ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI correttivi

Superbonus, per le villette unifamiliari salta il tetto Isee a 25mila euro

Oggi nuova riunione di maggioranza. Sui bonus edilizi si punta a chiudere l'accordo. Per le villette cancellato il limite reddituale o aumento da 25mila a 40mila euro. Pesa il nodo coperture

di Marco Mobili e Marco Rogari

Superbonus 110%, arriva la stretta contro le frodi

3' di lettura

Un accordo da perfezionare già oggi. È questo l’obiettivo della nuova riunione di maggioranza in cui il Governo potrebbe fornire le prime concrete risposte alle richieste, ormai sottoscritte da tutte le forze politiche, di rivedere e, se possibile, eliminare i troppi vincoli che il Governo vuole introdurre al superbonus del 110% con la legge di Bilancio. La cancellazione al tetto Isee di 25mila euro per consentire alle persone fisiche di poter effettuare interventi di efficientamento energetico o di messa in sicurezza delle unità unifamiliari (per la cronaca, villette), è stata condivisa da tutti e il Governo sarebbe pronto a rivedere la sua posizione.

La decisione sul tetto Isee

Come ha lasciato chiaramente intendere la sottosegretaria all’Economia, Alessandra Sartore, al termine delle riunioni di martedì 7 dicembre sulla manovra affermando che sul superbonus «si sta finalizzando una sintesi per arrivare a modifiche condivise». E il Mef oggi 9 dicembre dovrebbe fornire le sue indicazioni partendo dalla valutazione dei costi di una completa rimozione del tetto Isee o di una sua rimodulazione a 40mila euro.

Loading...

Per il Movimento 5 Stelle la convergenza delle forze politiche è tutta sulla loro proposta, ossia quella di estendere il 110% pieno (senza tetto Isee) alle villette da giugno fino a fine 2022, con la previsione di un solo stato di avanzamento (30% e non 60%) al 30 giugno 2022. Salterebbero anche il limite della prima casa e la data di rilascio della Certificazione di inizio lavori asseverata.

I nodi da sciogliere

Una partita, dunque, che si sta per sbloccare, ma non ancora chiusa, anche perché sul tavolo vede altri aspetti ancora in discussione. A partire dal bonus facciate che, secondo l’articolo 9 del disegno di legge di bilancio, dal 1° gennaio sarà accessibile per tutto il 2022 ma con una percentuale ridotta: dall’attuale 90% si passerà a un meno appetibile 60 per cento.
Le forze di maggioranza chiedono una proroga senza tagli di aliquota per altro anche più lunga del 2022, come vorrebbe Forza Italia. Ma la quadratura del cerchio su questo punto appare più complicata soprattutto per le coperture che richiede.
Basti pensare che la proposta del Pd di una proroga di sei mesi del bonus facciate al 90% fino al prossimo 30 giugno è stimata dagli stessi democratici in 600 milioni di euro. La stessa cifra messa disposizione dal Governo per tutte le modifiche del Parlamento al Ddl di bilancio.
Senza considerare che alcuni gruppi stanno valutando la possibilità di esercitare un pressing sull’esecutivo anche per avviare, proprio con questa manovra, un percorso di riorganizzazione di tutti i bonus edilizi con l’obiettivo di renderli strutturali e legandoli, come ad esempio vorrebbe il Pd, al Pnrr anche in un’ottica “green”. Ma in questo gli spazi per trovare rapidamente una soluzione condivisa appaiono a dir poco esigui.

Misure anti-frodi

Più facilmente percorribile sembra essere invece l’ipotesi di aggiustamento alle misure anti-frodi, confluite con un emendamento del governo nel Ddl di bilancio. L’obiettivo di molti gruppi parlamentari, che sarebbe sostanzialmente condiviso dai relatori, è quello di fissare alcune soglie sotto le quali non sarebbe richiesta l’asseverazione con l’obbligo di mettere in sicurezza le procedure in corso evitando così un’applicazione retroattiva delle norme. E il governo non ha chiuso la porta, riservandosi, coperture alla mano, la possibilità di giungere a una riformulazione dei correttivi proposti dalle forze politiche. Anche se in questo caso le indicazioni di palazzo Chigi e del Mef potrebbero arrivare non subito, ma a ridosso delle votazioni in commissione bilancio, fissate per martedì 14 dicembre.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti