Le agevolazioni

Superbonus, Veneto sul podio per numero di interventi edili

di Valeria Zanetti

I numeri. il Veneto è la seconda regione per numero di interventi (5.780 asseverazioni) e la terza per investimenti (731 milioni)

3' di lettura

I bonus governativi sull’edilizia spingono la ripresa del mercato delle costruzioni in Veneto. Nel secondo trimestre 2021, il Pil regionale del settore registra un incremento del 17,7% e i fatturati delle imprese salgono del 2,5%. Non mancano tuttavia le criticità legate soprattutto alla mole di burocrazia che accompagna l’utilizzo del Superbonus.

Nelle sette province, proprietari di immobili residenziali ed aziende hanno approfittato delle agevolazioni al 110% riguardanti le ristrutturazioni. Secondo l'Osservatorio sul mercato delle costruzioni di Edilcassa e Unioncamere locali, che elabora dati Enea-Mite, il Veneto è la seconda regione in Italia per numero di interventi con il Superbonus, a quota 5.780 asseverazioni e la terza per investimenti, per 731,5 milioni di euro. Inoltre è la seconda per percentuale di lavori realizzati (73,4% del totale previsto) con una spesa effettiva di 537 milioni di euro. «In realtà il Veneto è in testa per utilizzo dello strumento agevolativo in rapporto al numero di famiglie: sono 2,75 i cantieri asseverati ogni 1.000 nuclei contro una media nazionale di 1,76», spiega Federico Della Puppa, coordinatore dell’Osservatorio. I progetti si sono concentrati sulle abitazioni singole o su fabbricati da due a quattro appartamenti. Il grande spazio di manovra che rimane riguarda le ristrutturazioni dei condomini, più impegnative ma economicamente più rilevanti. «Se la spesa media per intervento nelle unifamiliari è di quasi 103 mila euro, nei condomini sale a circa 540 mila euro. E in questo segmento c'è ancora molto da fare», prosegue Della Puppa. La regione è infatti finora all’ottavo posto in Italia per asseverazioni ottenute e riguardanti questi edifici. «La vera sfida sarà portare la rigenerazione nel segmento condomini ancora troppo energivori e datati», osserva.

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Le imprese però non nascondono i problemi. «La prima criticità riguarda i tempi del Superbonus: bene la proroga al 2023, tuttavia il complesso di incentivi e detrazioni (facciate, ecobonus, sismabonus e ristrutturazioni) va fatto diventare strutturale», afferma Enrico Maset, presidente di Edilcassa Veneto. «In Veneto solo il 6,6% degli stabili sono condomini ma già valgono il 29% degli investimenti. Va dato il tempo di approvare i lavori in assemblea», prosegue. Poi ci sono i nodi del mercato, con i rincari dei materiali. «I ponteggi e le materie prime scarseggiano e i loro prezzi sono alle stelle. La difficoltà a reperire materiali interessa già un’impresa su dieci», aggiunge. Altre criticità riguardano il reperimento della manodopera per i cantieri, specializzata o non, e sempre più rara.

Inoltre resta alta tra gli imprenditori la diffidenza nei confronti della burocrazia necessaria ad attivare un intervento in regime di Superbonus 110%, come dimostra l’ultima indagine Veneto Congiuntura, condotta da Edilcassa e Unioncamere Veneto su un campione di 600 imprese con almeno un dipendente.

Se la totalità delle intervistate è conoscenza della norma, solo il 30,5% ritiene il provvedimento positivo, il 48,7% lo giudica parzialmente positivo e una percentuale non trascurabile, del 22,9%, non lo ritiene in grado di rilanciare il mercato dell’edilizia. Il carico di adempimenti richiesti già in fase preliminare ha scoraggiato diverse imprese. Ancora oggi il 20% ritiene di non avere sufficienti conoscenze per rispondere ai clienti, che chiedono di avviare un cantiere in regime di Superbonus. Mentre il 66% non vuole approfondire la conoscenza della norma e rimanda ad altre categorie professionali.

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