ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùVenerdì record con 347mila dosi in Italia

Superate le 315mila iniezioni fissate da Figliuolo, ma 7 Regioni sono sotto il target

Nel primo giorno della tabella di marcia stabilita dal commissario sono state effettuate 347mila somministrazioni. Ma non tutti hanno centrato la soglia minima di vaccinazioni previste

di Marzio Bartoloni

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3' di lettura

La campagna vaccinale comincia ad alzare il ritmo e supera l’asticella minima delle 315mila iniezioni al giorno fissata dal commissario Figliuolo per la settima dal 16 al 22 aprile. Nel primo giorno di questa tabella di marcia, il 16 aprile appunto, in tutta Italia sono state fatte 347.279 vaccinazioni, quindi 30mila in più del previsto. Ma se alcune Regioni hanno segnato il loro record giornaliero di iniezioni ce ne sono sette che nel primo giorno di questo calendario non hanno raggiunto il target fissato dal commissario: si tratta di Abruzzo, Friuli, Lombardia, Bolzano, Trento, Valle d’Aosta e Veneto.

Alcune Regioni corrono molto più di altre

Con le prime riaperture in vista per il prossimo 26 aprile la campagna vaccinale in Italia entra in una fase cruciale e delicata. «Sta andando bene - dice Mario Draghi -, con tante sorprese positive e qualcuna negativa, e questo è stato fondamentale per prendere le decisioni». In effetti se si guarda ai dati Regione per Regione, anche se si tratta solo del primo giorno in cui è stato fissato un target preciso per ogni territorio, si scopre che non tutti corrono allo stesso modo. Nel mare magnum delle 347mila somministrazioni ci sono infatti alcune Regioni che hanno fatto molte più iniezioni del target assegnato: tra queste l’Umbria che ne ha fatte 7484, quasi il doppio del previsto (il target era 4800), la Puglia con le sue 28.668 iniezioni (20.777 l’asticella minima), la Campania a quota 34016 (29500 il target) o la Toscana con 24962 somministrazioni (20.000) che ne ha fatte oltre 4mila in più come l’Emilia Romagna (26443 a fronte del minimo di 22mila iniezioni). Vanno bene anche la Sicilia che ne ha fatte 3mila più di quanto assegnato (28.328 contro 25429), il Lazio (32568 a fronte di 30000) e il Piemonte con 2mila iniezioni in più (26109 invece che 24mila).

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Sette le Regioni sotto la soglia fissata dal commissario

Sono invece sette le Regioni che non hanno rispettato nel primo giorno il target fissato dal commissario Figliuolo. Tra queste c’è l’Abruzzo che il 16 aprile ha somministrato 6727 dosi invece delle 7050 previste come soglia minima per raggiungere a livello nazionale delle 315mila vaccinazioni. Sotto il target c’è anche il Friuli Venezia Giulia che ha vaccinato 5038 persone invece delle 6140 previste. Sfiora il suo target ma non lo supera la Lombardia che il 16 aprile ha fatto 50.501 iniezioni delle 51mila previste. Sotto l’asticella ci sono anche Bolzano (2932 invece di 3000) e Trento (2190 invece di 3100). Infine non raggiungono il loro target anche la Valle d’Aosta (620 invece di 596) e il Veneto che il 16 aprile ha fatto 23.093 somministrazioni invece delle 25.243 previste.

Un italiano su sei ha avuto almeno una dose di vaccino

Comunque al di là di questi primi risultati lo sforzo della campagna vaccinale che punta a immunizzare l’80% della popolazione italiana inizia a dare i suoi frutti visto che due soglie psicologiche sono state raggiunte: 10 milioni di italiani hanno ricevuto almeno una dose - un sesto del totale -, 4,2 milioni di loro anche il richiamo. E tra gli over 70 (over 80 compresi) la percentuale che ha avuto almeno la prima iniezione ha raggiunto il 50%. Insomma i più fragili e colpiti dal Covid iniziano ad avere una qualche copertura e il calo dei casi tra gli ultraottantenni lo dimostra. Una volta coperti anche gli over 60, la seconda fase per i più giovani si prospetta flessibile, con le Regioni che potranno decidere a chi dare la priorità, a meno che il governo non imponga il criterio delle fasce d'età. Nel Lazio, tra le più virtuose nell'immunizzazione, si aprirà AstraZeneca agli under 60 che lo vorranno, su base volontaria, pur essendo sconsigliato per loro. Ciò per non sprecare le dosi del vaccino più controverso.

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