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Superbonus, sette autocertificazioni a corredo del visto di conformità

Le indicazioni sui documenti da predisporre in arrivo dalle check list del Consiglio nazionale dei commercialisti

di Giuseppe Latour

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(AdobeStock)

Le indicazioni sui documenti da predisporre in arrivo dalle check list del Consiglio nazionale dei commercialisti


2' di lettura

Dal rispetto dei massimali fino alla presenza di interventi contemporanei su altre unità immobiliari. Passando per la prova della condizione di erede. Sono sette le autocertificazioni che possono servire a corredo della documentazione sul visto di conformità, essenziale in caso di cessione o sconto in fattura legato al superbonus. È quanto risulta dalle check list appena pubblicate dal Consiglio nazionale dei commercialisti ed esperti contabili.

I passi preliminari
Il documento preparato dal Cndcec individua le caratteristiche fondamentali del soggetto che richiede il superbonus e dell’immobile oggetto di intervento. Subito dopo, però, raccomanda al professionista, per il rilascio del visto, l’acquisizione di alcune autocertificazioni su temi che non possono essere oggetto di verifica diretta.

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I massimali
Il primo documento dovrà attestare il rispetto del limite di detrazione tra gli aventi diritto al superbonus: ad ogni intervento è agganciato un massimale, eventualmente da dividere tra più soggetti, che non potrà essere sforato. Con il secondo documento bisognerà indicare la presenza (o l’assenza) di altri contributi incassati per gli stessi interventi, per evitare una duplicazione illegittima di benefici. La terza autocertificazione attesta che l’immobile oggetto di intervento non è utilizzato nell’ambito di attività di impresa o professionale: il motivo è che questo tipo di immobili sono sottoposti a forti limitazioni nel quadro del 110%.

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Redditi e interventi
Ancora, con il quarto documento si attesta la presenza di un reddito nell’anno precedente il sostenimento della spesa. Si guarda, poi, agli interventi. Con il quinto documento si attesta la presenza di interventi sull’immobile che rappresentino una mera prosecuzione di interventi realizzati negli anni precedenti. Il sesto documento prova l’assenza di interventi contemporanei su altre unità immobiliari: in questo modo ci si blinda rispetto al tetto delle due unità. Infine, c’è la settima autocertificazione, che è solo eventuale: potrà attestare la condizione di erede e, quindi, la disponibilità dell’immobile oggetto di lavori.

Le correzioni
Tutti questi elementi sono nelle check list del Consiglio nazionale dei commercialisti, apparse nell’instant book «Il 110% e tutti i bonus per la casa» pubblicato con Il Sole di mercoledì 21 e disponibili sui siti del Cndcec e della Fondazione commercialisti. Per un disguido tecnico una tabella è stata pubblicata in modo errato nell’instant book. La tabella è disponibile sul sito del Sole 24 Ore. Inoltre è stata aggiornata l’edizione digitale dell’instant.

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