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Superbonus sulle spese con carta, doppia stretta sul tetto: parte la guerra al contante

Tra decreto fiscale e manovra approvate «salvo intese» dal Consiglio dei ministri raggiunto un compromesso che prevede il superbonus dal 2021 per chi paga con carta di credito, bancomat o altre modalità tracciabili e il tetto sul contante a 2mila euro e poi a mille euro dal 2022. Doppia sanzione per i negozianti che negano i pagamenti con il Pos

di Marco Mobili e Giovanni Parente


Stretta sul contante e superbonus sulle spese pagate con carte e bancomat

4' di lettura

Superbonus dal 2021 per chi paga con carta di credito, bancomat o altre modalità tracciabili: varrà 3 miliardi di euro dal 2021 e poi 2,8 miliardi nel 2022. Riduzione in due tempi della soglia del contante: subito da tremila a 2mila euro e poi a mille euro dal 2022. Detrazioni fiscali al 19% riconosciute solo a chi non paga acquisti di beni o servizi cash. Estrazioni a premi speciali per i pagamenti con moneta elettronica.

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Doppia sanzione per gli esercizi commerciali che non accetteranno modalità di pagamento diverse dal contante: 30 euro a cui si aggiunge il 4% del valore della transazione. Dopo il Consiglio dei ministri notturno, Governo e maggioranza trovano una quadra sulle misure da mettere in campo tra decreto fiscale e manovra (approvati per ora con la formula «salvo intese») per dichiarare guerra ai pagamenti in contante.

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Il superbonus dal 2021
La principale novità raggiunta nella riunione dell’Esecutivo rispetto alle ipotesi in precedenza circolate è il riconoscimento di un superbonus per i pagamenti in modalità elettronica. Un superbonus che, come recita il comunicato di Palazzo Chigi, sarà riconosciuto «del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante». Si tratta, quindi, verosimilmente di una modalità di erogazione più vicina al cashback, ossia una restituzione di una quota (nei giorni scorsi si era ipotizzato tra il 10% e il 19%) che dovrebbe arrivare direttamete sull’estratto conto del beneficiario.

Si parte quindi dalle spese tracciabili sostenute nel 2020 per alcune tipologie di servizi alla persona, come i piccoli interventi sulla casa o per la cura del corpo.

Una modalità più diretta che non attenderebbe più i tempi “lunghi” della detrazione d’imposta pure sul tavolo delle ipotesi , che per essere riconosciuta doveva necessariamente transitare nel 730 o nel modello Redditi e attendere il rimborso in busta paga tra luglio e agosto.

Il superbonus varrà 3 miliardi di euro e scatterà a partire dal 2021. Per il 2020 non è invece previsto alcuno stanziamento, mentre nel 2022 il superbonus sarà pari ad altri 2,8 miliardi circa. Proprio perché le risorse sono limitate bisognerà vedere a che livello sarà previsto il tetto di spesa rimborsabile.

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Soglia al contante prima a 2mila euro e poi a mille euro dal 2022
Frutto di un compromesso politico tra le diverse anime della maggioranza è anche la scelta di una doppia riduzione graduale del tetto all’uso del contante attualmente a tremila euro. Sono stati soprattutto i renziani di Italia Viva (del resto era stato proprio il Governo Renzi a rialzare il tetto nel 2016 rispetto ai mille euro fissati dall’Esecutivo di Mario Monti a fine 2011) a chiedere gradualità, trovando una sponda nel Movimento 5 Stelle che ha chiesto di ridurre il tetto contestualmente ad altre misure per ridurre i costi dei pagamenti cashless.

Così nelle transazioni tra privati si potrà usare il contante per i pagamenti fino a 1.999,99 euro (verosimilmente dall’entrata in vigore del decreto fiscale come sembrava dalle ultime bozze circolate oppure dal 2020 se la misura sarà traghettata nel testo della manovra) fino al 31 dicembre 2021. Poi dal 1° gennaio 2022 la nuova soglia consentita sarà quella dei 999,99 euro.

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Detrazioni fiscali al 19% solo per i pagamenti no cash
Si profila il “modello benzinai” anche una serie di detrazioni ultrapopolari e diffuse. Dalle spese mediche e farmaceutiche a quelli per l’assistenza delle badanti, dalla palestra dei figli all’iscrizione a scuola o all’università: lo sconto fiscale del 19% sarà riconosciuto solo se si pagherà con moneta elettronica. Il modello, come anticipato, è quello già adottato per i rifornimenti di carburante da parte dei titolari di partita Iva: da luglio 2018 la deduzione dei costi e la detrazione dell’Iva per i costi sostenuti nello svolgimento dell’attività è riconosciuta solo a chi sostiene la spesa con modalità tracciabili (e quindi successivamente documentabili).

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Doppia sanzione per chi nega i pagamenti con il Pos
Nelle bozze di decreto fiscale circolate prima del Consiglio dei ministri è comparsa anche la doppia sanzione per commercianti ed esercenti che non si doteranno del terminale o non accetteranno i pagamenti tramite moneta elettronica. Insieme alla penalità fissa di 30 euro ce ne sarà anche una del 4% del valore della transazione per cui viene negato il pagamento in modalità tracciabile. Sarà il cliente a dover denunciare al Prefetto la violazione e saranno gli ufficiali e gli agenti della polizia giudiziaria ad effettuare accertamenti e controlli.

Le estrazioni a premi per il no cash
A fianco al debutto della lotteria degli scontrini confermato per il 2020, viene prevista anche un’estrazione di premi in denaro riservati tanto ai consumatori finali quanto agli operatori Iva qualora il pagamento della operazione commerciale avvenga esclusivamente con pagamento elettronico.

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