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Svezia, il rogo del Corano complica l’ingresso nella Nato. Il Marocco richiama l’ambasciatore

La polizia ha affermato nella decisione scritta di concedere il permesso che i rischi per la sicurezza associati all’incendio “non erano di natura tale da giustificare, secondo le leggi vigenti, una decisione di respingere la richiesta”

Aggiornato il 29 giugno 2023 alle ore 07:34

Afp

3' di lettura

A pochi giorni dal vertice di Vilnius, dell’11 e 12 luglio, dove la Svezia auspica progressi per il suo ingresso nella Nato, malgrado l’opposizione turca, e durante la celebrazione dell’Eid al-Adha, la festa celebrata dai musulmani di tutto il mondo in memoria del sacrificio di Abramo, un nuovo rogo del Corano si è svolto oggi a Stoccolma, destando l’ira di Ankara che ha parlato di un «atto spregevole», e facendo montare la rabbia del mondo islamico.

Marocco richiama l’ambasciatore

Il Marocco ha richiamato il suo ambasciatore in Svezia dopo l’episodio, condannando il gesto come “offensivo e irresponsabile”. L’autore di questo gesto è un iracheno di 37 anni fuggito dal suo Paese.

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«Il governo svedese, ancora una volta, ha autorizzato una manifestazione durante la quale è stato bruciato il sacro Corano davanti a una moschea di Stoccolma», si rammarica il ministero degli Esteri marocchino.

«Questo nuovo atto offensivo e irresponsabile ignora i sentimenti di oltre un miliardo di musulmani, in questo periodo sacro del grande pellegrinaggio alla Mecca e della festa benedetta di Eid Al-Adha». Per questo, l’incaricato d’affari svedese a Rabat è stato convocato al ministero degli Esteri marocchino.

La manifestazione e il corano in fiamme

Dopo avere ricevuto l’autorizzazione da parte delle forze dell’ordine – spiega Giuseppe Maria Laudani dell’Ansa –, a seguito della sentenza della Corte d’Appello secondo cui era sbagliato che la polizia rifiutasse le manifestazioni a causa del rischio di un attentato, un centinaio di persone si sono radunate verso l’ora di pranzo di fronte alla moschea di Medborgarplatsen, nel quartiere centrale di Sodermalm a Stoccolma per assistere al provocatorio gesto di un cittadino iracheno di 37 anni, Salwan Momika. L’uomo ha dato fuoco al libro sacro dei musulmani, dopo averlo calpestato, averci messo dentro delle fette di bacon (cibo bandito dai musulmani), proferito parole offensive nei confronti dell’Islam e avere sventolato una bandiera svedese.

Stoltenberg: Nato pronta a difendersi da Mosca o Minsk

Nato, ingresso in salita

Ma le sue gesta non sono piaciute a molti dei presenti alla manifestazione che hanno protestato, creando momenti di tensione. Una di loro - riferisce il quotidiano svedese Aftonbtadet - ha gridato: «Il Corano non è nelle vostre mani, è nei nostri cuori, lo sappiamo a memoria». La polizia svedese ha arrestato un uomo che stava per lanciare delle pietre e ha aperto un’inchiesta. «Coloro che cercano di diventare nostri alleati nella Nato non possono tollerare o permettere comportamenti distruttivi da parte di terroristi islamofobi e xenofobi», ha tuonato Fahrettin Altun, il direttore delle comunicazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, precisando che «chiunque permetta questo atto criminale ne è anche complice».

Si fa dunque sempre più irto e pieno di ostacoli il cammino di Stoccolma verso l’Alleanza Atlantica, malgrado il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg abbia affermato che sia «arrivato il momento di far entrare la Svezia nella Nato come membro a tutti gli effetti». Il politico norvegese ha poi annunciato che in previsione del vertice di Vilnius è stato convocato a Bruxelles «un altro incontro con alti funzionare turchi svedesi e finlandesi giovedì prossimo», 6 luglio.

L’opportunismo di Putin

Ankara ha posto un veto alla richiesta della Svezia - che richiede il via libera unanime dei membri dell’Alleanza -, rimproverandole una certa clemenza nei confronti dei militanti curdi che ospita sul suo territorio e che considera “terroristi”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente russo Vladimir Putin, precisando che nel suo Paese il rogo del Corano è punito come un crimine.

Brucia il corano davanti alla moschea di Stoccolma

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I precedenti

Non è la prima volta che la Svezia si confronta con i roghi del Corano. Ad aprile dello scorso anno, si erano registrati tre notti di scontri in tutto il Paese durante una serie di manifestazioni e contro cortei seguiti alle azioni anti Islam promosse da un gruppo di estrema destra, che aveva bruciato una copia del testo sacro dell’Islam. A riaccendere la miccia a gennaio era stato un esponente politico della destra svedese, tale Rasmus Paludan, che aveva bruciato il libro. Ad emularlo anche il politico di destra olandese Edwin Wagensveld, con un rogo all’Aia. Nei mesi scorsi la polizia svedese aveva negato richieste simili, motivando il timore di un attacco terroristico. Ma una di queste era stata impugnata davanti al tribunale amministrativo di Stoccolma, fino ad arrivare alla Corte d’appello che aveva riconosciuto l’ammissibilità di questo tipo di manifestazioni, fino all’odierno rogo davanti alla moschea.

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