innovazione nautica

Superleggere e più resistenti:  l’Iit spiega le vele al grafene

Sfruttando un brevetto dell’Istituto italiano di tecnologia Quantum Sails riduce del 25% il peso del telo. Test nel campionato 52 Super Series

di Antonio Larizza


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2' di lettura

Da un brevetto dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova è nata la prima vela al mondo fatta con il grafene. Sfruttando le proprietà del promettente materiale a due dimensioni fatto di atomi di carbonio, la vela al grafene pesa il 25% in meno di una vela tradizionale e garantisce una maggiore resistenza meccanica.

Quantum Sails Italia - l’azienda specializzata nella produzione di vele che ha acquisito la licenza esclusiva del brevetto - ha già prodotto le prime vele: tre esemplari da 60 metri quadrati che in questi giorni equipaggiano la barca del team Quantum Racing che sta gareggiando, con ottimi risultati, nel campionato 52 Super Series, il principale circuito a livello mondiale per barche monoscafo.

La tecnologia è stata sviluppata da due ricercatori del team «smart materials» dell’Iit: Gabriele Nanni e Ilker Bayer, in collaborazione con Quantum Sails Italia. «Su una vela di circa 60 metri quadrati – spiega il ricercatore Iit Gabriele Nanni – siamo riusciti a ottenere una riduzione del peso del 25%, che in regata può fare la differenza».

La vela si ottiene spruzzando una miscela liquida di un polimero e grafene su un supporto flessibile. La miscela solidifica a temperatura ambiente

Le vele al grafene sono anche più resistenti. Il materiale utilizzato per produrre la vela è una miscela di un polimero e grafene. «Si parte da una soluzione liquida – continua Nanni – che viene depositata a spruzzo su un idoneo substrato e che solidifica a contatto con l’ambiente». In questo modo si evita la presenza di bolle d’aria tipica delle vele tradizionali, realizzate sovrapponendo e incollando tra loro diversi strati di tessuti tecnici. «In questo modo si eliminano – continua il ricercatore – i punti di debolezza da cui, con le sollecitazioni meccaniche, si innescano crepe che causano il distaccamento degli strati». Una volta solidificata la miscela di grafene forma così uno strato flessibile e facilmente ripiegabile, ma allo stesso tempo resistente: l’ideale per una vela a alte prestazioni pensata per le competizioni.

«Questi risultati – spiega Vittorio d’Albertas, ceo di Quantum Sails Italia – costituiscono una possibile svolta nel mondo del sailmaking, essendo la piattaforma ideale per sviluppi futuri sia nel campo della crociera che della regata». Non solo. Il brevetto dell’Iit e il processo produttivo che lo sfrutta per realizzare vele al grafene potrà avere applicazioni anche in ambiti non sportivi. «Siamo partiti dalle vele più estreme e complicate da realizzare. Ora sappiamo che il sistema funziona, che è scalabile e ampliabile, anche nel range di spessori», conclude d’Albertas.

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