ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl leader M5S

Conte: superbonus significa transizione ecologica, noi al governo a queste condizioni

No all’escalation militare. «L’Italia si faccia promotrice all’interno dell’Ue e dell’alleanza euroatlantica di una soluzione negoziale»

Draghi: non siamo d'accordo con superbonus 110%

2' di lettura

«Nella questione della transizione ecologica rientra anche la questione del Superbonus. In questi giorni ha fatto scalpore la posizione del presidente Draghi che al Parlamento Ue ha criticato il Superbonus». In una diretta Instagram l’ex premier Giuseppe Conte torna a fare il punto sull’attività di governo dalla prospettiva del M5S. «È stata una cosa che ci ha sorpreso molto», «deprezzare una misura che ci ha fatto ricevere il plauso della presidente von der Leyen».

Non al governo per ambizioni personali

Le dichiarazioni del premier a Strasburgo «ci hanno sorpreso molto perché proprio nel decreto Aiuti approvato il giorno prima in Consiglio dei ministri c’è una norma che prolunga il Superbonus per le villette unifamiliari. Quindi parlarne il giorno dopo, addirittura in Europa...», aggiunge. «Noi non siamo al governo per ambizioni personali» e «sia ben chiaro: noi saremo al governo solo a queste condizioni», spiega Conte in riferimento alla vocazione ecologista del Movimento. Il Superbonus «significa transizione ecologica» e «permette risparmio energetico, efficientamento degli edifici, una transizione alla portata di tutti, inclusiva e dal basso. È così che dobbiamo lavorare».

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In dna M5S l’ecologia, c’è stato ricatto

Nel «nostro Dna c’è la transizione ecologica» e «quando questo governo è nato, abbiamo chiesto ai nostri iscritti “volete appoggiarlo sul presupposto di continuare la transizione”». Ora «non è possibile che ci venga chiesto di firmare una cambiale in bianco» laddove «il sindaco di Roma ha già preannunciato un termovalorizzatore. Non abbiamo potuto firmare quel decreto (il dl Aiuti, ndr) con grande sofferenza, si è consumato un ricatto». Così ancora Conte puntando il dito contro «l’ambientalismo della domenica».

No all’escalation militare

«Io mi sono meravigliato che non ci sia stata la possibilità del premier di passare in Parlamento prima di viaggi importanti come Washington o Kiev. Durante pandemia c’è sempre stato un trasparente confronto». Sulla guerra l’ex premier si meraviglia che «nessuna altra forza politica si sia associata a questa richiesta, anche forze che a parole hanno dato segnali che vogliono la pace». Pur «se isolati in Parlamento», per Conte il M5S non lo è nel mondo reale. «Io raccolgo le voci dei cittadini» e «ci batteremo» per il «negoziato» e la pace, contro «l’escalation militare».

«Addirittura leggiamo che c’è stato un incontro tra Draghi e Salvini, che hanno parlato, e da Palazzo Chigi smentiscono che hanno parlato di guerra», rincara Conte. Ironizzando su un altro partito di centrodestra, «FdI, che «vuole armare» anche «gli scoiattoli e i panda». Quindi ribadisce, parlando della guerra in Ucraina: «L’Italia si faccia promotrice all’interno dell’Ue e dell’alleanza euroatlantica di una soluzione negoziale. Per questo bisogna essere conseguenti, coerenti» e «tutti gli atti, i comportamenti e le dichiarazioni» devono essere «indirizzati verso il negoziato».

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