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Superbonus del 110%, parte la corsa: mercoledì 1° luglio la guida con Il Sole 24 Ore

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2' di lettura

Dal 1° luglio i bonifici per pagare i grandi interventi di risparmio energetico sugli edifici producono una detrazione pari al 110% della spesa sostenuta. Nella guida in 16 pagine del Sole 24 Ore in uscita mercoledì 1° luglio, oltre a tutte le pratiche da svolgere e i consigli per realizzare i lavori con il massimo dei benefici, le novità dell'ultima ora con l‘estensione dell'agevolazione alla seconde case (ma solo una) e il cambio dei massimali di spesa. Tra le novità del fascicolo anche il vademecum di tutti gli adempimenti a carico dei professionisti fiscali e tecnici e le proposte dei principali istituti di credito per la cessione del bonus fiscale.

Lo scenario
Il meccanismo non è dei più semplici: si tratta di capire se, nel condominio o nell'edificio di proprietà unica, si possano eseguire gli interventi «trainanti», così chiamati perché permetterebbero di eseguire anche altri lavori elevandoli alla detrazione del 110%. Sono interventi centrati sul risparmio energetico e sulla prevenzione antisismica, due nodi cruciali del mal costruito e vetusto patrimonio immobiliare italiano. Se consideriamo che tra i lavori che si possono abbinare a quelli «trainanti» c'è anche il bonus facciate, ce n'è abbastanza per riqualificare un bel pezzo d'Italia.

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I problemi
Ci sono ancora parecchi tasselli per comporre il mosaico dell'agevolazione: mancano ancora i due provvedimenti attuativi dell'agenzia delle Entrate (che avrebbe dovuto vedere la luce entro il 19 giugno) e il decreto del Mise sull'invio delle asseverazioni tecniche dei requisiti. Inoltre, i tempi sono troppo stretti: proprio l'emergenza Covid-19 ha bloccato le assemblee condominiali, passaggio obbligato per far partire la maggior parte dei lavori. Il tentativo di introdurre normativamente la possibilità delle assemblee a distanza (come è stato fatto pacificamente per le società) non si è mai concretizzato. E questo vuol dire, di fatto, che , prima di fine anno sarà difficile iniziare gli interventi. Quanto a finirli, il rischio di andare oltre il 2021 è concreto.

Il mercato dei crediti d'imposta
Si deve ancora formare una «borsa» delle cessioni dei crediti d'imposta ma nel frattempo utilities e arranger si sono mossi per rilevarli, naturalmente inglobando gli oneri finanziari nei costi complessivi e offrendo in cambio un prodotto finale “chiavi in mano”. Ma è importante confrontare le offerte per evitare che l'Erario si trovi poi a pagare, di fatto, preventivi troppo gonfiati.

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