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Superbonus: governo propone cessione crediti più ampia

Emendamento al decreto Aiuti sulla cessione dei crediti da Superbonus depositato dal Governo, approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Lunedì 4 luglio testo in aula

Superbonus, tutte le risposte ai dubbi dei lettori

2' di lettura

Le banche e le società appartenenti a gruppi bancari potranno «cedere sempre il credito a soggetti non rientranti nella definizione di consumatori o utenti», che «abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la stessa banca cedente»: lo prevede l’emendamento al decreto Aiuti sulla cessione dei crediti da Superbonus depositato dal Governo, e votato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Il provvedimento approderà lunedì 4 luglio in Aula.

La modifica, si legge nella relazione illustrativa, “supera” il dl del 17 maggio 2022 in base al quale le banche potevano cedere solo a “clienti professionali”.

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Verso cessione credito a tutti tranne che a consumatori

Le banche e le società appartenenti a gruppi bancari potranno cedere sempre i crediti d’imposta derivanti dai bonus edilizi, tra questi il superbonus 110%, a soggetti non rientranti nella definizione di consumatori o utenti “retail”, che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la stessa banca cedente ovvero la banca capogruppo. Lo prevede un emendamento al Dl aiuti, riformulato dai relatori, al voto nella serata di giovedì 30 giugno delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. La proposta di modifica supera quanto attualmente disposto, e che limita la cessione unicamente in favore dei propri correntisti, ovvero dei correntisti della banca capogruppo, qualificabili come «clienti professionali».

Commissione banche avvia indagine su cessioni

Intanto la Commissione banche ha avviato un’indagine sulla cessione dei crediti dei bonus edilizi. «A seguito di numerose segnalazioni ed esposti ricevuti, - si legge in una nota - l’Ufficio di Presidenza della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario ha deliberato di inviare alle principali banche significant nazionali un questionario per verificare l’operatività del sistema bancario italiano. L’indagine conoscitiva avviata riguarda i crediti relativi al Superbonus 110% e ad altri bonus oggetto delle normative che si sono susseguite negli ultimi anni».

Confartigianato: 47mila posti persi con stop 5,2 mld crediti

Con «5.175 milioni di euro incagliati nei cassetti fiscali delle imprese - di cui 3.684 milioni (il 71,2%) per il superbonus e 1.491 milioni (28,8%) per gli altri bonus edilizi - la loro inesigibilità costerebbe la perdita di 46.912 addetti nelle micro e piccole imprese». È la “denuncia” di Confartigianato che ha calcolato l’impatto sull’occupazione nelle costruzioni del blocco della cessione crediti. Così «si ridurrebbe del 40% l’aumento di occupazione creato nel settore delle costruzioni nell’ultimo anno». «È paradossale e autolesionista», ha detto il presidente Marco Granelli.

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