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Superbonus: ipotesi riordino con sconto al 70% e regole diverse per le seconde case

Fratelli d’Italia starebbe ragionando per riordinare i bonus edilizi.Saranno comunque tutelate le situazioni aperte, in modo da non pregiudicare famiglie e imprese già impegnate

Illustrazione di Giorgio De Marinis/Il Sole 24 Ore

2' di lettura

Si va verso una revisione del superbonus. Il maxi-sconto al 110% potrebbe lasciare spazio a uno più contenuto al 60-70%, garantita però a lungo termine, o potrebbe essere diversificata in base al reddito del beneficiario o al tipo di immobile oggetto dei lavori, più alta in caso di prima casa (non di lusso), più bassa per la seconda.

La proposta di Fratelli d’Italia

Sarebbero queste, secondo quanto riferiscono fonti interne al partito, alcune delle opzioni su cui Fratelli d'Italia sta ragionando per riordinare i bonus edilizi. Saranno comunque tutelate, assicurano le fonti, le situazioni aperte, in modo da non pregiudicare famiglie e imprese già impegnate.

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I tempi del riordino dei bonus

Se il superbonus rappresenta infatti la questione da affrontare con più urgenza - tutelando in ogni caso le situazioni aperte in modo da non pregiudicare famiglie e imprese già impegnate - nel tempo dovrà essere riordinata tutta la materia dei bonus all’edilizia, dalle facciate al sismabonus. Il settore continuerà ad essere sostenuto, viene assicurato, ma, partendo dalle reali ricadute economiche, bisognerà cercare di rendere i meccanismi più appropriati, in uno sforzo anche di “responsabilizzazione” di famiglie e imprese.

La prossima manovra

La revisione del 110% potrebbe trovare spazio nella prossima manovra, in cui dovrebbe arrivare un segnale anche sul cuneo fiscale. Non cancellando ma riducendo il reddito di cittadinanza, che il centrodestra vorrebbe ridefinire come una forma “più puntuale” di assistenza, si creerebbero infatti gli spazi per prorogare il taglio di due punti deciso dal governo Draghi (al costo di circa 4,5 miliardi l’anno) e forse anche per finanziare qualcosa in più. FdI ha inoltre come obiettivo dichiarato quello di introdurre il più presto possibile anche la cosiddetta flat tax incrementale sui redditi aggiuntivi rispetto all’anno precedente. Una misura non troppo difficile da finanziare, e quindi da inserire nella prossima legge di bilancio, considerando che non creerebbe un buco da coprire con nuove risorse, ma eventualmente solo un mancato nuovo incasso.

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