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Supercomputer: così è cresciuta la potenza di calcolo

Quest'anno il supercomputer Frontier ha fatto un numero di operazioni 700mila volte superiore rispetto al laptop più veloce attualmente in commercio

di Lab24

(Shuo - stock.adobe.com)

2' di lettura

Sono passati 26 anni da quando Deep Blue, il computer dotato di un'intelligenza artificiale programmata con la consulenza di grandi esperti di scacchi, riuscì a battere il campione mondiale di scacchi Garry Kasparov in una serie di sei partite.

Deep Blue era in grado di calcolare circa 100 milioni di mosse al secondo, grazie a una potenza di calcolo di 11 GFLOPS. Ovvero 11 miliardi di FLOPS: l'unità di misura delle prestazioni che indica il numero di calcoli in virgola mobile (l’analogo binario della notazione scientifica in base 10) che il computer è in grado di compiere al secondo. Tanti FLOPS ne facevano il 259esimo computer più potente della sua epoca.

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Da allora la potenza computazionale si è evoluta in maniera esponenziale, raddoppiando ogni 10-11 mesi. Nel 1997 si è superata la soglia del teraFLOPS (1012 FLOPS), nel 2008 quella del petaFLOPS (1015). Quest'anno il supercomputer Frontier ha infranto il muro degli exaFLOPS (1018) che corrisponde a un miliardo di miliardi di operazioni in virgola mobile in un secondo. Ovvero è circa 700mila volte superiore rispetto al laptop più veloce attualmente in commercio.

Questa capacità di elaborazione è dislocata in più computer, operanti in parallelo. Da qui il termine supercomputer che quindi occupano spazi nell'ordine di un campo da tennis. Queste strutture di calcolo si dedicano a simulazioni scientifiche complesse legate alla ricerca in vari settori, da quello militare all'intelligenza artificiale e la meteorologia. Sono quindi una risorsa indispensabile per il progresso scientifico e per l'innovazione. Non deve quindi sorprendere se la sempre più accesa competizione tra grandi potenze per l'ottenimento della sovranità digitale coinvolga in prima linea i supercomputer.

Dove sono i 50 supercomputer con la più alta potenza di calcolo?
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Come visibile nel grafico soprastante, a livello globale, gli Stati Uniti sembrano in vantaggio nell'ambito del supercomputing. 19 dei 50 supercomputer più potenti al mondo si trovano negli States. Frontier è americano, così come Summit e Sierra, rispettivamente quarto e quinto supercomputer con la più alta capacità di calcolo al mondo. A confronto la Cina ha solo 2 supercomputer nella top50. Ma allargando lo sguardo alla top500 ne possiede il 35% contro il solo 4% degli USA.

Una percentuale che però quasi raddoppia se si considera che 17 supercomputer ubicati fuori dagli Stati Uniti sono stati creati dalle americane Nvidia, IBM o HPE. L'Europa non sfigura in questa competizione. Anzi. Nella top50 dei supercomputer, i Paesi dell'Unione Europea considerati assieme ne contano 13. Un risultato frutto dell'European High-Performance Computing Joint Undertaking: il progetto promosso nel 2018 dalla Commissione Europea insieme a 32 Stati e aziende private, mettendo in comune fondi europei stanziati dai programmi comunitari Horizon Europe e Digital Europe.

L'obiettivo è dotare l'Ue di cinque supercomputer di categoria “petascale” e soprattutto di tre supercomputer di categoria “pre-exascale” (1017 FLOPS), entro la fine del 2022.Tra questi tre, figura Leonardo, il supercomputer che sarà inaugurato il prossimo 24 novembre al Big data Technopole di Bologna. Con una potenza di 250 petaFLOPS dovrebbe far salire l'Italia nella terza posizione della classifica dei più potenti supercomputer al mondo. Dove compaiono anche i due supercomputer HPC4 e HPC5 di ENI e il Marconi-100 sempre a Bologna.

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