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Superbonus, luglio non ferma la corsa: investimenti a quota 40 miliardi

Su questa nuova accelerazione pesano molto edifici unifamiliari e immobili indipendenti. L’avvicinarsi della scadenza del 30 settembre sta facendo da catalizzatore

di Giuseppe Latour

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3' di lettura

Investimenti per 4,5 miliardi in un mese, con un’accelerazione di unità unifamiliari e indipendenti, che portano il totale, dall’esordio del 110% a oggi, a quasi 40 miliardi, con poco meno di 44 miliardi di detrazioni previste. Anche se, sullo sfondo, resta la sofferenza del mercato delle cessioni dei crediti.

La fotografia dell’Enea

Ancora un mese a ritmi elevatissimi per il superbonus. A certificarlo è il report di Enea relativo a luglio che, come di consueto, fotografa lo stato di avanzamento dei cantieri che accedono al 110% in tutta Italia. Nonostante il caos normativo che ha caratterizzato tutto il 2022, la marcia dell’agevolazione va avanti.

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Quasi 44 miliardi di detrazioni

Il totale degli investimenti ammessi alla detrazione sfiora ormai quota 40 miliardi di euro (39.751 milioni, per la precisione) per quasi 224mila asseverazioni. Questi corrispondono a poco meno di 44 miliardi di detrazioni previste a fine lavori (esattamente, 43.727 milioni). Gli investimenti conclusi superano i 28 miliardi di euro, con poco meno di 31 miliardi di detrazioni già maturate.

L’apertura di cantieri procede a luglio su ritmi simili a quanto era accaduto nel mese di giugno: si registrano 24.827 nuovi interventi (contro i 26.674 del mese scorso) per 4,5 miliardi di investimenti ammessi al 110% (dato praticamente identico a quello di giugno) e 3,2 miliardi di investimenti conclusi (a giugno eravamo a quota 3,4 miliardi).

L’ANDAMENTO DEL SUPERBONUS
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Se giugno aveva rappresentato (si veda il Sole 24 Ore dell’8 luglio scorso) un mese di forte accelerazione degli investimenti rispetto alla tendenza del 2022, luglio riesce a confermare e rafforzare questo trend. Tornando a maggio, infatti, si può vedere che erano stati registrati nuovi investimenti per 3,2 miliardi di euro in 16.907 cantieri con 2,3 miliardi di investimenti conclusi.

Accelerano i lavori nelle villette

Su questa nuova accelerazione pesano molto edifici unifamiliari e immobili indipendenti. Evidentemente, l’avvicinarsi della scadenza del 30 settembre (entro la quale andrà attestato per questi immobili il 30% dei lavori per accedere al 110% per tutto il 2022) sta fungendo da catalizzatore. Gli immobili unifamiliari portano nuovi lavori per 1,7 miliardi di euro (sopra i livelli già altissimi di giugno); le unità indipendenti per 696 milioni (anche qui, sopra i livelli di giugno). In totale siamo intorno ai 2,4 miliardi di euro.

I condomini, per la loro parte, totalizzano 2,1 miliardi di nuovi investimenti. Se guardiamo agli ultimi mesi, è la prima volta che gli immobili più piccoli muovono così tanti più lavori dei condomìni. In genere, il mercato si divideva abbastanza esattamente a metà.

I condomìni, comunque, continuano a mobilitare investimenti medi più elevati. L’ultimo dato parla di 581mila euro. Gli edifici unifamiliari sono a quota 112mila euro, mentre le unità indipendenti sono poco sotto i 100mila euro. Tra le regioni, infine, si conferma il primato della Lombardia con 6,7 miliardi di euro ammessi a detrazione. Seguono Lazio e Veneto a quota 3,8 miliardi.

Il nodo cessione dei crediti

Tutti numeri che danno argomenti a chi, in questi giorni, sta chiedendo interventi per risolvere il problema della responsabilità solidale nell’ambito della cessione dei crediti. Il nuovo decreto Aiuti, sul punto, non ha previsto nulla. Anche se l’Ance, attraverso la sua presidente, Federica Brancaccio, aveva sottolineato che «non c’è ragione ora per mantenere l’estensione del principio della responsabilità solidale anche ai successivi acquirenti bloccando di fatto il meccanismo della cessione del credito». Servirebbero, insomma, altre correzioni che, peraltro, vengono sollecitate da tutti i partiti.

Anche perché, con l’avanzata degli interventi e l’accumulo di lavori che possono essere portati in detrazione, cresce anche il numero di crediti che rischiano di restare fermi nei cassetti fiscali delle imprese, perché il sistema di istituti di credito e intermediari finanziari non riesce a gestirli. Per dare una dimensione del fenomeno, al 31 dicembre 2021 gli investimenti ammessi a detrazione erano 16,2 miliardi di euro. In sette mesi del 2022 sono cresciuti al ritmo di oltre 3,3 miliardi al mese di media, aumentando di 23,5 miliardi.

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