ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùGli emendamenti

Superbonus: stop al sequestro dei crediti se c’è buona fede. Pressing bipartisan per compensazioni con F24

Sono circa 300 le richieste di modifica dei partiti, e vanno dalla proroga per di tre mesi, dal 31 marzo al 30 giugno 2023, per la conclusione dei lavori con Superbonus al 110% per le villette, allo sblocco dei crediti tramite la compensazione con gli F24

Sportello superbonus: le possibili modifiche al decreto e i chiarimenti<br/>sui dubbi<br/>

3' di lettura

Stop al profilo penale e al sequestro preventivo del credito nel caso in cui chi lo riceve sia in buona fede. È quanto prevedono gli emendamenti di FdI e di Forza Italia presentati al dl Superbonus che puntano a superare alcune delle motivazioni che hanno portato al blocco delle cessioni dopo che le sentenze della Corte di Cassazione dello scorso 28 ottobre hanno confermato la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di disporre il sequestro preventivo dei crediti d’imposta anche se i cessionari sono estranei al reato e hanno agito in buona fede. Rimangono invece immutate - spiegano gli emendamenti - le norme in caso di dolo.

Cosa prevede l’emendamento

«Ferme le ipotesi di dolo», si legge nell’emendamento di FdI a prima firma Mariangela Matera, «è in ogni caso escluso con riguardo ai cessionari, il sequestro preventivo a chi ha acquistato la cessione dei crediti con espressa, deroga esplicita all’articolo 321, del codice penale, prevedendo l’esclusiva responsabilità in capo al soggetto originariamente beneficiario del credito d’imposta, senza coinvolgimento del terzo, di modo che i cessionari in buona fede, estranei a ogni reato, non possano essere destinatari di provvedimenti di sequestro preventivo». Allo stesso modo, l’emendamento di Forza Italia prevede, «ferme le ipotesi di dolo», che i crediti d’imposta derivanti dalle comunicazioni di cessione o di sconto in fattura «non possono essere oggetto di sequestro».

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Pressing bipartisan per compensazioni con F24

È pressing bipartisan, di tutti i gruppi parlamentari, per sbloccare i crediti d’imposta dei bonus edilizi incagliati attraverso le compensazioni. Tra gli emendamenti al dl Superbonus compaiono quelli, tutti molto simili, di FdI, FI, Lega, Pd, M5S, Noi moderati, Azione/Iv, Verdi e delle Minoranze linguistiche che aprono alla possibilità di compensare con l’F24, così come richiesto da Abi e Ance. Il modello non viene nominato esplicitamente ma gli emendamenti, se approvati, ne permetterebbero l’utilizzo. Altri due emendamenti di FI e M5S prevedono invece la possibilità per le banche di cedere i crediti alle partecipate pubbliche.

Più tempo per i crediti 2022

In attesa che banche e assicurazioni ricomincino ad acquistare i crediti maturati dai bonus edilizi, alleggerendo famiglie e imprese che hanno bisogno di liquidità, il governo si muove per dare un po’ più di tempo a chi non è riuscito ancora a cedere quelli maturati nel 2022. E che si ritrova dietro l’angolo la scadenza del 31 marzo, data entro cui la cessione va comunicata all’Agenzia delle Entrate, pena la decadenza. Aprendo adesso una nuova pratica di cessione in banca, non ci sarebbero i tempi tecnici per la verifica e la successiva comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro il termine fissato dalla legge, e non prorogabile. Per questo, secondo quanto si è appreso, con un comunicato legge il governo consentirà di iscrivere il credito sulla piattaforma dell’Agenzia fin dal momento in cui viene preso in carica dalla banca. La soluzione era stata individuata nei giorni scorsi dal relatore del dl sulla cessione dei crediti, Andrea de Bertoldi (Fdi), soddisfatto delle aperture del governo anche su edilizia libera, sismabonus e case popolari. Inoltre, ritiene un buon inizio anche il numero degli emendamenti arrivati, tutto sommato contenuto vista l’attenzione che c’è sul tema.

Pacchetto di circa 300 emendamenti

Sono circa 300 le richieste di modifica dei partiti, e vanno dalla proroga per di tre mesi, dal 31 marzo al 30 giugno 2023, per la conclusione dei lavori con Superbonus al 110% per le villette, allo sblocco dei crediti tramite la compensazione con gli F24. Forza Italia chiede anche la frazionabilità del credito e l’acquisto da parte delle partecipate di Stato, oltre alla deroga al blocco di cessione e sconto in fattura per i territori terremotati, terzo settore, rigenerazione urbana e barriere architettoniche.

Il nodo dei crediti incagliati

Il problema dei crediti incagliati resta comunque il più urgente perché, ricorda l’Ance, le imprese hanno uno stock di 19 miliardi di euro che può potenzialmente mandare fallite 32.000 aziende, facendo perdere il posto di lavoro a 170.000 dipendenti nel settore, senza contare l’indotto. Per la vicepresidente di Ance, Vanessa Pesenti, «c’è spazio per una liquidazione immediata». Ma il braccio di ferro tra banche, governo e Agenzia delle Entrate continua. La soluzione emersa al durante il primo tavolo al Mef, cioè l’utilizzo in compensazione dei crediti degli F24 delle imprese, possibilmente esteso anche ai correntisti, è ancora allo studio della Ragioneria dello Stato, che ha sollevato qualche perplessità. Un nodo che va sciolto nelle prossime settimane, per consentire a famiglie e imprese di presentare le richieste di cessione entro il 31 marzo.

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