Vertice concluso

Superlega sempre più a rischio, si ritirano tutte le squadri inglesi

Si sfalda il progetto di una competizione fra top club europei. In tarda serata un vertice d’emergenza fra le società coinvolte

La maglietta anti Superlega indossata dai giocatori del Brighton (Afp)

4' di lettura

Ad appena un giorno dall’annuncio ufficiale, il progetto di una Superlega fra top club europei sembra sempre più in bilico. L’annuncio del ritiro di Chelsea e Manchester City, in prima serata, ha scatenato un effetto domino di voci su nuovi addii culminato in un vertice d’emergenza iniziato alle 23:30 del 20 aprile. Il risultato, come anticipato da Bbc, è che tutte le sei squadre della Premier league si sono effettivamente ritirate dalle competizione, mentre arrivano rumor di defezioni anche dalla Spagna (in particolare per quanto riguarda l’Atletico Madrid).

Per ora, il progetto resta in piedi e non ci sono conferme di un suo fallimento. «La Super League può partire anche tra cinque mesi. Siamo pronti a sederci e parlare con la Uefa. Le loro minacce di esclusioni non sono comunque legali», chiarisce Anas Laghrari, segretario generale della neonata lega, in un'intervista a Le Parisien. «Non sarà una lega chiusa, un quarto delle squadre sarà rinnovata ogni anno - spiega -. Vogliamo creare il miglior calcio, abbiamo il desiderio di organizzare una competizione che tutti vogliono vedere, che fa sognare la gente, i giovani per rinnovare un calcio che è entrato nella follia dei trasferimenti e dei soldi».

Loading...

L’opposizione inglese

Proprio l’Inghilterra era stata fra i paesi a opporsi in maniera più netta allo scenario della lega fra top club europei. La Premier League, insieme alla FA, ha incontrato oggi i 14 club - esclusi quelli “scissionisti” - per discutere le implicazioni immediate della proposta: dalla riunione è emerso un no generale e a tutto campo alla nuova competizione, con annessa valutazione di tutte le azioni disponibili per impedirle lo sviluppo.

In questo, la Premier è perfettamente allineata con il governo di Boris Johnson, secondo cui il progetto della Superlega è «anti competitivo» e va fermato con un atto legislativo. Il riferimento, come emerso anche ieri, potrebbe essere quello del ricorso alle leggi sulla concorrenza in vigore nel Regno Unito, con un'applicazione ad hoc al progetto della Superlega, che non prevede retrocessioni e promozioni e quindi escluderebbe la libera concorrenza.

Lo stesso Pep Guardiola, nume tutelare del calcio europeo e allenatore del Manchester City, si è schierato apertamente contro il progetto, affermando che «non è sport quando non c'è relazione tra sforzo e successo, non è sport se non conta se perdi».

Perez: il calcio è cambiato e deve adattarsi ai tempi nuovi

Non commenta, invece (ma non appoggia), Zinedine Zidane, tecnico del Real Madrid che - con il suo presidente Florentino Perez - è il club capofila della nuova Superlega. «Ho una mia opinione ma non la dico. E poi è una questione che riguarda un'altra persona, il mio presidente. È lui che se ne occupa, non fa parte del mio lavoro».

Proprio Florentino Perez in un’intervista televisiva, ribadisce l’intenzione di non aver dato vita alla Superlega per salvare il Real Madrid, ma per «salvare il calcio». «Questo sport è in un momento critico, se noi generiamo profitti, ne beneficiano tutti, anche quelli che stanno più in basso». «Il pallone deve adattarsi ai tempi - spiega il n.1 del Real - il pubblico cala. E con la pandemia, siamo tutti rovinati. Dobbiamo cambiare qualcosa per rendere questo sport più attrattivo per tutti». E l’amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis, si dice fiducioso « che questa nuova competizione a 20 squadre catturerà l'immaginazione di miliardi di tifosi di calcio in tutto il mondo e rappresenterà l'inizio di un nuovo entusiasmante capitolo del gioco del calcio».

«Non temo che alcuni dei club lascino il progetto di Superlega. La situazione è talmente grave che tutti sono d'accordo per portare a termine il progetto e trovare una soluzione. Nessuno è entrato perché messo sotto pressione» ha aggiunto successivamente Perez, rispondendo a una domanda del quotidiano francese L'Equipe. Quanto alla pioggia di critiche e alle dure prese di posizione dei principali leader europei contro la Superlega, Perez spiega: «Parleremo con i responsabili politici europei. Gli hanno raccontato che metteremo in pericolo i campionati nazionali, che vogliamo essere sempre più ricchi. Sono delle stupidaggini e ci hanno creduto».

Tribunale spagnolo blocca sanzioni Uefa

Un punto a favore di Perez arriva proprio dalla Spagna. Un tribunale di Madrid ha emesso una misura cautelare che impedisce alla Fifa, all'Uefa, alla Liga spagnola e alle federazioni calcistiche nazionali di prendere provvedimenti contro i club che hanno annunciato l'adesione alla SuperLega di calcio. Lo riportano alcuni media spagnoli.

Il duro no di Uefa e Fifa

Ma dall’Uefa e dalla Fifa non ci stanno: il presidente della federazione europea Ceferin ha chiesto ai club scissionisti di tornare sui loro passi, facendo approvare un documento di condanna del progetto della Superlega dalle 55 federazioni aderenti all’Uefa, ricevendo la piena approvazione del presidente della federazione internazionale, Gianni Infantino, già a sua volta responsabile di tutto il calcio europeo.

Intanto, dopo l’euforia di ieri, la levata di scudi contro il progetto della Superlega pesa sui titoli delle società quotate che partecipano al progetto. La Juventus Fc cede il 4,4% a 0,87 euro mentre il Manchester United arretra a New York dello 0,4% a 16,87 dollari tra i dubbi degli analisti sulla realizzabilità del progetto. Per vari analisti, infatti, pesa l’autoesclusione dal progetto dei club tedeschi e francesi, l’opposizione delle federazioni e della politica e il rischio che manchi un livello essenziale di competizione nella nuova Superlega, non essendo prevista l'esclusione per i membri fondatori.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti