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Supermulte per il cellulare, giallo al semaforo accorciato. La riforma blitz di agosto non esaurisce i dossier aperti

La mini-riforma di settembre non ha esaurito le novità per chi guida. Ma occorre distinguere tra ciò che è già in vigore e ciò su cui si discute soltanto, Tenendo a mente che spesso arrivano in porto solo provvedimenti isolati su singoli argomenti. Lo insegna l’esperienza dell’ultimo decennio

di Maurizio Caprino

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La mini-riforma di settembre non ha esaurito le novità per chi guida. Ma occorre distinguere tra ciò che è già in vigore e ciò su cui si discute soltanto, Tenendo a mente che spesso arrivano in porto solo provvedimenti isolati su singoli argomenti. Lo insegna l’esperienza dell’ultimo decennio


4' di lettura

Supermulte per il cellulare, giallo al semaforo accorciato e tante altre novità. Sono previste dalla riforma del Codice della strada in discussione alla Camera. Ma non saranno approvate tanto presto e c’è pure la possibilità che non vedano mai la luce, A cause delle solite incertezze della politica e delle altre proposte che si stanno aggiungendo. Dall’alcolock che blocca il mezzo di chi è stato già trovato ubriaco ai correttivi della stangata contro i furbetti della targa estera.

Tutto parte dalla mini-riforma

È stata presentata anche come una riforma del Codice della strada, la nutrita serie di modifiche introdotta con un blitz a settembre in sede di conversione in legge del decreto Semplificazioni (Dl 76/2020). E la corposità dell’intervento aveva indotto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a scrivere una lettera di richiamo sull’approvazione di emendamenti estranei all’oggetto principale del decreto.

Ciò dovrebbe restituire importanza al disegno di legge di riforma vera e propria, che si era arenato alla Camera. In questo testo potrebbero confluire ulteriori proposte di modifica che si sono “affacciate” negli ultimi mesi.

Riguardano soprattutto l’inasprimento delle sanzioni per chi guida usando con le mani cellulari, pc o tablet, la stretta che era stata introdotta a dicembre 2018 con il primo decreto Sicurezza contro i “furbetti della targa estera” e la possibile adozione dell’alcolock che impedisce l’accensione del motore se il guidatore ha bevuto alcol. Si attende anche l’attuazione della semplificazione dei collaudi delle bombole per gli impianti a gas, per i quali sono stati anche proposti bonus.

La riforma stop and go

Proprio l’approvazione della mini-riforma spuntata nel Dl Semplificazioni pareva aver accelerato l’iter del testo di riforma complessiva, approdato il 25 settembre nell’Aula della Camera. Ma, come accaduto spesso anche in passato, è arrivato subito dopo un rallentamento: il testo è stato reinviato in commissione Trasporti e nelle settimane successive non ci sono state novità sostanziali. Non si può escludere che vada a finire come nelle due legislature precedenti, cioè che tra accelerazioni e frenate, si arrivi a fine mandato con un nulla di fatto.

Tra le tante modifiche, la più importante sarebbe l’innalzamento da 165 a 422 euro della sanzione pecuniaria per l’uso di cellulari e simili, con la sospensione della patente già alla prima violazione e non più solo per i recidivi (nel corso di un biennio) come invece è previsto oggi. Ma occorrerà vedere se nei momenti decisivi resterà la volontà politica di introdurre una stretta che tutti in pubblico ritengono necessaria per la sicurezza ma che molti poi stoppano per paura dell’impopolarità.

Molto controversa è l’unificazione a tre secondi del tempo di giallo per tutti i semafori. Attualmente quasi tutti gli impianti sono regolati su un tempo variabile dai tre ai quattro secondi, in base alle caratteristiche dell’incrocio, come stabilito dal Cnr. In effetti, tecnicamente ha senso regolarsi caso per caso e c’è il timore che ridurre a tre secondi il tempo del giallo dove oggi è più lungo serva solo a far fare cassa ai Comuni, con le multe.

Potrebbe debuttare l’obbligo del casco in bici, riservato ai minori di 12 anni. Si pensa a tutelare i pedoni evidenziando percorsi loro dedicati, mentre sulle piste ciclabili potrebbero essere ammesse anche le carrozzine per disabili.

C’è poi l’obbligo di lasciare sotto i tergicristalli di chi è in sosta vietata il preavviso di verbale, anche se nella pratica nulla garantisce che il trasgressore possa accorgersene.

Atteso anche uno snellimento dei controlli sullo stato di alterazione da droghe, materia delicata e dibattuta da vent’anni.

Targhe estere

Occorre pure una revisione della stretta sui “furbetti della targa estera”: le pesanti sanzioni per i residenti in Italia alla guida di veicoli immatricolati all’estero colpiscono anche italiani che lavorano fuori dal territorio nazionale e non hanno alcun intento di frodare il Fisco né di sottrarsi alle multe stradali, ma lasciano indenni chi quell’intento lo ha e lo persegue guidando mezzi a noleggio.

Il Dl Semplificazioni ha eliminato solo il problema degli italiani all’estero. Per il resto si attendevano novità nella Legge europea, dal cui testo iniziale - pubblicato la settimana scorsa - l’argomento è stato però stralciato. Bisogna vedere se confluirà nella proposta di riforma del Codice o se spunterà nella revisione dei decreti Sicurezza in corso.

Alcolock per i recidivi

In estate il Cnel, con la sua Consulta nazionale per la sicurezza stradale, ha chiuso una proposta di legge sull’installazione obbligatoria dell’alcolock sui veicoli utilizzati da chi è stato trovato già una volta a guidare in stato di ebbrezza, come già accade in Belgio, Francia, Danimarca e Polonia. La proposta ha iniziato il suo iter parlamentare ai primi di settembre.

Si tratterebbe di mettere sotto controllo i recidivi, in attesa che abbia effetti la direttiva europea sugli equipaggiamenti obbligatori dei veicoli, che dai prossimi anni renderà obbligatorio l’alcolock su tutti i veicoli nuovi. Resta da vedere quale standard tecnologico verrà scelto. C’è da trovare un compromesso tra costi e garanzia che il sistema possa fornire misurazioni affidabili ed essere difficilmente eluso.

Collaudi bombole gas e bonus

Il Dl Semplificazioni ha abolito la cosiddetta visita e prova alla Motorizzazione degli impianti a gas montati in retrofit, ma manca un Dm attuativo. Assogasliquidi-Federchimica ha fiducia che affidi tutto a «officine appositamente equipaggiate e attrezzate» e che arrivi entro il 31 ottobre, quando scade la proroga dei controlli concessa a causa della pandemia a chi avrebbe dovuto farli effettuare entro il 31 luglio. La stessa associazione chiede che gli impianti di alimentazione a gas vengano inclusi tra le alimentazioni che diano diritto a incentivi a chi trasforma a Gpl o metano auto di classe Euro 4 o 5 a benzina e gasolio. Una platea di 15 milioni di esemplari, per la quale il presidente di Assogasliquidi, Andrea Arzà, ha chiesto che il bonus duri fino al 2023.

Riproduzione riservata ©
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    Maurizio Caprinovicecaposervizio

    Luogo: Milano

    Argomenti: Circolazione stradale nelle sue varie implicazioni (multe, assicurazioni, sicurezza, economia, appalti, energia)

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