le misure per la sanità

Superticket addio da settembre e 6mila specializzandi in corsia per coprire i buchi

Per cancellare il balzello stanziati 160 milioni. Sulla carenza medici si pensa ad assunzioni a tempo determinato con dei contratti formazione del valore di 34mila euro l’anno.

di Marzio Bartoloni


Sanità, cambia il ticket: si paga in base al reddito

2' di lettura

Addio al superticket, il balzello da 10 euro a ricetta su visite ed esami da settembre e poi l’assunzione con contratti di formazione degli specializzandi che completerebbero così la formazione con un ultimo anno sul campo. Seimila giovani medici già dal prossimo anno per coprire i buchi che le Regioni hanno provato a tamponare con pensionati e anche con i neolaureati abilitati (il Veneto)

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Pronti 160 milioni nel 2020 per la riduzione del superticket che, «a seconda delle Regioni - si legge nel documento programmatico di bilancio 2020 appena varato dal Governo - , può arrivare fino a 10 euro sulle visite specialistiche e prestazioni diagnostiche. L'obiettivo è abolirlo da settembre 2020, mentre in un primo momento si era parlato da luglio (il costo complessivo a regime è di 480 milioni). Oggi questo balzello si paga sulle ricette per visite ed esami e viene applicato a macchia di leopardo in Italia , con Regioni che lo applicano integralmente e altre che invece o lo hanno già abolito o lo prevedono in base al reddito o al valore della ricetta. Il superticket si aggiunge al ticket sanitario ordinario (fino a 36 euro) che il Governo vuole rimodulare in un Ddl collegato alla manovra in base ai redditi.

L’allarme sulla carenza di medici nelle corsie degli ospedali e nei pronto soccorso è alto da tempo. E il Governo studia le contromisure in manovra: la misura dovrebbe prendere forma nel testo della legge di bilancio su cui il Governo sta lavorando, ma non è escluso che possa anche materializzarsi come emendamento al decreto scuola e università ora in Parlamento. L’idea è quella di assunzioni a tempo determinato con dei contratti formazione del valore di 34mila euro l’anno. Di questi 26mila sono sotto forma di borsa di studio universitarie che sono già finanziate mentre la parte restante sarebbe a carico delle aziende sanitarie per un costo stimato in circa 50 milioni. Sotto esame anche l’allentamneto dei vincoli che limitano nuove assunzioni.

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