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Superjet 100, l’aereo caduto a Mosca nato da una joint venture italo-russa

di Gianni Dragoni

Mosca, aereo Aeroflot in fiamme: bilancio è di almeno 41 morti


6' di lettura

Il Superjet 100 coinvolto nell’incidente mortale a Mosca è un aereo regionale da 98 posti nato da una collaborazione industriale tra Russia e Italia, che è stata quasi azzerata dal gruppo Finmeccanica-Leonardo alla fine del 2016. Hanno collaborato altre aziende occidentali, in particolare francesi. Un progetto ambizioso e costoso, per lo sviluppo sono stati spesi circa 900 milioni di dollari, finora un insuccesso commerciale.

In servizio 138 aerei
A fronte di una previsione di vendere 1.600 aerei in 20 anni, gli ordini finora ricevuti sarebbero circa 300 (non ci sono informazioni certe). Gli aerei in servizio, secondo il sito del costruttore Sukhoj, a fine marzo erano 138 (105 dei quali con varie compagnie in Russia, 33 in altri Paesi: Interjet (Messico), CityJet (Irlanda), Thai Royal Airforce e strutture del governo del Kazakhstan. Il Superjet ha fatto il primo volo il 19 maggio 2008, è in servizio commerciale dal 2011.

Il mercato dei regionali rimane dominato da due costruttori: la brasiliana Embraer e la canadese ex Bombardier, entrambi i costruttori negli ultimi due anni sono stati assorbiti dai maggiori produttori di jet passeggeri. Airbus ha assorbito l’attività del gruppo canadese e Boeing l’azienda brasiliana.

Primo aereo civile dopo il crollo dell’Urss
È il primo aereo passeggeri costruito in Russia dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Per questo la storica azienda aeronautica Sukhoj cercò collaborazioni in Occidente e costituì una società dedicata allo sviluppo di velivoli civili, la Scac (Sukhoj Civil Aircraft Company). In seguito a un accordo con l’allora Finmeccanica e con la sua controllata per l’aeronautica, Alenia, il gruppo italiano entrò nella Scac con una quota del 25% più un’azione. Questo in base alla legge russa dava diritto a poteri per il governo della società. Fu costituita inoltre una società a Venezia Tessera controllata da Finmeccanica (aveva il 51%) per il mercato occidentale, la Superjet International Spa: per la logistica, l’allestimento degli interni e l’adattamento a standard internazionali del velivolo. Che era ed è costruito sempre in Russia, a Komsomolsk sull’Amur, in Siberia.

L’accordo con l'ex Finmeccanica, novembre 2006
Era il 28 novembre 2006 quando fu firmato a Mosca con Alenia-Finmeccanica «l’accordo finale per la costituzione di una partnership strategica per il programma Superjet 100». Il gruppo italiano prevedeva di investire tra 250 e 300 milioni di euro. «Era l’ultima occasione per entrare in una fascia importantissima del mercato, che altrimenti si sarebbe chiusa», commentò Romano Prodi, da presidente del Consiglio, in un incontro con il presidente russo Vladimir Putin a Bari il 14 marzo 2007. «È un mercato di grande concorrenza, e l’Italia e Russia insieme possono vincere la sfida», osservò Prodi. Queste parole danno un’idea della fiducia riposta nella collaborazione italo-russa. Sul sito di Scac rimane questa scritta nella descrizione del programma: «La partnership SjI e Scac è il più ampio programma di cooperazione tra Italia e Russia mai firmato nell’aviazione civile».

Incidente aereo in Russia, incendio a bordo e 41 morti sul superjet Sukhoi

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I francesi forniscono motori ed avionica, Boeing “consulente”
Per completare il profilo occidentale dell’aereo fu prevista una joint venture russo-francese per costruire un nuovo motore, Powerjet, tra Saturn e la francese Safran. L’avionica di bordo è stata fornita da un’altra azienda francese, Thales. Il motore Sam146 che equipaggia il bimotore Superjet non è stato venduto a nessun altro costruttore di aerei. Un manager dell’industria aeronautica fa notare che “il progetto del Superjet 100 è stato sviluppato da Boeing per i russi. Dopo due anni di studi a Mosca i russi hanno comprato tutto il progetto dagli americani e sono andati avanti da soli. Quando è stata coinvolta l'industria italiana il progetto era già definito. Gli ingegneri di Boeing per evitare di aiutare un concorrente progettarono un aereo che non poteva avere le stesse prestazioni dei jet occidentali, il Superjet si colloca nella fascia altra di costo di esercizio. Questo può andar bene sul mercato russo, ma non su quello occidentale”. A livello ufficiale Boeing ha detto di essere stata solo “consulente” del programma.

Gli acquisti nell'ex impero sovietico
Gli ordini necessari per il lancio dell'aereo arrivarono soprattutto da aviolinee dell'ex impero sovietico, Aeroflot e Armavia in testa. Fu annunciato anche un ordine di dieci macchine della ItAli di Giuseppe Spadaccini, un imprenditore di Pescara che per diversi anni ha gestito i Canadair antincendio della Protezione civile (prima di finire in disavventure giudiziarie). Le consegne all'aviolinea di Pescara erano previste a dicembre 2009, ma i Superjet 100 in Italia non sono mai arrivati. Il 26 settembre 2007 in Siberia ci fu una pomposa cerimonia di presentazione del velivolo con i vertici dell'Alenia, il cosiddetto “roll out”.

La collaborazione con Alenia-Finmeccanica
«È la prima volta nel mondo che Russia, Stati Uniti, Francia e Italia hanno collaborato a un progetto aerospaziale», disse il direttore generale del gruppo Sukhoi, Mikhail Pogosian. «La grande scommessa tra noi e Sukhoi è commercializzare il velivolo a livello mondiale. Dobbiamo proseguire negli investimenti», fece notare Giorgio Zappa, allora direttore generale di Finmeccanica e presidente di Alenia. Giovanni Bertolone, all'epoca a.d. di Alenia, fece capire la dimensione dell'operazione: «Il business plan congiunto indica un costo dello sviluppo intorno a 900 milioni di dollari, al quale noi abbiamo contribuito intorno al 30%».

Il tentativo di vendere il Superjet ad Alitalia
Nel 2010 ci fu un braccio di ferro tra Finmeccanica e Alitalia che doveva comprare jet regionali per sostituire i vecchi turboelica Atr (50% Finmeccanica, 50% Airbus). La compagnia privata dei Capitani coraggiosi poco prima di Natale scelse 20 jet brasiliani Embraer, nonostante lo sconto sul prezzo offerto da Alenia e Sukhoi perché Alitalia sarebbe stata il cliente di lancio in Europa del velivolo. Ci fu uno strascico polemico, Finmeccanica si lamentò del mancato supporto dei “patrioti” a un prodotto che impegnava l'industria italiana, ma Cai non cambiò idea. Il Superjet non era ancora certificato al traffico commerciale. Qualcuno notò che l'allora presidente di Cai, Roberto Colaninno, aveva interessi in Brasile con una delle sue aziende, la Piaggio, era intenzionato ad aprire una fabbrica di moto a Manaus. In base a un accordo intergovernativo sembrava che Piaggio avrebbe potuto ottenere di contributi a fondo perduto fino al 40% del costo dell'investimento, che poi non è stato fatto.

La fabbrica di Komsomolsk na Amure dove vengono prodotti i Sukhoi Superjet 100

Incidente in Indonesia nel 2012: 50 morti
Il jet italo-russo è entrato in servizio commerciale nel 2011, con l'armena Armavia, poi con la russa Aeroflot. Fino all'incidente del 5 maggio la compagnia russa aveva 50 di questi aerei. L'anno successivo ci fu un grave incidente in Indonesia. Il 9 maggio 2012 un Superjet 100 con 50 persone a bordo, tra equipaggio e passeggeri, scomparve dagli schermi radar in una zona montuosa nell'area di Bogor, a 60 km circa a sud di Giacarta, durante un volo dimostrativo. Il relitto del velivolo fu rinvenuto il giorno successivo degli elicotteri dei soccorritori sulle pendici del monte Salak.

Contratti in Messico, Irlanda e con Sn Brussels
In Occidente l'aereo non ha mai sfondato. Nel gennaio 2011 è stato annunciato un contratto di vendita di 20 velivoli alla messicana Interjet. I velivoli della compagnia messicana oggi sono quasi tutti a terra e, secondo fonti del settore malgrado le smentite di Scac-Sukhoi, vengono gradualmente restituiti al costruttore. Negli anni successivi è stato annunciato un contratto con l'irlandese CityJet, la cui portata effettiva è misteriosa, sei velivoli sono tuttora presso CityJet secondo Scac. Stando al sito di Sn Brussels (100% Lufthansa), la compagnia belga avrebbe 4 Superjet 100.

Finmeccanica: «L'accordo sul Superjet è costoso»
A causa di vendite ampiamente inferiori alle previsioni la joint venture italo-russa ha dato risultati economici negativi e bruciato cassa. Finmeccanica ha cominciato a dare segni di disimpegno già nel 2013. L'allora a.d. Alessandro Pansa disse a Le Bourget il 17 giugno 2013, insieme all'a.d. di Alenia Giuseppe Giordo: “Non siamo soddisfatti, l'accordo è complesso e costoso, vogliamo modificarlo”. Inizialmente Alenia non partecipò alla ricapitalizzazione della Scac, ma ottenne di mantenere gli stessi diritti di governo della società.
Moretti decide l'uscita dalla joint venture
Finché con il successivo a.d., Mauro Moretti, gli accordi sono stati sciolti. Il Superjet «è costato a Finmeccanica 400 milioni di perdite, gli accordi con i russi di Sukhoi vanno rivisti», disse Moretti l'11 maggio 2015, all'assemblea degli azionisti. Alla fine dell'anno successivo Finmeccanica-Leonardo è uscita da Scac e dalla collaborazione industriale. È stata mantenuta in piedi la società di marketing e logistica Superjet International a Tessera (Venezia), ma l'ex Finmeccanica ha ridotto la sua partecipazione dal 51% al 10%, i russi sono saliti al 90 per cento.

A Tessera ancora 205 dipendenti
A Tessera ci sono ancora dipendenti, in media 205 nel 2018, ma il lavoro per il Superjet è sempre di meno. Tra il 2015 e il 2017 i bilanci di Superjet International indicano 41 milioni di euro di perdite nette. Nel bilancio 2018 di Leonardo ci sono 25 milioni di crediti finanziari verso Superjet di cui è previsto il rimborso «entro il 2020 in virtù degli accordi per la rimodulazione della partecipazione del gruppo a tale programma» e 9 milioni di crediti commerciali, con rimborso previsto «oltre i 12 mesi».

Riproduzione riservata ©
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    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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