TEST RIDE

Suzuki GSX-S750 Yugen Carbon, com'è fatta e come va

In sella alla naked giapponese

di Gianluigi Guiotto


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3' di lettura

Linee taglienti, aspetto molto aggressivo e ora, grazie al kit Yugen Carbon, anche con alcuni dettagli “pregiati” firmati dall'italiana Sc-Project come lo scarico con finitura in carbonio, che le dona una voce roca e riconoscibile, il coprisellino monoposto e il cupolino in plexigas fumé: questa è la Suzuki Gsx-S750 Yugen Carbon (9.100 euro, mentre la base costa 8.700 euro), che insieme alla Titanium, rappresenta l'offerta più ricca della naked settemmezzo nipponica.

Suzuki GSX-S750 Yugen Carbon, le foto della nostra prova

Suzuki GSX-S750 Yugen Carbon, le foto della nostra prova

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L'elemento che più caratterizza la Yugen Carbon è il silenziatore racing SC1-R con rivestimento in carbonio, omologato e progettato dall'italiana SC-Project sulla base dell'esperienza maturata nelle competizioni. Tra i vantaggi che offre, c'è un risparmio di peso: con 2,16 kg questo silenziatore pesa infatti meno della metà di quello originale.

Oltre a essere leggero, il carbonio garantisce un'efficace dissipazione del calore e, con la sua elasticità, assicura pure una grande resistenza alle sollecitazioni e agli urti. La particolare conformazione interna conferisce poi a questo scarico un suono pieno ai bassi regimi, che si fa esaltante agli alti ma senza diventare mai troppo invadente per chi sta intorno.

Quattro cilindri, 118 Cv
Come su ogni naked, il propulsore è il protagonista anche della Yugen Carbon: di derivazione supersport, visto che arriva dalla Gsx-R750, ha una potenza massima di 114 cv a 10.500 giri, che salgono a 118,5 grazie allo scarico Sc-Project; il picco di coppia invece, si assesta a 81 Nm a 9mila giri. Sorprende la sobrietà del quattro cilindri: Suzuki dichiara una percorrenza media di 20,4 km/l nel ciclo Wmtc, valore quasi confermato dalla nostra prova (a patto di non esagerare con il gas, ovviamente).

Questa Suzuki, inoltre, monta due dispositivi studiati per rendere la guida più rilassante anche nel traffico: sono l'Easy Start System, che facilita l'avviamento del motore, e il Low RPM Assist, che regolarizza il regime del motore allo stacco della frizione e nella marcia al minimo. Il risultato? Avviamenti facili, anche col freddo, e andamento fluido nell'apri-chiudi del gas, senza strappi che possono mettere in crisi chi inizia (o si distrae facilmente).

Agile su strada
La posizione in sella è leggermente caricata sui polsi, con le pedane abbastanza alte (i più alti avranno le ginocchia un po' troppo piegate), a favorire una guida aggressiva. Il blocco cilindri piuttosto verticale ha consentito ai tecnici di Hamamatsu di creare un telaio perimetrale compatto e agile: stabilità e precisione di una ciclistica da pista si abbinano così a una notevole maneggevolezza, indispensabile quando si usa la moto tutti i giorni.

La strumentazione è ben visibile anche di giorno e aiuta chi è alle prime armi, visto che riporta anche la marcia inserita. A qualcuno potrà non piacere troppo il serbatoio da 16 litri che è abbastanza largo e costringe a tenere le gambe un po' aperte.

Guida facile
A ogni modo la posizione in sella crea un feeling diretto con l'avantreno: si ha la sensazione di avere sempre tutto sotto controllo, e non è poco. Un contributo importante arriva dalle sospensioni Kayaba: forcella a steli rovesciati da 41 mm e monoammortizzatore regolabile nel precarico. Certo, la precisione si paga con qualche reazione poco confortevole sulle buche. L'impianto frenante vede due pinze freno Nissin ad attacco radiale, che mordono dischi flottanti a margherita da 310 mm, con Abs e controllo elettronico della trazione impostabile in tre diverse modalità o disattivabile. Il divertimento arriva quando si apre il gas: il quattro cilindri ha una progressione lineare (quasi noiosa) fino ai 6mila giri circa, ma poi è godimento puro, per la cattiveria che sa mettere su asfalto. Resta il consueto limite delle naked: il cupolino copre (poco) il busto, mentre tutto il resto resta esposto al vento. Ma se volete il fascino della nuda, è il prezzo da pagare.

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