MERCATO BRASSICOLO

Più di 10mila birrifici in Europa. Exploit dell’Italia per produzione e consumi

Il trend positivo continuerà anche nel 2020 secondo Michele Cason presidente di Assobirra

di Maurizio Maestrelli


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(magdal3na - stock.adobe.com)

3' di lettura

Quello appena concluso è stato un anno a dir poco formidabile per il comparto birra. In Europa come in Italia. Se infatti la Brewers of Europe, l'organizzazione che raccoglie tutte le associazioni di categoria dei principali Paesi del vecchio continente, ha dichiarato a metà dicembre scorso ufficialmente raggiunta la “quota diecimila” in termini di birrifici in attività con produzioni e consumi in crescita un po' dovunque, l'Italia si posiziona tra quelli dove i risultati appaiono più eclatanti. Non solo perché, dopo decenni nella posizione di fanalino di coda per consumi pro capite, abbiamo finalmente scalzato la Francia, ma soprattutto per volumi prodotti ed esportati. I positivi risultati emersi già nel 2018 (+3,4% nel consumo pro capite; +4,7% nella produzione nazionale e +6,6% per quanto riguarda l'export) si sono confermati anche nel primo semestre del 2019 con le vendite cresciute del 2% sullo stesso periodo dell'anno precedente.

I numeri del comparto in Italia
Una recente ricerca effettuata da Althesys e commissionata dall'Osservatorio Birra della Fondazione Birra Moretti ha rivelato come «il contributo della filiera italiana alla crescita della ricchezza e al benessere del nostro Paese» abbia superato nel 2019 i nove miliardi di euro raggiungendo, nel suo complesso, un valore pari allo 0,52% del Pil e creando, in tre anni, 4.500 nuovi posti di lavoro che oggi assommano a oltre 90mila unità.

Osservatorio Birra -Fondazione Birra Moretti

Roma e Milano sono le aree geografiche dove la bevanda a base di malto d'orzo e luppolo ha fatto segnare le migliori performance con la capitale che si distingue per costituire, a volume e in valore, i tre quarti di tutta la birra consumata nella regione e il capoluogo lombardo che si afferma come principale città italiana in termini birrari assoluti forte anche della presenza, in Lombardia, di alcuni grossi impianti di produzione e del maggior numero di birrifici artigianali (oltre duecento aziende in attività).

La spinta dai birrifici artigianali
Quello dei birrifici artigianali è in effetti una delle principali leve di crescita del comparto. I numeri del settore artigianale, per quanto abbiano subito un rallentamento rispetto al quinquennio 2011-2015, mantengono ancora un tasso di crescita positivo e contribuiscono, grazie a una spiccata creatività e a una maggiore flessibilità produttiva, ad aumentare l'interesse tra i consumatori e la penetrazione anche in fasce di mercato a lungo tempo tendenzialmente indifferenti rispetto al prodotto birra come enoteche, ristoranti e winebar.

«Crediamo che il 2019 sarà un altro anno record per la birra italiana», chi ha confermato Michele Cason, presidente di Assobirra. «Sia sotto il profilo dei consumi sia soprattutto per quanto riguarda produzione ed export. Quest'ultima voce sta regalando molte soddisfazioni a produttori, inclusi quelli più piccoli che si stanno da poco affacciando sui mercati esteri. Nel nostro Paese inoltre, il positivo dato del consumo procapite, in costante crescita anch'esso da tre anni a questa parte, va interpretato come un allargamento dei consumatori di birra che, soprattutto tra il pubblico femminile, sta riscuotendo un interesse crescente».

Le spinte ai consumi: destagionalizzazione e birrifici di medie dimensioni
E se dunque il 2019 fotografa uno stato di salute per il comparto, anche le previsioni per il futuro appaiono rosee. «Ciò che ci fa ben sperare», riprende Cason, «è da un lato la crescente destagionalizzazione dei consumi, non più pertanto legati come un tempo all'andamento climatico estivo. Dall'altro l'avvento sul mercato, nei prossimi tre o cinque anni, di una categoria di birrifici di medie dimensioni ovvero con una produzione tra i venti e i sessantamila ettolitri che risulteranno più solidi e competitivi». Una categoria necessaria per rafforzare ulteriormente un comparto che si conferma sempre più vitale e che permette all'Italia di far parte dell'elite birraria mondiale.

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