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Superbonus, diventano cinque le cessioni. Cilas prorogate fino al 31 dicembre

Arriva il via libera in commissione Bilancio al Senato

di Giuseppe Latour, Marco Mobili e Giovanni Parente

Superbonus, le modifiche in arrivo dal mini rinvio allo sblocco dei crediti

3' di lettura

Arriva il via libera in commissione Bilancio al Senato. La legge di conversione del decreto Aiuti quater (Dl 176/2022) supera il primo scoglio dei lavori parlamentari. Da qui, la strada è in discesa. Il 20 dicembre è attesa in Aula per completare la prima lettura, poi si passerà alla Camera, con chiusura entro la scadenza del 17 gennaio. Il testo, comunque, a questo punto è blindato e non potrà essere modificato.

L’articolo 9, dedicato al superbonus e alla cessione dei crediti, è quello sul quale si è consumato lo scontro politico più aspro. La maxi agevolazione sarà oggetto di un intervento in due fasi, prima nella legge di conversione e, poi, in manovra. Nella legge di conversione viene introdotto il nuovo prestito ponte garantito da Sace, a beneficio delle imprese con problemi di liquidità, a causa della mancata monetizzazione dei crediti fiscali. Gli sconti maturati dalle imprese alla data del 25 novembre potranno essere considerati nella valutazione del merito creditizio.

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Superbonus, Giorgetti: “Su crediti imprese edili modifiche per garantire prestiti ponte”

La misura, che sarà limitata alle imprese che hanno effettuato lavori di superbonus (si veda Il Sole 24 Ore del 16 dicembre), sarà accompagnata da un ritocco alle regole in materia di cessione dei crediti. Le cessioni passano, così, da quattro a cinque. La prima sarà libera, poi ce ne saranno tre (e non più due) verso banche, intermediari finanziari, società appartenenti a gruppi bancari e assicurazioni e, infine, ci sarà il trasferimento da banca a correntista partita Iva. Aumentando i passaggi possibili, si punta a rendere il mercato più liquido.

L’altro pezzo di questo mosaico riguarda la legge di Bilancio. Un ordine del giorno approvato a Palazzo Madama (come anticipato dal Sole 24 Ore) impegna il Governo a prorogare dal 25 novembre al 31 dicembre, con la legge di Bilancio, la scadenza per presentare le Cilas e agganciare il 110% (al posto del 90%) anche nel 2023. Resta, comunque, fermo al 24 novembre il termine per le delibere condominiali: nessun rinvio per le assemblee. Questo assetto sarà cristallizzato anche da un comunicato legge, atteso all’inizio della prossima settimana.

Sull’andamento dei lavori, arriva la reazione positiva del presidente della commissione Bilancio del Senato, Nicola Calandrini (FdI): «Sono molto soddisfatto. È il primo decreto importante che portiamo all’approvazione. È stato fatto in modo ordinato. C’è stato un apprezzamento - ha aggiunto - da parte della commissione intera di come abbiamo approcciato a questo percorso».

Il relatore del provvedimento in Senato, Guido Quintino Liris (FdI) si dice, comunque, già pronto a nuove correzioni: «Non si può pensare di non risolvere il problema delle cessioni, anche se va ricordato sempre che non è stato il Governo Meloni a crearlo. Vogliamo che a stretto giro ci sia questa verifica di Eurostat e che, nel caso sia necessario, si valutino soluzioni alternative, come quella degli F24, proposta da Ance e Abi. Anche Cassa depositi e prestiti può aiutare a trovare una soluzione».

Tra le altre modifiche, arriva l’estensione da tre a cinque anni della durata massima dei contratti di licenza dei diritti tv per lo sport: l’obiettivo è aumentare la flessibilità del mercato e consentire di strutturare piani industriali più a lungo termine di quelli attuali.

Viene, infine, previsto presso il ministero dell’Interno un fondo per investimenti in rigenerazione urbana a favore dei Comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti: avrà una dotazione di 115 milioni per il 2025 e 120 milioni per il 2026 e sarà un decreto dell’Interno di concerto con l’Economia (previa l’intesa in Conferenza Stato-città e autonomie locali) entro il 30 giugno 2023 a stabilire i criteri di riparto e le modalità di utilizzo delle risorse.

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