Edilizia

Superbonus, ecco quanto pesano le frodi sui crediti e i correttivi in arrivo

Il direttore dell’Agenzia delle entrate Ruffini: crediti d’imposta inesistenti per 4,4 miliardi. Il governo studia la reintroduzione di cessioni multiple ma solo per enti e istituti finanziari vigilati da Banca d’Italia

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2' di lettura

«Un quadro preoccupante» nel quale la criminalità organizzata non ha avuto difficoltà ad insinuarsi: il direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha descritto così la situazione che si è creata negli ultimi mesi intorno al boom dei bonus edilizi, a partire dal Superbonus e ha fornito un dato monstre: 4,4 miliardi di crediti inesistenti individuati da Agenzia delle entrate e Guardia di finanza.

Ruffini è stato audito in Parlamento, giovedì 10 febbraio, dove le forze di maggioranza premono per modificare la stretta antifrodi varata dal governo con il divieto di cessioni multiple dei crediti d’imposta maturati dalle aziende con i bonus edilizi. Un intervento che rischia di paralizzare il settore. La palla passa all’esecutivo che è al lavoro per trovare un equilibrio tra lotta alle frodi e necessità dell’economia: l’ipotesi più probabile è consentire le operazioni ma solo a enti e istituti finanziari che sono vigilati da Banca d’Italia. Una decisione dovrebbe arrivare in un Consiglio dei ministri della prossima settimana.

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Da crediti inesistenti frodi per 4,4 miliardi

Ruffini, in audizione al Senato sul decreto Sostegni ter, ha spiegato che al 31 dicembre 2021 «le prime cessioni e gli sconti in fattura comunicati all’Agenzia attraverso l’apposita piattaforma sono stati quasi 4,8 milioni, per un controvalore complessivo di oltre 38,4 miliardi di euro». Su questi numeri si è innestato il meccanismo fraudolento, «gravi irregolarità connesse alla creazione, anche da parte di organizzazioni criminali ramificate su tutto il territorio nazionale, di crediti d’imposta inesistenti per importi di vari miliardi di euro che, dopo articolate concatenazioni di cessioni a società e persone fisiche interposte, sono stati in parte monetizzati presso istituti di credito o altri intermediari finanziari». In alcuni casi «i proventi delle frodi sono stati veicolati all’estero».

Il direttore dell’Agenzia delle entrate ha illustrato la situazione nel dettaglio: la circolazione dei crediti d’imposta, «qualora attuata tramite una catena di cessioni particolarmente articolata e simulata con perizia, rende complesso per l’intermediario finanziario valutare, nell’esercizio dell’ordinaria diligenza professionale, la liceità dell’operazione, con il rischio di prendere parte involontariamente a condotte fraudolente, contigue anche al riciclaggio di denaro». In cifre: crediti d’imposta inesistenti di 4,4 miliardi di euro.

In arrivo le correzioni del governo

La limitazione a una sola cessione del credito introdotta dal decreto Sostegni ter sarà rivista con un decreto che arriverà nel Consiglio dei ministri della prossima settimana. Per evitare che i cantieri si blocchino e per salvaguardare allo stesso tempo lo spirito della norma anti-truffe l’ipotesi più probabile è quella di consentire le cessioni multiple solo a enti e istituti finanziari che sono vigilati da Banca d’Italia.

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