Grande distribuzione

Supercentro batte la crisi e pianifica nuove aperture

Il Gruppo presente in Puglia, Basilicata e Calabria chiuderà il 2021 con un fatturato di 240 milioni in crescita del 13%

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

Esce dalla crisi finanziaria con il ritorno alla redditività il gruppo Supercentro di distribuzione alimentare presente in Puglia, Basilicata e Calabria, con 70 punti vendita a marchio Sisa, Ipersisa e QuickSisa. Il gruppo tarantino, fondato nel 1996 da Michele Macripò, Gianni Donatelli e Leonardo Giangrande, è dunque impegnato in una strategia di rafforzamento che a febbraio scorso ha visto anche il cambio di insegne e che prevede, nei prossimi 2 anni, anche un piano di nuove aperture.

Il cambio di insegna è il risultato dell’ingresso nella centrale di acquisto DIT (Distribuzione Italia) sostituendo le insegne PAM con quelle di Sisa Supermercati. Il cambio di insegna non è che uno dei risultati della ristrutturazione finanziaria che ha visto il gruppo attestarsi ancora come soggetto affidabile per le banche, ed attrattivo per la business community. È nel bilancio 2020 che la ristrutturazione si è concretizzata. «Il 2020 – spiega il direttore generale di Supercentro spa, Antonio Bonucci – è stato un vero e proprio anno di svolta rispetto al passato e abbiamo ottenuto un fatturato lusinghiero».

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L’anno scorso il gruppo ha raggiunto un fatturato alle casse di 220 milioni di euro ed è ritornato alla redditività con un Ebtda di circa cinque milioni, e per il 2021 la previsione è di un’ulteriore crescita fino a 240 milioni, con un incremento del 13% sull’anno precedente, ed Ebtda ad oltre quattro milioni. La strategia di rafforzamento prevede anche 5 nuove aperture, a gestione diretta, da realizzare entro i prossimi due anni, e da localizzare nei capoluoghi di provincia del barese e del leccese, e investimenti per 3,5 milioni di euro per il restyling di 18 punti vendita diretti.

Oggi i 70 punti vendita a marchio Sisa sono in gestione diretta per il 50% del totale e dagli stessi su genera il 70% del fatturato complessivo. La rete distributiva multicanale, che occupa 485 dipendenti, conta anche quattro cash&carry ed una piattaforma logistica per i freschi ed i freschissimi attiva, da fine marzo 2019, a San Giorgio Jonico. Il gruppo punta sia a nuovi punti vendita diretti che ad altre affiliazioni, «in linea con un mercato che ha ancora spazi di crescita pur registrando, soprattutto in Puglia, la presenza consolidata di altri gruppi. Ma noi in questo mercato vogliamo ritagliarci uno spazio diverso in un’ ottica prevalentemente micro territoriale- sottolinea Bonucci che sta guidando la fase di crescita del gruppo e di consolidamento della nuova strategia, forte di una lunga esperienza nella Gdo, soprattutto in Coop.

Bonucci, nel tempo, è stato infatti anche ad di Coop Sicilia e di direttore Area Romagna e Sud Italia presso Coop Alleanza 3.0. Nella strategia di rafforzamento ha il suo peso, decisivo, anche la scelta di avviare il passaggio di consegne dell’azienda alla seconda generazione dopo quella che l’ha fondata 25 anni fa. «Lasciare la guida ai propri figli non è semplice –ammette Bonucci– ma la scelta del fondatore Macripò di avviarla, è lungimirante, perchè mettersi alla guida di un gruppo di 30-35-40enni è stimolante».

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