Finanziamenti per l’edilizia

Superbonus: Poste esaurirà le cessioni dei crediti in sospeso entro metà marzo

Question time in commissione Finanze alla Camera. Prossima riapertura del canale di Poste dedicato all’acquisto dei crediti fiscali, alla quale si sta lavorando in attesa della pubblicazione del correttivo del Sostegni ter

di Giuseppe Latour

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2' di lettura

Poste italiane si prepara a definire tutte le istruttorie di cessione dei crediti in sospeso entro il 15 marzo. La notizia, che prelude alla prossima riapertura del canale di Poste dedicato all’acquisto dei crediti fiscali (alla quale si sta lavorando, in attesa della pubblicazione del correttivo del Sostegni ter), è arrivata nel corso del question time di giovedì in commissione Finanze alla Camera, in risposta all’onorevole Eugenio Sangregorio (Misto). A parlare, il sottosegretario all’Economia, Federico Freni.

Il legislatore - ha ricordato l’interrogazione - per contrastare gli abusi in questo settore, è intervenuto prima con il decreto legge Antifrodi (Dl 157/2022) e, successivamente, con l’articolo 28 del decreto Sostegni ter (Dl 4/2022). Questi provvedimenti, però, hanno complicato molto la vita degli operatori attivi in questo settore. Così, alcuni canali per la cessione sono stati bloccati, mentre in altri casi le procedure in fase di istruttoria hanno subito dei rallentamenti.

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«Gli operatori interessati, tra i quali Poste italiane, tenuti ad applicare a livello operativo molteplici conseguenti revisioni dei processi e dei sistemi - ha ricordato il ministero dell’Economia -, hanno rappresentato la necessità di disporre di tempi tecnici più ampi. Tali situazioni hanno generato e stanno generando ritardi».

Poste: entro metà marzo ci metteremo in pari

Ora, mentre si stanno definendo le nuove procedure per la gestione delle cessioni, questi rallentamenti stanno per andare in archivio. «Poste italiane, sentita in proposito, segnala che entro la metà del prossimo mese di marzo saranno, comunque, esitate tutte le istruttorie in corso», ha detto Freni. Si tratta - va precisato - delle procedure avviate prima della sospensione del servizio di Poste, che arriveranno così tutte a compimento.

Non è, per la verità, l’unica strada a disposizione di chi vuole cedere il suo credito. «Poste italiane ha altresì, precisato che, in ogni caso, risulta comunque possibile recedere in ogni momento dal contratto di cessione del credito a Poste italiane, secondo le modalità ivi indicate riacquisendo il proprio credito d’imposta ove si voglia cedere ad altro operatore», ha concluso il Mef.

Il Mef risponde sulla prima scadenza del 30 giugno

Non è la sola risposta a interrogazione da segnalare, tra quelle arrivate ieri. Un’altra indicazione importante arriva dal quesito dell’onorevole Vita Martinciglio (M5s) che, sottolineando le molte difficoltà create dalle recenti modifiche normative, ha chiesto al Mef «se non si convenga sia necessario consentire una proroga al fine di consentire il completamento dello stato di avanzamento dei lavori previsto per il superbonus 110%». Una domanda che guarda, principalmente, alle unità autonome e unifamiliari, per le quali è ormai vicinissima la tagliola del prossimo 30 giugno, data entro la quale andrà raggiunto il limite del 30% degli interventi, per agganciare la proroga fino a fine anno.

La risposta del Mef, sul punto, è stata decisamente tiepida. E si è limitata a ricordare che la legge di Bilancio ha già prorogato «l’agevolazione denominata superbonus, prevedendo scadenze differenziate in funzione dei soggetti che sostengono le spese ammesse».

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