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Superbonus, flat tax, sanatorie e bonus: tutte le novità fiscali dopo la manovra

In edicola mercoledì 4 gennaio sul Sole 24 Ore uno speciale di quattro pagine dedicato alla legge di Bilancio

di Giuseppe Latour

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2' di lettura

Superbonus, flat tax, rivalutazioni, sanatorie e aiuti alle imprese: tutte le novità fiscali della manovra 2023 sono contenute in uno speciale di quattro pagine dedicato alla legge di Bilancio in edicola mercoledì 4 gennaio sul Sole 24 Ore.
Tra le nuove misure meritevoli di attirare l’attenzione di numerosi tra cittadini, professionisti e imprese figurano l’Iva detraibile al 50% per acquisti di case green; l’innalzamento della soglia d’accesso al regime forfettario; le 12 sanatorie con i criteri per valutare la convenienza e i bonus bollette in crescita per le imprese. 
Dopo questa prima guida sulle novità fiscali, la seconda, in edicola giovedì 5 gennaio 2023, sarà incentrata su lavoro e previdenza, da quota 103 al cuneo fiscale.

I cambiamenti per i bonus edilizi

Solo una proroga secca, sul bonus barriere architettoniche del 75%, che arriverà fino alla fine del 2025. E, dall’altro lato, un lungo elenco di interventi che modificano, allargano e restringono, cambiano i connotati delle agevolazioni. La legge di Bilancio 2023 usa, in materia di bonus casa, uno schema diverso rispetto al passato: non lavora solo per rinvii, ma punta a valutare l’efficacia degli strumenti a disposizione dei contribuenti, considerando il peso per le casse dello Stato (per la mappa completa, si veda la grafica in pagina).

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È successo in materia di bonus mobili. Il tetto di spesa della detrazione, che per il 2022 era fissato a 10mila euro, non scenderà ai 5mila euro programmati per il 2023, ma arriverà a quota 8mila euro. In questo modo, si evita di depotenziare in modo eccessivo uno sconto fiscale diventato essenziale in fase di ristrutturazione delle abitazioni, con l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici agganciato al lavoro principale.

Ma l’esempio più clamoroso è quello del superbonus, che esce totalmente rivoluzionato dall’operazione in due tempi messa in piedi da Governo e Parlamento, con il decreto Aiuti quater (con relativa conversione) e, poi, con la legge di Bilancio. La maxi agevolazione al 110% non arriverà a fine 2023, come era programmato per i condomìni, ma dovrà rispettare le scadenze di un calendario completamente rinnovato.

La regola generale è che lo sconto, per chi effettuerà le spese nel 2023, sarà tagliato al 90 per cento. I condomìni non dovranno rispettare paletti particolari, ma solo considerare l’altro taglio programmato a partire dal 2024, quando si passerà al 70% per poi andare al 65% nel 2025. Le unifamiliari, invece, dovranno rispettare quattro paletti per avere il 90% nel 2023: i lavori dovranno essere stati avviati a partire da gennaio, sarà necessario intervenire sull’abitazione principale, essere proprietari o titolari di un diritto reale sull’immobile, avere un reddito non superiore a 15mila euro in base al nuovo quoziente familiare.

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