Agevolazioni edilizie

Superbonus, il governo apre alla proroga per le villette

La Lega: il sottosegretario al Mef Freni ha confermato che la soppressione del termine del 30 giugno arriverà con il primo provvedimento utile dopo il Def

di Marco Mobili

Aggiornato il 29 marzo 2022 alle ore 15,45

Superbonus 110%, Anaip: "Dopo intervento governo c'e' maggiore attenzione"

3' di lettura

Il Governo cede al pressing del Parlamento sul superbonus e apre alla possibilità di prorogare la scadenza del 30 giugno per le unità unifamiliari. A riferire l’orientamento dell’esecutivo è stata la Lega: «Pur con tutte le cautele del caso, il sottosegretario al Mef Federico Freni ha confermato, rispondendo a un’interrogazione di tutti i deputati Lega in commissione Finanze, che questa misura sarà inserita nel primo provvedimento utile dopo l’approvazione del Def» hanno fatto sapere i deputati del Carroccio, tra cui Gusmeroli (primo firmatario dell’interrogazione).

Il pressing del Parlamento

Le forze politiche avevano chiesto a più riprese al Senato la proroga della scadenza del 30 giugno durante la conversione in legge del decreto Sostegni ter. Il pressing sul governo era stato poi replicato alla Camera. E in questo caso alzando anche la posta. In commissione Ambiente e Attività produttive di Montecitorio, dove è in corso la conversione in legge del decreto “bollette”, la maggioranza ha sottoscritto un emendamento per la soppressione di ogni vincolo all’applicazione del 110% per gli interventi di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza delle cosiddette villette.

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Maggioranza a rischio, il segnale del Mef

A firmare la soppressione del termine del 30 giugno e del vincolo del Sal del 30% di lavori eseguiti sempre entro fine giugno, sono il Movimento 5 Stelle, la Lega, il Pd e Forza Italia. A questo correttivo se ne aggiungono anche altri due, uno di Coraggio Italia e uno del gruppo Misto, tra cui i Verdi Europei. Insomma, se si dovesse andare alla conta sulla falsariga di quanto accaduto sulla delega fiscale, e in particolare sulla riforma del catasto, il governo questa volta potrebbe anche non spuntarla. Da qui il segnale di apertura arrivato dal sottosegretario all’Economia Freni.

Il Governo: approfondimenti per una proroga

Freni - secondo quanto riportato nelle risposte scritte all’interrogazione in commissione Finanze - ha sottolineato che «sono in corso presso i competenti uffici dell’Amministrazione finanziaria e degli altri Dicasteri interessati approfondimenti istruttori per valutare una proroga del termine del 30 giugno 2022 per l’espletamento degli interventi sulle unità immobiliari unifamiliari compatibilmente con le previsioni inserite nel documento di finanza pubblica per il 2022 in corso di predisposizione».

Spazi fiscali da definire

Il jolly che potrà giocare l’esecutivo sarà quello degli oneri che una modifica al superbonus di questo tipo comporta. A conti fatti e guardando al recente passato le risorse da recuperare per cancellare il termine del 30 giugno per il 110% sulle villette potrebbero arrivare tra i 400 e i 500 milioni di euro. Una somma al momento non disponibile nel budget messo a disposizione dei parlamentari per le modifiche al Dl, a meno che il Parlamento e il governo non vogliano attendere i nuovi spazi fiscali che l’esecutivo vuole garantirsi con il Def in arrivo a fine mese. Spazi fiscali che però nelle intenzioni del governo andrebbero tutti indirizzati a nuovi aiuti alle famiglie e alle imprese in crisi per la guerra e il caro energia e difficilmente da indirizzare al superbonus per le unità unifamiliari.

Pressing sul 110%

Senza arrivare alla soppressione dei vincoli che oggi limitano la vita del 110% per le villette a fine giugno, la Lega e Italia Viva chiedono almeno una proroga del termine di giugno. Con tre emendamenti distinti si chiede al governo di arrivare almeno al 31 dicembre 2022. A pesare sulla possibilità di portare a temine almeno un terzo dei lavori entro metà anno sono infatti il continuo cambiamento delle regole sul fronte dei controlli sui bonus edilizi, il caro energia e ora anche la guerra in Ucraina che pesano sui prezzi e sui materiali per realizzare i lavori.

Anche dal lato sinistro della maggioranza è arrivato il pressing sul 110 per cento. Consapevoli di dover far convivire le legittime richieste che arrivano da imprese e contribuenti con gli oneri di finanza pubblica, Articolo uno e Leu chiedono di spostare il termine del 30 giugno almeno fino al prossimo 31 ottobre. Per capire se alla Camera, a differenza del Senato, il pressing sul 110% produrrà qualche effetto concreto occorrerà attendere nei prossimi giorni il confronto, non certo facile, tra maggioranza e governo e il voto di merito in Commissione sulle diverse proposte di apertura.

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