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Superbonus, la nuova guida aggiornata alle ultime novità

In uscita il prossimo 28 settembre la guida che dà conto di tutto quello che è cambiato nel corso del 2022, fino agli ultimi cambiamenti in materia di responsabilità solidale e di immobili unifamiliari e indipendenti

Vetrate sui balconi, non serve piu' il permesso

2' di lettura

Ancora modifiche, ancora incertezze. Dal decreto Sostegni ter di gennaio (Dl 4/2022) alla legge di conversione del decreto Aiuti bis (Dl 115/2022), passata in Parlamento a settembre, la stagione di correzioni all’assetto del superbonus 110% non si è ancora arrestata, e non pare destinata a fermarsi.

Nemmeno il tempo di mettere il punto, con la guida pubblicata dal Sole 24 Ore ad agosto, e già ci sono almeno altri due cambiamenti molto rilevanti da registrare. Anche su questi (oltre che su tutte le novità varate nel corso dell’anno) si concentra la guida in uscita il prossimo 28 settembre, in vendita a un euro più il prezzo del quotidiano.

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Il primo riguarda la prossima scadenza del 30 settembre, per le abitazioni unifamiliari e gli immobili indipendenti con accesso autonomo. Per accedere al superbonus per il resto del 2022, sarà necessario dimostrare di avere realizzato almeno il 30% dei lavori entro la fine del mese. Altrimenti, come in un gioco di società, si torna a giugno: sarà possibile portare in detrazione e cedere solo le spese che arrivano fino a quella data. In alternativa, ci saranno a disposizione le agevolazioni “minori”, come l’ecobonus o il bonus ristrutturazioni al 50 per cento.

Sulla dimostrazione di questo requisito, però, non erano mai arrivate indicazioni operative a beneficio dei professionisti: qualche giorno fa la Commissione di monitoraggio del Consiglio superiore dei lavori pubblici ha rimediato alla mancanza, con un’importante risposta. Si spiega che il 30% andrà provato attraverso una dichiarazione del direttore dei lavori, da mettere agli atti, corredata di una serie di allegati, da conservare in caso di verifiche successive.

L’altra novità riguarda la responsabilità solidale tra cedente e cessionario, in caso di illeciti. Dopo la circolare 23/E dell’agenzia delle Entrate, pubblicata a giugno, il Parlamento ha trovato l’accordo politico per tornare sul tema. Affermando il principio per il quale, in presenza di un’asseverazione e di un visto, la responsabilità solidale si configura solo in caso di dolo o colpa grave del cessionario. E varando una nuova asseverazione «ora per allora», per i crediti sprovvisti di attestazioni, perché formatisi prima del 12 novembre scorso.

Il principio va certamente nella direzione invocata dal mercato: ridurre il perimetro della responsabilità solidale. Ma lascia molti dubbi ai tecnici. Ad esempio, non è chiaro come funzionerà la nuova asseverazione postuma. Un assetto, questo, che potrebbe rendere necessario un nuovo intervento dell’agenzia delle Entrate, chiesto da più parti ma ancora incerto.

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