L’evento

Superbonus 110%, speciale Telefisco: proroga al 2024 e piattaforma unica

Appuntamento in streaming gratuito per risolvere i dubbi applicativi e ricevere gli ultimi chiarimenti sul meccanismo della nuova maxi-detrazione

di Dario Aquaro e Giuseppe Latour

Ruffini (Entrate): controlli incrociati sul superbonus

Appuntamento in streaming gratuito per risolvere i dubbi applicativi e ricevere gli ultimi chiarimenti sul meccanismo della nuova maxi-detrazione


5' di lettura

Andiamo verso una proroga al 2024 del superbonus del 110%. È quanto ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro nel corso del convegno «Il superbonus del 110% - Speciale Telefisco» (vedi la registrazione dell’intero evento) organizzato dal Sole 24 Ore e dedicato alla nuova agevolazione. Il governo sta, allo stesso tempo, lavorando a una piattaforma unica che consenta ai cittadini di dialogare attraverso un solo canale di accesso con tutti i soggetti coinvolti nel 110%: dal Mise all’agenzia delle Entrate, passando per l’Enea.

Fraccaro: «Necessaria la proroga»

Per il sottosegretario Fraccaro (video), nelle prossime settimane sarà necessario «un lavoro continuo per mettere a terra la norma». Bisogna, però, considerare che si tratta di una «norma particolare, nuova, innovativa che innova radicalmente la situazione esistente». Questa complessità è alla base dei ritardi di queste settimane. Anche se Fraccaro sottolinea come «il mercato sta digerendo la norma».

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È chiaro, però, che «se non venisse prorogata, la sua efficacia verrebbe persa. Se rimanesse in vigore fino al 2021 molti investimenti e nuovi contratti non verrebbero sottoscritti». Il sottosegretario, allora, è «molto fiducioso sulla proroga. Mi sembra che tutto il governo si sia espresso in favore».

Orizzonte del governo il 2024

Per prorogare la misura, saranno utilizzati i fondi del recovery plan, che Fraccaro punta a ripartire entro fine anno, in modo da avviare gli anticipi entro l’inizio del 2021. Ma fino a quando arriverà questa proroga? «Guardo con attenzione a quello che ha votato il parlamento - spiega Fraccaro -, che ha chiesto di arrivare fino al 2024».

La piattaforma unica

Ma non c’è solo la proroga. Il governo sta anche lavorando a una piattaforma unica per l’accesso al superbonus. «Perché il 110% funzioni - dice Fraccaro - è necessario che tutti i soggetti privati collaborino tra di loro, ma questo vale anche per la collaborazione tra diversi soggetti della Pa: agenzia delle Entrate, Mise, Enea. È naturale, allora, pensare a un unico luogo digitale con tutti questi enti pubblici per avere le risposte». Si partirà con un canale di informazione, dove i cittadini potranno chiedere chiarimenti su tutti i dubbi, per poi arrivare a una banca dati unificata in materia di superbonus.

Il testo unico dei bonus casa

Infine, un passaggio sul testo unico dedicato alle detrazioni casa. «In Italia in tutti i settori servono testi unici. Ci lavoreremo in parlamento - conclude Fraccaro -, abbiamo tutto il 2021 per farlo. Andrà fatto qui e in altri settori ma non è questo il motivo per non partire subito con gli investimenti del 110 per cento».

La gestione dei crediti fiscali

Una piattaforma già attiva, intanto, è quella messa in piedi dall’agenzia delle Entrate e dedicata all’accettazione/cessione crediti. Un canale per visualizzare i crediti d’imposta ricevuti, accettarli o rifiutarli. E sul quale - come evidenziato dall direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini (video) - dal 15 ottobre scorso «sono già giunte oltre 2mila richieste, per un controvalore di 13 milioni di euro. Ma siamo solo all’inizio». Le richieste di cessione - va precisato - non riguardano solo il superbonus ma tutti i bonus casa.

Ruffini: «Pronti a controlli coordinati»

Ruffini si è quindi soffermato sul tema dei controlli. «Cercheremo di usare tutte le informazioni che sono già in nostro possesso, incrociandole con quelle degli altri enti coinvolti, come Enea. Perché - ha sottolineato - serve la collaborazione di tutte le amministrazioni pubbliche». Nel merito, i controlli riguarderanno - oltre alla correttezza formale degli adempimenti - «anche la correttezza dei visti di conformità e il rispetto dei limiti di spesa relativi alle diverse tipologie di intervento».

Ulteriori controlli - ha rimarcato il direttore delle Entrate - saranno finalizzati a «evitare la duplicazione dei benefici e che chi utilizzi la detrazione non opti allo stesso tempo per la cessione del credito».

Nel merito degli interventi agevolati, Ruffini ha infine evidenziato un punto importante: anche camini e termocamini, stufe a legna o pellet sono considerati “impianti di riscaldamento” e quindi consentono - in presenza degli altri requisiti - l’accesso al superbonus del 110 per cento.

Le risposte delle Entrate

Nel corso della giornata arrivano anche i chiarimenti dell’agenzia delle Entrate. Tra i primi, è giunta un’importante indicazione sulle asseverazioni. Le Entrate hanno spiegato che il rilascio di asseverazioni da parte di soggetti non abilitati esclude automaticamente dalla fruizione del superbonus.

Ancora, si è parlato di pertinenze e massimali. L’Agenzia ha specificato che, in caso di interventi su parti comuni degli edifici, nel conteggio dei massimali non vengono considerate solo le unità ma anche le pertinenze, come peraltro avviene per gli altri bonus casa. In caso di quattro unità e quattro pertinenze, allora, il massimale degli interventi andrà moltiplicato per otto.

Si è poi parlato del caso di un’impresa unica che esegua sia i lavori trainanti che quelli trainati. In questo caso, per legge è necessario provare che i lavori trainati siano effettuati nel periodo in cui il lavoro trainante è in corso. In queste situazioni, secondo le Entrate, per provare questo requisito basta l’attestazione da parte dell’impresa che ha eseguito i lavori.

Fognature non rilevanti

Nel corso della tavola rotonda di chiusura dell’evento è arrivato un chiarimento rilevante dal ministero dello Sviluppo economico, attraverso il capo dell’ufficio legislativo Enrico Esposito: «Per definire l’autonomia funzionale dell’edificio, pensiamo ci si debba limitare agli impianti che sono esplicitamente citati dalla legge: acqua, gas ed elettricità». L’intenzione è di «non andare oltre». Quindi, le fognature e gli impianti di depurazione sono esclusi: non rilevano per definire l’autonomia.

Mef: nel 2019 cessioni per 580 milioni

Raffaele Russo, vice capo di gabinetto del ministero dell’Economia, ha analizzato invece l’andamento delle opzioni di cessione del credito. «A me sembra che il trend sia estremamente positivo - ha spiegato -. I dati a nostra disposizione ci di cono che per gli interventi del 2019 ci sono state cessioni per 580 milioni di euro, da circa 80mila soggetti cedenti. Partiamo da un impianto estremamente promettente».

Anaci: le regole sulle assemblee porteranno impugnative

Il presidente dell’Anaci, Francesco Burrelli si è invece concentrato sulla nuova norma che prevede la possibilità, nelle assemblee condominiali, di deliberare a maggioranza l’opzione per la cessione o lo sconto in fattura: «È evidente che il credito lo matura ogni singolo individuo e non il condominio, che dal punto di vista civilistico non ha quel credito. Penso che si debba essere più chiari, perché i condòmini vogliono capire bene cosa approvano e cosa possono portare in detrazione, altrimenti c'è un rischio che questa norma generi una serie di impugnative».

Postal (Cndcec): «Rischio comportamenti discordanti»

Un’impostazione condivisa da Maurizio Postal, consigliere nazionale dei commercialisti con delega alla fiscalità: «La volontà di una maggioranza non può imporre e comprimere un diritto soggettivo di un singolo condomino. Ci troveremo, se non verrà corretta questa norma, a gestire dei comportamenti discordanti. In sostanza, il singolo condomino potrà presentare la propria dichiarazione in contrasto a quanto indicato dalla delibera dell'assemblea: serve un intervento normativo di chiarimento».

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