radicale riguarderebbe (secondo le aspirazioni) la zona rossa, dove in tal caso gli spostamenti sarebbero possibili ovunque e tutte le attività economiche resterebbero regolarmente aperte (tranne le discoteche, al momento chiuse ovunque) per chi ha il Super Pass. Alcune richieste sono già arrivate alla spicciolata dalle varie Commissioni delle Regioni: quella dei Trasporti chiede di alzare all’80% la capienza su bus e treni locali anche in zona arancione, invece dell’attuale 50%. Secondo i governatori, «con le scuole in presenza e il minor utilizzo dello smart working rispetto allo scorso anno, non si è in grado di portare studenti e lavoratori a scuola e sul posto di lavoro, vista l’attuale percentuale del 50%. Su questi aspetti - dicono - il Governo chieda al Comitato tecnico scientifico di esprimere un suo parere».

«Dall’autosorveglianza alla Dad

In tutt’altra direzione va invece la Federazione nazionale degli ordini dei medici. «Non abbiamo bisogno di sconti, ma di interventi per ridurre la pressione sugli ospedali. Interventi che devono essere di carattere restrittivo per raffreddare la curva e allentare la pressione sulle strutture. Pensiamo a chiusure selettive», dice dal canto suo il presidente della Federazione, Filippo Anelli. I territori sono invece compatti nel chiedere un cambio di passo e - anche se non c’è un’intesa comune - le proposte dei vari presidenti sono di rivedere le regole su quarantene, Green pass e tamponi, oltre a ridiscutere le competenze sulla sospensione delle attività didattiche in presenza nelle scuole. In quest’ultimo caso alcuni, il campano De Luca in testa, chiedono di non limitare esclusivamente alle zone rosse la possibilità per i governatori di emanare ordinanze sulla sospensione delle lezioni in presenza. Tra le richieste di alcuni territori c’è l’eliminazione della quarantena, prevedendo solo autosorveglianza per quelle persone positive al Covid ma asintomatiche che hanno fatto la dose booster o, in alternativa, in questi casi imporre una quarantena di soli cinque giorni. L’ipotesi è anche di togliere l’obbligo del test al termine dei cinque giorni di autosorveglianza, per coloro che hanno avuto un contatto stretto con un positivo.

Un’altra richiesta, che arriva dal Lazio, è quella di evitare di sospendere il Green pass ai positivi asintomatici con dose booster. In Emilia Romagna invece partirà mercoledì prossimo la piattaforma di autotest per certificare la positività al virus e cominciare l’isolamento. E nei giorni successivi il sistema includerà anche l’autocertificazione della guarigione e quindi il protocollo che indica la fine dell’isolamento. Questa possibilità sarà riservata ai vaccinati con la dose booster.

Bollettino dei casi, no del Cts a modifiche

Invariato e quotidiano. Sul bollettino dei casi questo il parere dato dal Cts al governo, rispondendo alle richieste pressanti delle Regioni che spingevano per una versione settimanale e per scorporare i dati dei positivi asintomatici da quelli con sintomi. Troppo rischioso, in una fase ancora acuta dell’epidemia. Come spiegato dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro la situazione epidemica acuta ha «un’incidenza settimanale che ha raggiunto quasi i 2mila casi e una velocità di trasmissione che rimane significativamente sopra il valore di 1». Una crescita insomma ancora da sorvegliare.

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