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Superbonus, dalla cessione dei crediti alle novità per il 2023: ecco come cambia

Dopo tante polemiche e modifiche in corsa, tra il Dl Aiuti quater e la Manovra si definisce la nuova fisionomia dell’incentivo

Articolo aggiornato il 22 dicembre 2022 alle ore 9:00

Superbonus, le modifiche in arrivo dal mini rinvio allo sblocco dei crediti

3' di lettura

Tra il decreto Aiuti quater, approvato mercoledi 21 dicembre dal Senato con la fiducia, e la manovra, che avrà l’ok della Camera venerdì 23 dicembre, si chiariscono meglio i contorni degli interventi sul superbonus 110%, dopo le polemiche e le tante ipotesi avanzate nelle ultime settimane.

Condomini, proroga al 31 dicembre per la Cilas

Il Dl Aiuti quater ha abbassato il rimborso garantito dallo Stato per i lavori di efficientamento energetico degli edifici dal 110 al 90%, ma aveva originariamente stabilito che chi avesse presentato in Comune la Cilas (la Comunicazione di inizio lavori asseverata superbonus) entro il 25 novembre avrebbe potuto conservare lo sconto del 110% sui lavori anche nel prossimo anno. Adesso, grazie a un emendamento del Governo alla legge di bilancio - che era stato sollecitato in un ordine del giorno al decreto legge - il termine per i soli condomini è stato prorogato al 31 dicembre, alla condizione che le assemblee abbiano deliberato i lavori entro il 18 novembre (servirà una dichiarazione sostitutiva di atto notorio), data dell’entrata in vigore del Dl. Se invece la delibera è stata varata tra il 19 e il 24 novembre, il termine massimo per la Cilas resta il 25 novembre. Come per tutti gli altri immobili diversi dai condomini.

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Cessioni dei crediti, sale a cinque il numero massimo

L’altra partita su cui si è giocato al doppio tavolo è quella della cessione dei crediti d’imposta, una delle forme con cui si può accedere al superbonus, ossia trasferendo la detrazione del 110% ad altre imprese, banche, enti o professionisti. Nel Dl Aiuti quater, con un emendamento approvato in commissione Bilancio al Senato, si è deciso che il numero massimo di cessioni da parte di soggetti “qualificati”, numero che all’esordio era illimitato, passerà da quattro a cinque. La prima sarà libera, poi ce ne saranno tre (e non più due) verso banche, intermediari finanziari, società appartenenti a gruppi bancari e assicurazioni e, alla fine, avverrà il trasferimento da banca a correntista partita Iva.

PER APPROFONDIRE / Tutto sul nuovo superbonus al 90% (di Giuseppe Latour)

Possibili garanzie Sace

Allo stesso tempo è stato previsto che la Sace possa concedere garanzie in favore delle banche, delle istituzioni finanziarie e degli altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia che concederanno alle imprese impegnate in interventi di edilizia finanziamenti «strumentali a sopperire alle esigenze di liquidità», a causa della mancata monetizzazione dei crediti fiscali. La norma precisa che i crediti di imposta eventualmente maturati dalle stesse imprese alla data del 25 novembre 2022 possono essere considerati dalla banca o dall’istituzione finanziatrice quale parametro ai fini della valutazione del merito di credito e della disposizione delle relative condizioni contrattuali.

Fi incalza: serve sforzo ulteriore sullo sblocco dei crediti

Sul fronte dello sblocco dei crediti Forza Italia continua a chiedere di più. La deputata Erica Mazzetti ha presentato un subemendamento alla manovra che permette, senza necessità di ulteriori coperture economiche, di facilitarlo ampliando le possibilità di cessione tramite il frazionamento dei crediti nei cassetti fiscali e il superamento della responsabilità solidale. «Non ci possiamo permettere di far fallire nemmeno un'impresa, tanto meno le circa 60mila coinvolte adesso», ha spiegato. Dello stesso avviso il senatore Roberto Rosso, secondo cui i crediti incagliati potrebbero aggirarsi « intorno ai 10 miliardi»: «Sarebbe necessario compensare i crediti in pancia alle banche con una parte dei debiti degli F24, come condiviso anche da Abi e Ance».

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