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Surgelati: con il lockdown decollano gli acquisti di snack, pizza e pesce

È cambiata la spesa degli italiani, sono aumentate le scorte ed è esploso un settore già in crescita: vendite a +13,5%

di Giorgio dell'Orefice

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È cambiata la spesa degli italiani, sono aumentate le scorte ed è esploso un settore già in crescita: vendite a +13,5%


3' di lettura

Non ci sarebbe stato bisogno del lockdown per decretare il successo dei prodotti alimentari surgelati. Nel 2019 di fronte a una sostanziale stabilità della spesa alimentare degli italiani (+0,4%) i prodotti alimentari surgelati sono cresciuti in volume dell’1,3% raggiungendo il livello record nel consumo pro capite di 14,1 kg annui. La crescita dei volumi ha spinto in alto anche il fatturato del settore passato dai 4,45 miliardi del 2018 ai 4,55 del 2019. Lo scorso anno, inoltre, nelle vendite di alimentari surgelati il canale retail, quindi la grande distribuzione, ha toccato le 531mila tonnellate (+1,5%) rispetto alle 318mila del catering.

Sono le cifre emerse dal “Rapporto annuale sui Consumi dei prodotti surgelati” di Iias – Istituto Italiano Alimenti Surgelati (ora integrato in Unione Italiana Food) – che ha analizzato l’andamento del settore in Italia nel 2019 oltre e a fornire anche importanti dati sui primi quattro mesi del 2020.

Il Covid cambia i consumi

La ripartizione dei volumi tra grande distribuzione e segmento horeca, vale a dire bar e ristoranti (che pesa meno della Gdo ma è tutt’altro che irrilevante con una quota del 37% del totale) è fondamentale anche per comprendere l’impatto sul settore dell’emergenza da Covid-19.

«Il lockdown ha modificato la spesa degli italiani – spiega il presidente dell’Iias, Vittorio Gagliardi –. La necessità di evitare assembramenti ha spinto molti consumatori a fare scorte. E questo ha favorito prodotti come gli alimenti surgelati con una durabilità prolungata. Per questo nel primo quadrimestre 2020 le vendite complessive nel canale retail hanno segnato un +13,5% con performance molto positive nel segmento dei prodotti ittici (+16,5%), degli snack salati (+21,5%), delle pizze (+12,5%) e delle patate (+12%)».

Alla base degli ottimi risultati di mercato del settore del frozen food gli elevati standard in termini di sicurezza alimentare («il settore è regolato da una legge specifica che vieta qualsiasi tipo di conservante che non sia il freddo» aggiunge Gagliardi), e di salubrità (secondo un recente studio del Crea in termini nutrizionali gli alimenti surgelati sono in molti casi paragonabili ai freschi) oltre che il contenuto di servizio: si tratta di prodotti pronti all'uso apprezzati dai consumatori, come testimoniato dalla crescita dei segmenti dei piatti pronti e delle pizze.

Crollo del fuori casa

Ma anche per i surgelati la fase del lockdown ha lasciato strascichi negativi a causa del crollo dei consumi “fuori casa”: tra ristorazione commerciale e collettiva si stima a fine anno una perdita di fatturato di circa 600 milioni. «Tuttavia – ha aggiunto Gagliardi – contiamo di poter dare un aiuto importante alla ripartenza del settore della ristorazione. I prodotti alimentari surgelati possono tutti vantare standard di sostenibilità certificata, aspetti ai quali i consumatori fanno sempre più attenzione, mentre grazie alla loro prolungata shelf file consentono importanti riduzioni dei costi nella gestione del magazzino».

Le categorie più vendute

Tornando ai dati dell’Istituto italiano alimenti surgelati relativi alle vendite 2019, tra i singoli segmenti la categoria più venduta resta quella dei vegetali che rappresentano quasi la metà del settore con 228mila tonnellate consumate nel 2019 (+0,5%). In questa categoria sono tornati a crescere sia i vegetali semplici (piselli, spinaci, fagiolini, patate), sia le zuppe/minestroni. Bene anche i prodotti ittici con oltre 94mila tonnellate consumate (+1,2). Meglio ancora è andata per pizze e snack surgelati (78mila tonnellate vendute, +2,4%).

Esportazioni in salute

Segnali molto positivi sono venuti anche dal fronte dell’export che nel 2019 è cresciuto del 5,2% sul 2018. I principali mercati di sbocco sono Germania e Stati Uniti. Tra i prodotti più esportati la pizza surgelata che nel 2019 ha registrato una crescita del 10%.

«All’estero – conclude Gagliardi – ci attendiamo ora un importante impulso dall’accordo siglato a marzo scorso da Unione Italiana Food con il coinvolgimento dei ministeri della Salute e dello Sviluppo economico oltre che dell’Ambasciata italiana a Washington. L’operazione ha aperto la strada all’esportazione di prodotti surgelati con carne suina in qualità di ingrediente come la popolarissima (negli Usa) Pepperoni Pizza, che si chiama così perché prodotta con salame piccante made in Italy».

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